10. maggio 2010
Suttree

Eccomi qua a leggere un libro "da uomini", dopo essermi entusismata, inquietata, tormentata con "La strada", ho tra le mai "Suttree" di Cormac McCarty (Einaudi, 2009), un libro che ha fatto sputare sangue alla sua traduttrice in lingua italiana (sentita oggi su Rete 2 mentre bevevo il caffè).

Negli anni cinquanta, Suttre pesca pesci gatto sul fiume Tennesse, e lì impara ciò che il fiume insegna: che il colore di questa vita è acqua, e che perciò solo le forme più primitive sopravvivono, fino a comprendere, novello Ulisse americano, una verità eterna: che di Suttree ce n'è uno e uno soltanto. Un libro difficile, impegnativo, ma potente, una realtà lontana dalla nostra ma in qualche modo universale, e questa consapevolezza, che ogni vita è unica, e che sta a noi farne il meglio possibile, in quella manciata di anni che ci è concessa. Intanto, fuori piove: finalmente (ironico!), tutto si inverdisce, e appena arriva il sole (come ieri alla processione della Madonna del rosario, portata per le vie del paese in pompa magna dopo venticinque anni), è estate, e siamo felici, e pieni di energia, ancora. Buon inizio settimana, claudia

Inserito alle: 08:48 | Inserito da: clablog
 
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