Stavo ascoltando su Rete 2 il concerto del Progetto Martha Argerich e continuavo a pensare: wow, wow, wow...suonare così! Wow!!!... Un pensiero non molto articolato, lo confesso, più simile a uno stupore estatico che ad un vero pensiero.
Ma qui siamo in una stanza di parole, e di parole sulla famiglia, e dunque mi viene voglia di confrontarmi con voi su un tema: come sarà essere madre, sorella o marito di una grande pianista, o di un'artista, o di una persona nota? Io ho sempre riflettuto sul fatto che le mogli dei grandi uomini hanno avuto una vita ben infelice, sempre seconde rispetto alla grande missione dei mariti...è difficile vivere accanto ad una grande personalità, in genere (con eccezioni, come in ogni campo!), ma è pur vero che è difficile anche vivere accanto a una persona noiosa, o egoista, o piena di sé senza motivo!
L'arte, poi, è difficilmente conciliabile con la vita di famiglia, perché richiede tempi propri e mal sopporta i doveri quotidiani. È vero che Silvia Plath scriveva le sue poesie alzandosi alle quattro del mattino per avere qualche ora tutta per sé tra l'accudimento di due figli piccoli e di un marito infedele, ma è anche vero che è finita con la testa nel forno, quindi testimonia la difficoltà della conciliazione arte-famiglia...
Ma anche per noi che artisti non siamo, se non artisti del quotidiano, a volte come è difficile conciliare lo spazio per sé con lo spazio-per-gli-altri! Non sempre, a volte!
E a voi come pare?
Un caro saluto,
claudia







