I commenti dell'ultimo post mi offrono lo spunto per una riflessione sulle differenze tra uomini e donne. Innanzitutto, si è visto un esempio di solidarietà femminile (eli e cla) e uno maschile (alfredo e gelo). Donne e uomini agiscono secondo schemi e parametri diversi, non credo che arriviamo davvero da marte e da venere, ma che abbiamo molto da insegnarci a vicenda.
Francamente, credo di avere un buon senso dell'umorismo, che mi solleva in certe situazioni e in molte occasioni mi tiene ottima compagnia, permettendomi di vedere la vita in una dimensione ludica che ne attenua alcune drammaticità. Detto in altre parole, mi piace ridere, e far ridere; trovare il lato buffo delle cose o sdrammatizzare una situazione con una visione più leggera.
Ma qui si parla di svalutazione della figura professionale di un'ipotetica psicologa dello sport: quando si usano certi termini, si svaluta l'intero genere femminile, e non ci sto, non mi fa ridere,neppure sorridere, mi fa solo voglia di prendere le distanze, di dire: così no!
Cari uomini, tra di voi parlate in un certo modo, e anche noi quando siamo sole parliamo in un modo molto diverso. Ma i complimenti che ci piace sentire, se abbiamo desiderio di sentirne, sono di altro tenore. Anzi, non fateli proprio, limitiamoci al rispetto reciproco, allo sguardo ammirato e rispettoso, alla curiosità per le nostre differenze. Forse i tempi non ci aiutano a mantenere quella distanza necessaria ad un vero rispetto e ad un'autentica conoscenza dell'altro-da-sè: ci hanno insegnato che siamo uguali, che dobbiamo subito darci del tu e mescolarci il più possibile. Falso.
No, no, no...la conoscenza richiede impegno, attenzione, rispetto, lento avvicinamento, giuste distanze, giochi di seduzioni garbati e senza scopi facili,...un lungo elenco che proprio fa a pugni con un termine come "gnocca", proprio brutto, anche foneticamente parlando.
In questa stanza suggerirei altri tipi di apprezzamenti, se proprio ce ne devono essere. Potremmo dirci: sei solare come un'alba sul mare (santy)), sei rugiadosa e freca di vita (eli), sei brillante e screanzato (gelo), sei profondo e saggio come Ulisse (matteo),...
So che non è un bel benvenuto per alfredo da parte della padrona di casa, però capiscimi: non sto difendendo me stessa, ma le mie sorelle tutte. E datemi pure della noiosa e intransigente (so le parole che userete, ma non le scrivo!), e ditemi cosa ne pensate!
Un saluto caro, anche ad alfredo naturalmente!
claudia







