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			<title>La stanza di Claudia</title>
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			<description>Discuti di tutto e di pi&#xf9; con la psicoterapeuta Claudia Crivelli</description>
			<language>it-ch</language>
			<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:15:54 --0100</pubDate>
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				<title>Ancora sul matrimonio</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/2/9/Ancora-sul-matrimonio</link>
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				&lt;p&gt;Rispondo qui a Lucia: la conferenza alla quale ti riferisci &amp;egrave; quella in occasione dei vent&apos;anni dei Centri Coppia e famiglia che si &amp;egrave; tenuta venerd&amp;igrave; a Mendrisio, un dovuto e bel festeggiamento per tre centri presenti sul territorio che svolgono un lavoro egregio dal punto di vista psicologico e di consulenza giuridica per i momenti di difficolt&amp;agrave;...Vivere &amp;egrave; complicato, a volte tremendamente difficile, e spesso si vorrebbe divorziare persino da se stessi, andare in un&apos;altra vita, perch&amp;eacute; qualsiasi altra ci pare pi&amp;ugrave; leggera e invidiabile della nostra. Stringere un patto di solidariet&amp;agrave; con un&apos;altra persona &amp;egrave; un aiuto, ma anche un ulteriore tassello di complicanza. L&apos;amore c&apos;entra moltissimo, e nel contempo non &amp;egrave; sufficiente. Un tempo, l&apos;amore non era affatto un elemento determinante per la buona riuscita di un&apos;unione, semmai un tanto in pi&amp;ugrave;, un caso della vita. Il Romanticismo ci ha poi abituati a pensare che l&apos;amore sia un diritto garantito per tutti, un bene accessibile sempre e comunque, e per il quale non c&apos;&amp;egrave; nessun pagamento. Quello del pagamento &amp;egrave; cosa vera: l&apos;amore &amp;egrave; un dono, arriva e ci sorprende, ma la sua manutenzione, la pazienza per aspettare le onde alte e per sopportare le secche, quella ha un costo. Richiede maturit&amp;agrave;, ma anche leggerezza e la capacit&amp;agrave; di tornare periodicamente un po&apos; bambini, perch&amp;eacute; una vita senza divertimento e risate somiglia ad una prigione, e dalle prigioni la cosa migliore da fare &amp;egrave; scappare. In due, poi, scappare &amp;egrave; ancora meglio: fuggire con il proprio sposo, vent&apos;anni dopo, &amp;egrave; una bella immagine! Un caro saluto, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>famiglia</category>
				
				<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:39:00 --0100</pubDate>
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				<title>Il matrimonio</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/2/6/Il-matrimonio-2</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Parliamo del vivere in coppia, fondamento della famiglia? Ah...ne avrei da raccontare, cari amici! Intanto, che io e l&apos;essere pieno di esigenze chiamato Marito siamo sull&apos;orlo del divorzio (siamo sempre sull&apos;orlo della rottura, come sempre quando si tratta d&apos;amore), questa volta per via dei semi e dei pezzi di pane: io li butto sull&apos;orto per dare un po&apos; di nutrimento agli uccellini che non trovano cibo e soffrono il freddo, e lui dice che cos&amp;igrave; si abituano e in primavera gli mangeranno i semi dell&apos;orto e inoltre lui passer&amp;agrave; l&apos;estate a strappare erbacce. Altro tema in passato fonte di brontolate senza fine: io lascio libero tom cane nei boschi. Lui, pi&amp;ugrave; ligio alla legge, lo terrebbe sempre al guinzaglio. Ora abbiamo raggiunto un compromesso: io lo lascio legato quando sono con lui, e solo quando sono sola (&amp;egrave; una resa, non un compromesso, avete ragione!). Ah...vivere in coppia, un&apos;opera d&apos;arte che richiede una vita. Potrei anche andarmene, ma come dice la mia saggia amica Melitta: cambiare marito &amp;egrave; come cambiare la cucina, per un po&apos; &amp;egrave; emozionante, ma il risultato non giustifica lo spreco di energie! Detta cos&amp;igrave;, suona poco romantico, ma &amp;egrave; un aspetto da non trascurare: i secondi matrimoni, percentualmente, non sono affatto pi&amp;ugrave; felici dei primi, e del resto dico cos&amp;igrave; solo come possibilit&amp;agrave; immaginifica, in realt&amp;agrave; non ho mai pensato neanche lontanamente alla possibilit&amp;agrave; di un&apos;altra scelta. Neppure che la faccia lui, a dire il vero: eppure potrebbe succedere, nel mondo succede in continuazione. Ma come si fa a smettere di amare? Una volta che si &amp;egrave; deciso di condividere la vita? Per me, ha sempre dell&apos;incredibile, anche se dovrei abituarmi alla questione, visto che ormai conosco pi&amp;ugrave; separati, magari ri-accoppiati,  che coppie fisse. Non abbiamo esaurito l&apos;argomento, buona settimana, in coppia o da soli...claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>famiglia</category>
				
				<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:34:00 --0100</pubDate>
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				<title>La crisi finanziaria</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/2/4/La-crisi-finanziaria-2</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Sto leggendo il libro &quot;Io e Dio&quot; del teologo Vito Mancuso, recensito su Cooperazione qualche settimana fa, e altri libi di teologia, alternandoli con testi di economia: tutti parlano di crisi, da prospettive differenti e con conclusioni diverse, ma vi racconto qui un paio di cose che ho capito, dalla mia piccola prospettiva, un cantuccio caldo e curioso sul mondo:&lt;br /&gt; Ci troviamo in un tempo tragico del &quot;non pi&amp;ugrave; e non ancora&quot;, un tempo di mezzo tra il capitalismo degli anni passati e una nuova era, che non sappiamo ancora come sar&amp;agrave; (alcuni parlano di decrescita, i pessimisti di tempi cupi).&lt;br /&gt;DEPRIVAZIONE &amp;egrave; un termine pi&amp;ugrave; ampio di POVERTA&apos;. Porta al rancore, al cinismo, al razzismo, all&apos;incaniglimento. L&apos;invidia sociale porta a creare categorie pi&amp;ugrave; in basso di noi, quale che sia il nostro posto sulla scala sociale: cos&amp;igrave;, ecco sparire il concetto di essere umano, sostituito da quello di immigrati, frontalieri: secondo la retorica del disumano, si creano dei non-uomini.&lt;br /&gt; Vorrei aggiungere una nota positiva ma oggi non riesco a trovarla: cerco nei boschi innevati l&apos;ispirazione, e se la trovo ne parliamo...meglio ancora: trovatela voi! Vi aspetto, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>societ&#xe0;</category>
				
				<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:49:00 --0100</pubDate>
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				<title>La vita come un romanzo russo</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/2/1/La-vita-come-un-romanzo-russo</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Come promesso, sto leggendo i libri di Emmanuel Carr&amp;egrave;re dopo la bella scoperta di &quot;Vite che non sono la mia&quot;. Graffiano, i libri di questo scrittore: vita autentica, spremuta goccia a goccia, che si fa esperienza universale, come succede con l&apos;autentica letteratura. Questo testo, edito nel 2009 da Einaudi, svela il seguito di quanto avvenuto con la pubblicazione di un racconto erotico su Le Monde, dedicato alla donna che amava di un amore tormentato, all&apos;epoca, e per il quale la pubblicazione di questo racconto (&quot;Facciamo un gioco&quot;, edito da Einaudi nel 2004) segna una catastrofe. Vita e letteratura non vanno d&apos;accordo, come scriveva Colette: &quot;Non &amp;egrave; possibile scrivere un romanzo d&apos;amore mentre si sta facendo l&apos;amore&quot;. E tutti coloro che l&apos;autore ama fanno le spese del suo riversamento in parole di ci&amp;ograve; che lo muove, delle loro tragedie personali rese pubbliche e universali. Ma tutti, anche se dolorosamente, ne vengono in qualche modo salvati, a cominciare dalla madre, che non voleva affrontare per tutta la vita il fantasma di suo padre, morto suicida, secondo il motto never explain, never complain (non dare spiegazioni, non lamentarsi). Ma la verit&amp;agrave; rende liberi, anche se fa atrocemente male, e anche se essere liberi non significa non soffrire. Spero che voi stiate bene: una persona su tre che sento, soffre un po&apos; di influenza, mal di schiena, acciacchi vari...e l&apos;onda di gelo &amp;egrave; appena iniziata! Rallegriamocene: finalmente, l&apos;inverno. Stanno morendo larve d&apos;insetti nefasti per l&apos;agricoltura, e forse anche noi ci stiamo rigenerando, morendo un poco, o meglio lasciando morire parti consunte di noi. Vi abbraccio e vado nella neve, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:55:00 --0100</pubDate>
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				<title>Il colibr&#xec;</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/28/Il-colibr</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;C&apos;&amp;egrave; una bella storia sul colibr&amp;igrave;: in una foresta divampa un incendio, tutti gli animali scappano terrorizzati, tutto il loro ambiente vitale sta per essere distrutto. Soltanto un piccolo colibr&amp;igrave; vola incessantemente dal fiume all&apos;incendio, portando una goccia d&apos;acqua nel suo piccolo becco. Gli altri animali, incontrandolo, lo scherniscono: cosa pensa di fare, con il suo infinitesimale contributo? Il colibr&amp;igrave; risponde: io sto facendo il mio massimo...e voi? Gli altri animali, se si unissero, potrebbero verosimilmente spegnere l&apos;incendio portando l&apos;acqua con le loro bocche, ma hanno preferito scappare via, ognuno per conto proprio. &lt;br /&gt;Cos&amp;igrave; &amp;egrave; per noi: a volte ci paiono inutili, insensati, i nostri piccoli gesti di civilt&amp;agrave;. Ma non &amp;egrave; cos&amp;igrave;: se li uniamo tutti, tra noi che non ci conosciamo ma siamo uniti da un comune sentire, i nostri piccoli gesti hanno pi&amp;ugrave; significato e importanza del grande disinteresse generale. Non facciamoci prendere dal panico e dallo scoraggiamento...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Buoni giorni, finalmente bagnati. claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>L&apos;Organizzazione</category>
				
				<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 09:24:00 --0100</pubDate>
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				<title>Malinconia nella famiglia</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/25/Malinconia-nella-famiglia</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Come state, cari lettori di Cooperazione e della Stanza? avete avvertito la scossa di terremoto, stamane? io stavo lavorando, ma ero pronta a scattare all&apos;esterno se ci fosse stata una seconda scossa, chiss&amp;agrave; coe l&apos;hanno avvertita gli animali del bosco, i pesci nei fiumi, gli uccelli postati su un albero? Sono stanca, di quella stanchezza che impedisce di dormire. Per farci compagnia, in questa pagina dedicata alla famiglia e alle emozioni, vi scrivo una poesia che mi culla, mentre le bambine dormono tranquille. Buona notte, buoni sogni...&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Malinconia nella famiglia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io so che ci sono immense distese nascoste,&lt;br /&gt;quarzo in pezzi,&lt;br /&gt;fango, &lt;br /&gt;acque azzurre per una battaglia,&lt;br /&gt;tanto silenzio, tanti filoni di regressi e canfora,&lt;br /&gt;cose cadute, medaglioni, &lt;br /&gt;tenerezza,&lt;br /&gt;paracadute, baci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt; Pablo Neruda&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>famiglia</category>
				
				<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 21:43:00 --0100</pubDate>
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			<item>
				<title>Gli stivali da amazzone</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/22/Gli-stivali-da-amazzone</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Una mattina mi sono concessa una botta di vita: ho preso mezza giornata di libero per un&apos;attivit&amp;agrave; che desideravo da tempo, ovvero andare a fare shopping a Varese con due amiche. La visita al mercato &amp;egrave; stata infruttuosa a causa della consapevolezza che il poco prezzo delle merci ha un costo altissimo in termini di lavoro sottopagato e anche minorile, in condizioni senza dignit&amp;agrave; che si ripercuotono sulla brillantezza di certi maglioncini a dieci euro che dopo un lavaggio saranno gi&amp;agrave; da rottamare; e in prezzi di energia per i trasporti, e di benessere globale per tutti noi. Quindi: preferisco restare con il mio vecchio maglioncino di cachemire fatto in Europa, e pazienza se &amp;egrave; il quarto anno che va avanti e l&apos;et&amp;agrave; la dimostra tutta! Ma in un negozio del centro non ho resistito ad un paio di stivali bellissimi, color cachemire fum&amp;eacute;, di pelle sotto e di lana sopra, con i tacchi alti che sembrano fatti di materiale riciclato: una degna calzatura per un&apos;amazzone, che tale mi far&amp;agrave; sentire per diversi anni, spero! Ecco: i vestiti in materiale riciclato sono la nuova frontiera dell&apos;abbigliamento, e la sfida per gli stilisti nei prossimi anni. Gi&amp;agrave; pregusto il prossimo acquisto: un vestito ricavato da decine di bottiglie di pet, o magari una borsa che in passato era scatolame da pummarola!&lt;br /&gt;Buona settimana, programmatela bene, con qualche angolo di piacere, di pace e di condivisione. Un caro saluto, claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>societ&#xe0;</category>
				
				<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 10:07:00 --0100</pubDate>
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			<item>
				<title>Incanto</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/18/Incanto</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ci sono sfide difficili, e sono in genere quelle che vale la pena intraprendere. A volte, si fallisce, ma ci sono fallimenti che hanno in s&amp;eacute; una bellezza e una dignit&amp;agrave;, forse migliori di vittorie troppo facili. Penso a questo e ad altro chiudendo il romanzo di Pietro Grossi (Einaudi, 2011), dal titolo &quot;Incanto&quot; ,il primo dopo tre bellissimi libri di racconti e romanzi brevi (Pugni, L&apos;acchito e Martini). Ecco, la prosa efficace, evocativa, potente dei racconti, qui si annacqua, e la struttura del romanzo traballa, a volte scade nel banale. Eppure, Grossi &amp;egrave; uno scrittore da tenere d&apos;occhio, da non perdere  di vista. Pazienza se questo non &amp;egrave; un grande romanzo: ne scriver&amp;agrave; altri, e sapr&amp;agrave; trovare il modo per rendere la sua voce efficacemente anche su narrazioni di grande respiro. E&apos;, questo, un romanzo di formazione, che segue le vicende di tre amici dall&apos;adolescenza lungo i tortuosi percorsi della giovinezza, del senso di onnipotenza e della disillusione che rappresenta un momento necessario di passaggio ad una consapevolezza matura sulle cose della vita. La voce narrante &amp;egrave; uno dei protagonisti, Jacopo Ferri, che diventer&amp;agrave; un brillante fisico che studia le leggi dell&apos;universo, credendo per un certo periodo di poterlo controllare. La fisica, l&apos;astronomia, la bellezza delle scienze esatte...e l&apos;oscurit&amp;agrave; insondabile dell&apos;essere umano, che a tratti affiora e confonde le carte delle nostre certezze.  Vi lascio una poesia di Antonia Pozzi, scritta nel 1934 e da me trovata nel catalogo della mostra attualmente al museo d&apos;arte di Mendrisio di Simonetta Martini:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;...e forse ci sono pi&amp;ugrave; stelle&lt;br /&gt;E segreti e insondabili vie&lt;br /&gt;Tra noi, nel silenzio,&lt;br /&gt;che in tutto il cielo disteso &lt;br /&gt;al di l&amp;agrave; della nebbia.&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:11:00 --0100</pubDate>
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			</item>
			
			<item>
				<title>Vite che non sono la mia</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/14/Vite-che-non-sono-la-mia</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ho scoperto un autore che non conoscevo, e di cui ora legger&amp;ograve; tutti i libri: Emmanuel Carr&amp;egrave;re. Molto dubbiosa per via della trama, ho letto il suo ultimo romanzo (autobiografico) edito da Einaudi l&apos;anno passato: &quot;Vite che non sono la mia&quot;. Racconta di due morti orribili, forse le pi&amp;ugrave; insopportabile da immaginare: quella di una bambina di quattro anni travolta dallo tsunami mentre si trova in vacanza con i genitori in un villaggio dello Sri Lanka in cui era presente anche l&apos;autore, e quella della sorella della propria moglie, avvenuta pochi mesi pi&amp;ugrave; tardi, in Francia, a causa di un tumore che l&apos;ha tolta alle sue tre bambine (la pi&amp;ugrave; grande di sette anni) a soli trentatr&amp;eacute; anni, nel pieno di una brillante carriera come magistrato. Da queste due morti, Carr&amp;egrave;re riesce a trarre motivo di stupore, di riflessioni, persino di uno sguardo autentico, con punte di umorismo, e appassionato, ma non banale. Non amo i libri sulle tragedie, mi tengo alla larga dai gialli e dalle morti che non sono la mia, dalle storie lacrimevoli e questa, credetemi, non lo &amp;egrave;!&lt;br /&gt;Ha trasformato il mondo in letteratura, e questa &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; grande medicina che io conosca: ve ne passo la ricetta!Buon fine settimana a caccia di primule, aspettando una pioggia ancora lontana, claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:35:00 --0100</pubDate>
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			</item>
			
			<item>
				<title>In risposta a Giuliana</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/11/In-risposta-a-Giuliana</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Grazie Giusy...ma non ho ancora risposto a Giuliana sulla discussione di tre post fa, in merito alla crisi che costringe molte famiglie a non poter staccare dal lavoro...perdona il ritardo nella risposta, &amp;egrave; che ci ho pensato su per qualche giorno.&lt;br /&gt;Mi pare che il nostro concetto di benessere sia alquanto sopra le righe: il minimo finanziario per vivere si situa a mio parere molto al di sotto di quanto siamo abituati a pensare, e il nostro concetto di povert&amp;agrave; deriva dal fatto che viviamo pretendendo e dando per scontato un tenore di vita molto dispendioso. Credimi, non lo dico per snobismo: a mia figlia ho appena detto che andare al cinema una volta all&apos;anno &amp;egrave; pi&amp;ugrave; che sufficiente, e davvero penso che sia cos&amp;igrave; (soprattutto perch&amp;eacute; attraverso televisione e internet abbiamo nutrimento per i sogni a sufficienza, pensiamo a quando le comunit&amp;agrave; si raccontavano fiabe attorno al fuoco nelle sere d&apos;inverno...). Le persone si sentono povere se non possono andare al ristorante pi&amp;ugrave; di una volta alla settimana, eppure nessuno &amp;egrave; costretto alla fame (c&apos;&amp;egrave; il tavolino magico di Fra Martino Dotta, nei casi pi&amp;ugrave; difficili). Non voglio banalizzare, il discorso &amp;egrave; lungo e rischioso, irto di fraintendimenti, ma davvero siamo troppo ricchi. Le persone che non possono staccare dal lavoro hanno in genere due automobili, vestiti costosi, case troppo grandi. Siamo abituati a dare per scontato che una vita dignitosa sia al di sopra dei quattromila franchi al mese, mentre con un po&apos; di sane rinunce, e unendo le famiglie, potremmo vivere con molti meno soldi, e molta pi&amp;ugrave; ricchezza autentica. La vera ricchezza, ne sono convinta, &amp;egrave; il tempo libero e la condivisione. Alla larga dalla schiavit&amp;ugrave; dell&apos;avere, dell&apos;entrare nel vortice del consumo. So che adesso fioccheranno i commenti indignati, il discorso &amp;egrave; difficile, e siamo tutti un po&apos; viziati...pensate ai nostri bisnonni che si nutrivano con minestre di acqua e viole, sentitevi ricchi come siete in realt&amp;agrave;, e prendete la misura prima di rispondermi! Non che dobbiamo tornare a quei tempi (non si torna mai indietro), ma rendiamoci conto che il problema della nostra societ&amp;agrave; non &amp;egrave; la mancanza, ma piuttosto l&apos;eccesso di ricchezza finanziaria. Un caro saluto, claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>societ&#xe0;</category>
				
				<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 08:30:00 --0100</pubDate>
				<guid>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/11/In-risposta-a-Giuliana</guid>
				
				
			</item>
			
			<item>
				<title>Corvi e civette</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/10/Corvi-e-civette</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ci sono ricascata: ho letto e ascoltato tutto il possibile sul caso di questi giorni, sulla Banca nazionale svizzera, e ora mi ritrovo nauseata e, ammettiamolo, annoiata. Ma c&apos;&amp;egrave; un antidoto, e ve lo scrivo, da recitare a memoria, sperando nell&apos;intervento benefico di un qualche corvo, corvaccio o civetta di passaggio! Spero che funzioni anche per voi, un abbraccio, claudia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il modo in cui un corvo&lt;br /&gt;Scroll&amp;ograve; su di me &lt;br /&gt;La polvere di neve&lt;br /&gt;Da un ramo d&apos;abete&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha dato al mio cuore&lt;br /&gt;Un cambiamento di umore&lt;br /&gt;E in parte salvato&lt;br /&gt;Un giorno sciupato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Robert Frost, &quot;Polvere di neve&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>L&apos;Organizzazione</category>
				
				<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 08:11:00 --0100</pubDate>
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			<item>
				<title>La decrescita felice</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/8/La-decrescita-felice</link>
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				&lt;p&gt;Vi lascio qualche appunto dalla rilettura del libro di Maurizio Pallante su &quot;La decrescita felice&quot; (del 2005), un testo che oggi pi&amp;ugrave; che mai risulta d&apos;attualit&amp;agrave;...&lt;br /&gt;Siamo alla fine di un periodo iniziato con la rivoluzione industriale. La crisi non &amp;egrave; solo economica, ma anche energetica, ambientale, morale (l&apos;unico valore riconosciuto &amp;egrave; il denaro, &amp;egrave; stato fatto in modo che le persone avessero tra di loro rapporti conflittuali basati sul denaro). &lt;br /&gt;La recessione (fame per forza) &amp;egrave; diversa dal concetto di decrescita (che potremmo paragonare, seguendo la metafora, alla dieta per scelta).&lt;br /&gt;Il bene &amp;egrave; diverso dall&apos;oggetto, dalla merce.&lt;br /&gt;Occorre costruire delle isole di autonomia, delle comunit&amp;agrave; resilienti. &lt;br /&gt;E su questo...che salto temporale, oggi sembrava primavera, con primule alle pendici del Generoso, e una bella passeggiata in maglietta...ho spazzolato Tom cane, e potrei fare un cuscino con il pelo che &amp;egrave; venuto via! Buona settimana, ma buona davvero...claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>L&apos;Organizzazione</category>
				
				<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:43:00 --0100</pubDate>
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				<title>In porta c&apos;ero io!</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/7/In-porta-cero-io</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Divertente, proprio tanto, il libro di Pedro Lenz con questo titolo (Capelli editore, 2011), una sorta di trascrizione dai dialoghi interiori del protagonista, che scaturisce dalla tradizione narrativa orale di Pedro Lenz, scrittore svizzero nato nel 1965, e scritto originariamente in svizzero tedesco. Racconta di Gol, simpatico protagonista appena uscito di prigione per vicende di droga, un instancabile e furba, ma in fondo tremendamente ingenua canaglia con cui &amp;egrave; difficile non simpatizzare. La vita &amp;egrave; pi&amp;ugrave; interessante vista da prospettive differenti, attraverso gli occhi di personaggi marginali, non canonici, ma autentici, pi&amp;ugrave; reali della realt&amp;agrave;. Ve lo consiglio, si legge con vero piacere anche nella traduzione italiana!&lt;br /&gt;E sono tornata ora dalla montagna con Gol e altri personaggi nella borsa, con molte ore di lettura, alcuni incontri e ricordi belli (cara Lucia, sono davvero un&apos;eremita un po&apos; scontrosa, non &amp;egrave; che mi scaldi con tutti!) e una bufera di neve spaventosa. Ho camminato con un vento che soffiava a centoventi chilometri orari tra la neve, e lo sport di questi giorni &amp;egrave; stato: &quot;cerca di sopravvivere al passaggio forsennato delle cale da neve&quot;! Sopravvissuta, rinvigorita, e pronta per disfare il ramo sacro di Natale, siccome la befana &amp;egrave; arrivata e tutte le Feste ha portato via con la sua scopa, lasciandoci scintille e bagliori di luci. Buon rientro a voi, prepariamo le cartelle e i pensieri per la scuola e il lavoro, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 22:05:00 --0100</pubDate>
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				<title>Dove sono le nevi dell&apos;anno passato?</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/2/Dove-sono-le-nevi-dellanno-passato</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Dove sono le nevi dell&apos;anno passato? Francois Villon, &quot;Ballata delle donne del tempo che fu&lt;br /&gt;Con questa domanda vi invito a contemplare le nevicate di questi giorni, se avrete la fortuna di guardare un paesaggio innevato...Buttate il cellulare, dimenticate questa societ&amp;agrave; che cerca di obbligarci ad essere sempre altrove e altro da noi, un passo avanti o uno indietro rispetto al momento presente, e cerchiamo di stare nel qui e ora. Essere davvero con chi abbiamo davanti  (figli, parenti, amici...l&apos;umanit&amp;agrave; nelle sue varie espressioni) richiede innanzitutto di essere presenti a se stessi. Un&apos;amica mi ha chiesto cos&apos;abbia contro la felicit&amp;agrave;, perch&amp;eacute; non la consideri la pi&amp;ugrave; grande aspirazione umana. Le ho risposto che la ricerca esasperata della felicit&amp;agrave; mi sembra sempre accompagnarsi a un&apos;idea individualista, materialista ed egoista del mondo. In nome della felicit&amp;agrave;, si fanno pi&amp;ugrave; danni che in campo borsistico...Ma ci rifletter&amp;ograve; in questi giorni, come su un altro tema sollevato da un mio caro parente: una tempesta solare sarebbe in grado di mandare in tilt tutto il sistema elettronico e il mondo cosi come lo conosciamo...internet non si ferma da un trentennio, e pi&amp;ugrave; in generale senza elettricit&amp;agrave; tutto il nostro mondo salterebbe, e le popolazioni pi&amp;ugrave; primitive si troverebbero ad essere in grado meglio di noi di far fronte alla sopravvivenza...&lt;br /&gt;Vi lascio con pi&amp;ugrave; domande che risposte, e parto per la montagna! claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>L&apos;Organizzazione</category>
				
				<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:03:00 --0100</pubDate>
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				<title>1Q84</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/1/1Q84</link>
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				&lt;p&gt;Sono qui ma non sono qui...nel senso che sono di passaggio a casa per prendere la piccola Anna che &amp;egrave; stata cinque giorni ad Airolo a scuola di sci (mi &amp;egrave; mancata!) ma domani torniamo tra le nevi di San Bernardino (tom cane &amp;egrave; al settimo cielo!), in un mondo completamente diverso. E non sono propriamente qui perch&amp;eacute; sto leggendo l&apos;ultimo libro di Murakami Haruki, 1Q84 (Einaudi, 2011), che parla di una realt&amp;agrave; parallela (al 1984), di una stana forza chiamata Little People, dell&apos;amore che tutto muove e di tanto altro ancora (in oltre settecento pagine)...Per gli appassionati di Murakami, materiale esplosivo, aldil&amp;agrave; di ogni definizione! Un mondo ossessivo, onirico e malinconico che contiene universi di suggestioni...Non so neppure se consigliarvelo, ma sappiate che scendo su questo universo che data ora 2012 (a proposito: auguri a voi, che sia splendido, sostenibile e sorridente) solo a tratti, per una passeggiata o una sciata, tra un gioco da tavola e un veloce spuntino...per il resto, mi rintano sul letto a soppalco, sotto il piumone, e rispondo a monosillabi mentre esploro mondi paralleli! Questa, ragazzi, &amp;egrave; vita! Un abbraccio, felice perch&amp;eacute; &amp;egrave; tornata la mia sciatrice Annina! claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 03:39:00 --0100</pubDate>
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