18. dicembre 2009
L'ultima Barbie

La befana vien di notte... Gesù bambino da noi porta i doni di parenti e amici, ma la notte magica del volo dei doni richiesti con più ardore è quella della befana, e l'attendo con un misto di trepidazione e timore (quando volerà nel cielo pieno di stelle di San Bernardino, sarà ormai il giorno del rientro al piano). Per la figlia grande, porterà un gioco scientifico sulla preistoria, e per le piccole, barbie pattinatrice e barbie pediatra. Lo so, vi sorprenderete: ma come, io che professo ideali di ecologia e stile di vita anticonsumista, scivolo su un prodotto tanto vituperato? La spiegazione è questa: con gli anni, ho capito che occorre parlare il linguaggio dei sogni dei bambini, e che gli animaletti di legno e le bambole steineriane piacciono più a noi adulti che a loro. Nostro dovere è insegnar loro il gusto per il bello e per l'eticamente corretto, ma la befana no, lei non ha nessun dovere di insegnamento moraleggiante: ascolta i desideri, anche i più apparentemente sciocchi e insulsi.

Inoltre, la crociata veterofemminista contro la barbie non ha senso, a mio modo di vedere: la fiaba si nutre di temi irrealistici, sublimati, irrealizzabili e lontani. Da sempre, le principesse sono bionde e belle, e non somigliano alle ragazze normali che nell'intimo, e non come aspetto esteriore. C'è un profondo significato psicologico in ciò: dobbiamo aspirare a una realtà lontana per realizzare il nostro Sè...

Quindi, non ho nulla contro l'eterea bambolina, e mi commuove l'idea che questa sia l'ultima barbie che chiederà la figlia di nove anni: l'anno prossimo, sarà troppo grande ormai...

E voi cosa chiedete alla Befana? vi saluto caramente, claudia

Inserito alle: 09:48 | Inserito da: clablog
 
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