Domenica sera daranno un bel film sulla rsi, tratto dal romanzo di Thackeray, "La fiera delle vanità", che vinse al festival di Cannes quattro anni fa con una regista indiana. Ricordo che avevo divorato quel libro, ai tempi dell'adolescenza, scoprendovi realtà valide più di un secolo dopo, e assumendo il titolo a spiegazione di molti fenomeni: "la fiera delle vanità". Mi fa piacere pensare con giorni d'anticipo ad una bella serata di cinema (ho già invitato un'amica romantica a condividere la visione e i fazzoletti di carta per asciugare le lacrime!), e con anni di ritardo alle notti di lettura di un bel libro. Leggere di notte è più bello del leggere di giorno: il giorno è fatto per l'attività, anche se ci fermiamo noi, tutto attorno ferve di attivismo, mentre la notte tutto si quieta, e si sente soltanto il rumore delle pagine che si sfogliano. Che bello leggere all'aria aperta, sul terrazzo nelle notti estive. E che bello accucciarsi sulla poltrona mentre fuori piove, solo una luce fioca ad illuminare il libro. E, meglio di tutto, leggere nel letto, un grande piumone e uno scialle sulle spalle! Alla fine di questa mia povera e, ahimè troppo breve, vita, potrò consolarmi al pensiero di averne vissute almeno altre mille seguendo le pagine di altrettanti libri. E ancora non mi basterà, e sarò arrabbiata, o forse solo triste al pensiero di dovermene andare così presto (centodieci anni sarà ancora troppo presto!).
Ho superato me stessa: ho fatto la torta di mele e rosmarino presentata su Cooperazione di settimana scorsa e...incredibile: era buona! (è stata Lila a dire "mamma, hai superato te stessa!"...siccome non faccio mai torte, non ci vuole tantissimo, comunque è pur sempre un bel successo!). Ve la consiglio, un abbinamento squisito! Vi saluto golosamente, claudia







