16. luglio 2010
L'ora di Pan

C'è un orario in cui è pericoloso trovarsi nei boschi: l'ora in cui tutto tace, gli uccelli e gli insetti, per il gran caldo e per la luce accencante. Non è come pensano in molti la notte, l'ora del perdersi nel bosco, bensì il meriggio estivo, quando il sole è a picco e il pericolo di perdere la ragione alto. Se vi addentrate in un bosco a quell'ora, puo' succedervi di tutto: di vedere cose che forse non esistono; di essere assaliti da ricordi lontani e da volti caprini; di udire il rumore di zoccoli fuggenti e di sentire sospiri e mugugni provenire dagli alberi. Non è un'ora per la salute mentale, nè per la civiltà alla quale siamo troppo asuefatti. Deliro un po' (nel senso etimologico della parola: uscire dal solco tracciato...), concedetemelo. E' il caldo, sopportatato (e, anzi, aprezzato) stoicamente senza condizionatori nè ventilatori, soltanto con abbondanti abluzioni di acqua di rose e frequenti tuffi negli specchi d'acqua (naturali o artificiali). Sono ferma, ansimante come Tom cane (che davvero patisce), senza idee e senza difese: in una parola, libera. Il dio Pan mi aspetta nei boschi, e io temo e bramo di incontrarlo.

Fate attenzione alle vostre passeggiate, nelle ore calde chiudete gli scuri e restate al fresco! claudia

Inserito alle: 09:57 | Inserito da: clablog
 
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