Come vi ho detto, sono stata malata. Febbre alta per tre giorni, ed ora ho le ghiandole della gola gonfie che sembro un criceto!
Essere malati, se non fosse che si sta male, è una bella cosa: consente di fermarsi, di non pretendere niente dalle giornate e da se stessi, e dunque di apprezzare ogni cosa, ogni cambio di luce, il suono della pioggia che ticchetta sul tetto, il calore di una tazza di tè. E poi, fare un passo indietro aiuta a lasciare che gli altri si occupino di noi, di solito sempre efficienti. Lo so, e ogni volta mi dico che dovrei farlo di più nella mia vita da sana: se non mi affretto a fare tutto io, anche le bambine si danno maggiormente da fare: sparecchiano, mi preparano una spremuta di limone, si occupano tranquillamente di qualcosa senza continuare ad acciuffarsi e a lamentarsi.
Compito per le vacanze: rallentare, e non fare tutto, lasciare che tutti partecipino al buon andamento della casa senza la sensazione di dover reggere tutto sulle spalle come Minerva!
Anche nella comunicazione, succede un po' la stessa cosa: perché agli altri sia possibile fare la loro parte, occorre a volte farsi un passo in dietro, altrimenti la danza stona e ci si pestano i piedi.
E poi adesso è arrivato il vero caldo, ed è più facile mettersi in un'attitudine un po' passiva, che in quest'epoca di attivismo imperante (e a volte folle), è vista come un difetto, mentre è solo l'altra parte dell'essere attivi!
Arrivederci stivali, benvenuti sandali!
Cari saluti e buona fine settimana a voi,
claudia







