Siamo appena rientrati da Lugano, abbiamo portato le bambine al concerto dei Solisti della Svizzera italiana diretti da Bruno Amaducci al Palazzo dei Congressi: Cimarosa, Haydn e Vivaldi. Che dire? Le fanciulle hanno sospirato e sbuffato, e si sono un po' annoiate all'inizio, com'è giusto che sia: ogni divertimento un po' complesso necessita di una fase di impasse, di vera e propria noia anche. E' difficile stare fermi, in silenzio, concentrarsi su qualcosa e accettare di venirne catturati. Poi, però, se la musica è autentica musica, quasi sempre avviene il miracolo, e la Musa viene e cattura anche le fanciulle refrattarie. E' un piacere sentire il calmarsi, il porre l'attenzione, e finalmente balenare un lampo di autentico interesse, un attimo di rapimento, il bagliore di un'illuminazione. Siamo una famiglia legata più alle parole che alla musica (Ellina avrebbe voluto portarsi un libro e una pila per reggere la noia a suo dire insopportabile!), eppure la musica resta una grande rapitrice, e naturalmente ho pianto di nostalgia per altre vite, lontane anni luce dalla mia: una nostalgia antica, antecedente la mia nascita, e che sempre arriva a visitarmi insieme alle note musicali. La musica è rock, è jazz, è anche le canzonette e le ballate, continuo ad essere una troglodita senza gusto e senza arte nè parte. Però riconosco che la musica è un dono, e sono grata agli dei quando la mettono sul mio cammino. Mi consola, e ci eleva.
Musicalmente, vi saluto e vi auguro una buona domenica sera, un ottimo inizio di settimana e...copritevi, fuori fa freddo! claudia







