21. agosto 2010
La tigre bianca

Un libro difficile da definire, diverso da tutti, "La tigre bianca" (Einaudi, 2008) del giovane indiano Aravind Adiga. Un viaggio dietro le quinte di un'India moderna e scintillante, un inquietante racconto iniziatico di un ragazzo delle province oscure (le Tenebre) che in un tortuoso e a tratti esilarante percorso arriva a diventare imprenditore nella frenetica Bangalore. La lettura è una divisione del genere umano tra ricchi e poveri: ognuna delle due categorie fa in modo che l'altra sia tagliata fuori dai propri peculiari segreti, e ognuno resta nella propria ingenua visione del mondo. Bella la scena in cui l'autore, a servizio come autista presso il ricco Mr Ashok, lo accompagna a mangiare come si nutrono i poveri, siccome vuole riscoprire le proprie radici indiane dopo lunghi anni a New York, ma ordina in quantità "adatte ad un ricco".Davvero conta così tanto la quantità di denaro che ognuno di noi possiede? Davvero la visione del mondo è distante anni luce per ricchi e poveri?Alla fine, vista così, l'umanità appare ben misera cosa, e tutti quanti dei poveracci che si dannano per il dio denaro. Ma noi non siamo in India, e la nostra visione del mondo puo' essere differente. Augurandocelo di cuore, vi consiglio questa lettura, claudia

Inserito alle: 10:23 | Inserito da: clablog
 
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