In questi giorni ho la sensazione che nessuno mi capisca davvero: io parlo, e le persone mi danno ragione, ma per i motivi sbagliati. Quello che penso mi sembra spesso troppo complicato da spiegare, quindi ho un problema di comunicazione (non sul blog, per fortuna: qui i vostri commenti mi rinfrancano!). Stamane, per dire, la giornalaia mi ha detto che ho sempre un volto sorridente e che si vede che sono una persona felice, mentre dentro mi sentivo piuttosto male (non malissimo, solo una malinconia ben conosciuta e un senso di solitudine universale). Nessuno mi capisce, lasciatemi sfogare come quando ero adolescente (e avevo tutto il diritto di sfogarmi, allora!).
Per trovare consolazione, ho fatto una cosa che non facevo da tempo: ho comprato un vestito da lavoro. Non un abito qualsiasi: un tailleur pantalone tutto nero che urla: "faccio maledettamente sul serio"! Nel senso, è così austero e professionale che le persone saranno costrette a prendermi sul serio quando lo indosserò, ad ascoltarmi con attenzione. Almeno, lo spero. L'abito non fa il monaco, però aiuta sempre...
Ma oggi fa troppo caldo, ed è troppo estate per prendersi davvero sul serio, soprattutto con le unghie dei piedi dipinte di verde pisello e i sandali da Bratz (definizione data dalla figlia grande ai miei sandali estivi, insolitamente modaioli a mio parere!).
Vi saluto calorosamente, claudia







