Il titolo di questo libro non è accattivante, ma la foto di copertina molto (una madre con un bambino, entrambi in costume bianco, di spalle, in riva al mare). E' una storia autobiografica di una particolare forma di razzismo subita dall'autore, Knud Romer (nato nel 1960): l'origine germanica di sua madre, l'orgogliosa e bellissima Hildegard, è causa di emarginazione e di caccia al capro espiatorio da parte della popolazione di un paesino danese ancora piena di rancore nei confronti dei "tedeschi invasori". Il romanzo, acclamato da critica e pubblico, è pubblicato dai Canguri della Feltrinelli e fa riflettere, oltre che sorridere amaramente. L'autore ha anche pubblicato un'antologia sulla stupidità, una guida ai bagni pubblici di Copenaghen e diversi altri trattati dai temi strani, dalle pasticche alla menta al suicidio autoerotico. Un originale, ma anche un capace scrittore.
Non leggetelo se volete pensare al lato buono dell'umanità, siete avvertiti! Cari saluti, buon primo di maggio, festa dei lavoratori (nel senso di salariati, perchè tutti noi lavoriamo mattina e sera senza interruzioni...vero mamme e liberi professionisti?!),claudia







