La mente, mente. Il corpo, mai. Va tenuto presente, ed è utile rivolgere l'attenzione ai segnali che il corpo ci manda. Alcuni sono chiari, altri più criptici, ma con un po' di allenamento possiamo arrivare a conoscerci meglio. Da tener presente che ognuno di noi ha un funzionamento diverso, e che una stessa persona cambia a seconda dei periodi di vita. Io so di funzionare bene a corrente alternata: grandi "botte" di energia, e periodi di riposo...così, ho imparato a non allarmarmi quando ho la febbre il giorno seguente ad una grande emozione, o se mi addormento in piedi dopo un periodo adrenalinico. Tendo a buttarmi ancora sui mezzi di soccorso immediato: mangiare tanto quando sono stanca, o dormire quando sono triste, o fare un bagno caldo se mi sento tesa. Ma, con il tempo, imparo anche il piacere di avvoltolarmi nelle emozioni, e a non spaventarmi, concedendomi di sentire fino in fondo la stanchezza, o la rabbia o la tristezza, ma anche la gioia e il senso di appagamento.
Oggi ho nuotato a lungo, e il mio corpo era felice nell'acqua, non aveva altri desideri che di essere lì, a scivolare nell'acqua limpida e solitaria della piscina (c'ero solo io, e il bagnino). E questa sera il ciliegio mi chiama sui suoi rami, ma non posso ascoltarlo a causa di una riunione. Perdonami, corpo, e perdonami, ciliegio! claudia







