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			<title>La stanza di Claudia</title>
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			<description>Discuti di tutto e di pi&#xf9; con la psicoterapeuta Claudia Crivelli</description>
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			<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:00:37 --0100</pubDate>
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				<title>La vita come un romanzo russo</title>
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				&lt;p&gt;Come promesso, sto leggendo i libri di Emmanuel Carr&amp;egrave;re dopo la bella scoperta di &quot;Vite che non sono la mia&quot;. Graffiano, i libri di questo scrittore: vita autentica, spremuta goccia a goccia, che si fa esperienza universale, come succede con l&apos;autentica letteratura. Questo testo, edito nel 2009 da Einaudi, svela il seguito di quanto avvenuto con la pubblicazione di un racconto erotico su Le Monde, dedicato alla donna che amava di un amore tormentato, all&apos;epoca, e per il quale la pubblicazione di questo racconto (&quot;Facciamo un gioco&quot;, edito da Einaudi nel 2004) segna una catastrofe. Vita e letteratura non vanno d&apos;accordo, come scriveva Colette: &quot;Non &amp;egrave; possibile scrivere un romanzo d&apos;amore mentre si sta facendo l&apos;amore&quot;. E tutti coloro che l&apos;autore ama fanno le spese del suo riversamento in parole di ci&amp;ograve; che lo muove, delle loro tragedie personali rese pubbliche e universali. Ma tutti, anche se dolorosamente, ne vengono in qualche modo salvati, a cominciare dalla madre, che non voleva affrontare per tutta la vita il fantasma di suo padre, morto suicida, secondo il motto never explain, never complain (non dare spiegazioni, non lamentarsi). Ma la verit&amp;agrave; rende liberi, anche se fa atrocemente male, e anche se essere liberi non significa non soffrire. Spero che voi stiate bene: una persona su tre che sento, soffre un po&apos; di influenza, mal di schiena, acciacchi vari...e l&apos;onda di gelo &amp;egrave; appena iniziata! Rallegriamocene: finalmente, l&apos;inverno. Stanno morendo larve d&apos;insetti nefasti per l&apos;agricoltura, e forse anche noi ci stiamo rigenerando, morendo un poco, o meglio lasciando morire parti consunte di noi. Vi abbraccio e vado nella neve, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:55:00 --0100</pubDate>
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				<title>Incanto</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/18/Incanto</link>
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				&lt;p&gt;Ci sono sfide difficili, e sono in genere quelle che vale la pena intraprendere. A volte, si fallisce, ma ci sono fallimenti che hanno in s&amp;eacute; una bellezza e una dignit&amp;agrave;, forse migliori di vittorie troppo facili. Penso a questo e ad altro chiudendo il romanzo di Pietro Grossi (Einaudi, 2011), dal titolo &quot;Incanto&quot; ,il primo dopo tre bellissimi libri di racconti e romanzi brevi (Pugni, L&apos;acchito e Martini). Ecco, la prosa efficace, evocativa, potente dei racconti, qui si annacqua, e la struttura del romanzo traballa, a volte scade nel banale. Eppure, Grossi &amp;egrave; uno scrittore da tenere d&apos;occhio, da non perdere  di vista. Pazienza se questo non &amp;egrave; un grande romanzo: ne scriver&amp;agrave; altri, e sapr&amp;agrave; trovare il modo per rendere la sua voce efficacemente anche su narrazioni di grande respiro. E&apos;, questo, un romanzo di formazione, che segue le vicende di tre amici dall&apos;adolescenza lungo i tortuosi percorsi della giovinezza, del senso di onnipotenza e della disillusione che rappresenta un momento necessario di passaggio ad una consapevolezza matura sulle cose della vita. La voce narrante &amp;egrave; uno dei protagonisti, Jacopo Ferri, che diventer&amp;agrave; un brillante fisico che studia le leggi dell&apos;universo, credendo per un certo periodo di poterlo controllare. La fisica, l&apos;astronomia, la bellezza delle scienze esatte...e l&apos;oscurit&amp;agrave; insondabile dell&apos;essere umano, che a tratti affiora e confonde le carte delle nostre certezze.  Vi lascio una poesia di Antonia Pozzi, scritta nel 1934 e da me trovata nel catalogo della mostra attualmente al museo d&apos;arte di Mendrisio di Simonetta Martini:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;...e forse ci sono pi&amp;ugrave; stelle&lt;br /&gt;E segreti e insondabili vie&lt;br /&gt;Tra noi, nel silenzio,&lt;br /&gt;che in tutto il cielo disteso &lt;br /&gt;al di l&amp;agrave; della nebbia.&lt;/p&gt; 
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				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:11:00 --0100</pubDate>
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				<title>Vite che non sono la mia</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/14/Vite-che-non-sono-la-mia</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ho scoperto un autore che non conoscevo, e di cui ora legger&amp;ograve; tutti i libri: Emmanuel Carr&amp;egrave;re. Molto dubbiosa per via della trama, ho letto il suo ultimo romanzo (autobiografico) edito da Einaudi l&apos;anno passato: &quot;Vite che non sono la mia&quot;. Racconta di due morti orribili, forse le pi&amp;ugrave; insopportabile da immaginare: quella di una bambina di quattro anni travolta dallo tsunami mentre si trova in vacanza con i genitori in un villaggio dello Sri Lanka in cui era presente anche l&apos;autore, e quella della sorella della propria moglie, avvenuta pochi mesi pi&amp;ugrave; tardi, in Francia, a causa di un tumore che l&apos;ha tolta alle sue tre bambine (la pi&amp;ugrave; grande di sette anni) a soli trentatr&amp;eacute; anni, nel pieno di una brillante carriera come magistrato. Da queste due morti, Carr&amp;egrave;re riesce a trarre motivo di stupore, di riflessioni, persino di uno sguardo autentico, con punte di umorismo, e appassionato, ma non banale. Non amo i libri sulle tragedie, mi tengo alla larga dai gialli e dalle morti che non sono la mia, dalle storie lacrimevoli e questa, credetemi, non lo &amp;egrave;!&lt;br /&gt;Ha trasformato il mondo in letteratura, e questa &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; grande medicina che io conosca: ve ne passo la ricetta!Buon fine settimana a caccia di primule, aspettando una pioggia ancora lontana, claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:35:00 --0100</pubDate>
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				<title>In porta c&apos;ero io!</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/7/In-porta-cero-io</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Divertente, proprio tanto, il libro di Pedro Lenz con questo titolo (Capelli editore, 2011), una sorta di trascrizione dai dialoghi interiori del protagonista, che scaturisce dalla tradizione narrativa orale di Pedro Lenz, scrittore svizzero nato nel 1965, e scritto originariamente in svizzero tedesco. Racconta di Gol, simpatico protagonista appena uscito di prigione per vicende di droga, un instancabile e furba, ma in fondo tremendamente ingenua canaglia con cui &amp;egrave; difficile non simpatizzare. La vita &amp;egrave; pi&amp;ugrave; interessante vista da prospettive differenti, attraverso gli occhi di personaggi marginali, non canonici, ma autentici, pi&amp;ugrave; reali della realt&amp;agrave;. Ve lo consiglio, si legge con vero piacere anche nella traduzione italiana!&lt;br /&gt;E sono tornata ora dalla montagna con Gol e altri personaggi nella borsa, con molte ore di lettura, alcuni incontri e ricordi belli (cara Lucia, sono davvero un&apos;eremita un po&apos; scontrosa, non &amp;egrave; che mi scaldi con tutti!) e una bufera di neve spaventosa. Ho camminato con un vento che soffiava a centoventi chilometri orari tra la neve, e lo sport di questi giorni &amp;egrave; stato: &quot;cerca di sopravvivere al passaggio forsennato delle cale da neve&quot;! Sopravvissuta, rinvigorita, e pronta per disfare il ramo sacro di Natale, siccome la befana &amp;egrave; arrivata e tutte le Feste ha portato via con la sua scopa, lasciandoci scintille e bagliori di luci. Buon rientro a voi, prepariamo le cartelle e i pensieri per la scuola e il lavoro, claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 22:05:00 --0100</pubDate>
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				<title>1Q84</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2012/1/1/1Q84</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Sono qui ma non sono qui...nel senso che sono di passaggio a casa per prendere la piccola Anna che &amp;egrave; stata cinque giorni ad Airolo a scuola di sci (mi &amp;egrave; mancata!) ma domani torniamo tra le nevi di San Bernardino (tom cane &amp;egrave; al settimo cielo!), in un mondo completamente diverso. E non sono propriamente qui perch&amp;eacute; sto leggendo l&apos;ultimo libro di Murakami Haruki, 1Q84 (Einaudi, 2011), che parla di una realt&amp;agrave; parallela (al 1984), di una stana forza chiamata Little People, dell&apos;amore che tutto muove e di tanto altro ancora (in oltre settecento pagine)...Per gli appassionati di Murakami, materiale esplosivo, aldil&amp;agrave; di ogni definizione! Un mondo ossessivo, onirico e malinconico che contiene universi di suggestioni...Non so neppure se consigliarvelo, ma sappiate che scendo su questo universo che data ora 2012 (a proposito: auguri a voi, che sia splendido, sostenibile e sorridente) solo a tratti, per una passeggiata o una sciata, tra un gioco da tavola e un veloce spuntino...per il resto, mi rintano sul letto a soppalco, sotto il piumone, e rispondo a monosillabi mentre esploro mondi paralleli! Questa, ragazzi, &amp;egrave; vita! Un abbraccio, felice perch&amp;eacute; &amp;egrave; tornata la mia sciatrice Annina! claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 03:39:00 --0100</pubDate>
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				<title>Le mie rivoluzioni</title>
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				<description>
				
				&lt;p&gt;Ci sono libri che rimangono dentro come un&apos;iniezione di vitamine, come un energetico che scorre nelle vene e rende pi&amp;ugrave; luminosi i giorni: &amp;egrave; il caso de &quot;Le mie rivoluzioni&quot; (Einaudi, 2011, ma l&apos;originale &amp;egrave; del 2007)  del londinese Hari Kunruzu, classe 1969. Un libro che parla di rivoluzione, di terrorismo, di giovent&amp;ugrave; e di ideali che tornano nell&apos;et&amp;agrave; di mezzo, mutati e grondanti dolore e vita vissuta. Temi forti, ma affrontati in un&apos;ottica pura, matura, consapevole. Un libro che parla di morte e che riesce a infondere speranza, con un protagonista con cui &amp;egrave; difficile non simpatizzare...In apertura, una poesia di Rumi che bene esprime lo spirito del romanzo, con la quale vi saluto affettuosamente mentre vado a fare la rivoluzione (dolce, per&amp;ograve;!), claudia anche detta cla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avevo ardente intensit&amp;agrave; un tempo&lt;br /&gt;E fluente dolcezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le acque erano illusione.&lt;br /&gt;Le fiamme, fatte di neve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sognavo allora?&lt;br /&gt;Son sveglio adesso?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:42:00 --0100</pubDate>
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				<title>La religione della Terra</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/12/14/La-religione-della-Terra</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Certe informazioni ci passano sopra la testa, e mi era sfuggita la profezia maya secondo la quale nel 2012 finirebbe il mondo (me l&apos;ha spiegata la tredicenne Lila, invertendo i ruoli tra chi insegna e chi impara...fatto che mi ha rallegrata!). Naturalmente, non succeder&amp;agrave;, ma &amp;egrave; impressionante pensare che diversi secoli fa l&apos;essere umano fosse in grado di prevedere dei fenomeni cosmologici molto distanti: nella fattispecie, il sole che si trover&amp;agrave; al centro della via lattea, e il conseguente allineamento dei pianeti. Che da questo consegua la fine del mondo, &amp;egrave; una visione tipicamente umana, pessimista e priva di speranza. Invece, mi piace pensare che ne deriveranno buone cose, un cambiamento in positivo. Una maggiore consapevolezza dell&apos;essere umano verso la Terra sulla quale camminiamo e dalla quale dipendiamo...a questo proposito, in questi giorni di viaggi in treno sto leggendo il libro della kenyota premio Nobel per la pace Wangari Maathai: &quot;La religione della Terra. Amare la Natura per salvare noi stessi&quot;. Mi sto interrogando su quello che posso fare concretamente per esprimere questo amore: ogni piccolo gesto conta, e non dobbiamo farci prendere dallo scoraggiamento. Pensare al cielo, ai pianeti, alle stelle, solleva lo spirito, e siamo pronti ad impegnarci sul nostro, di pianeta: l&apos;unico nel quale &amp;egrave; possibile la vita come la conosciamo, l&apos;unica vita che, er quanto ne sappiamo, ci &amp;egrave; dato di vivere. Buon lavoro! claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 14:13:00 --0100</pubDate>
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				<title>La sfuriata di Bet</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/12/7/La-sfuriata-di-Bet</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Un bel libro, questo di Christian Franscella (torninese, autore di &quot;Mia sorella &amp;egrave; una foca monaca&quot;): &quot;La sfuriata di Bet&quot; (Einaudi, 2011). Racconta di una bella e appassionata, sovversiva ed arrabbiata diciassettenne che ripete il terzo anno di liceo e ha dentro una rabbia che le deriva dalla sua esperienza personale (il senso di colpa per la morte della sorellina quando lei aveva dodici anni) e che sfocia in una rabbia verso la societ&amp;agrave; in cui si trova a vivere, la nostra, fatta di ipocrisie, falsi valori, voglia di apparire in tv e di emergere in modo fittizio in un mondo che va alla deriva. Contornata da personaggi che restano impressi per la loro veridicit&amp;agrave;, diventa una Cassandra dei nostri giorni, un oracolo che dice ci&amp;ograve; che molti sentono confusamente. Ben scritto, avvincente, autentico: ve lo consiglio!&lt;br /&gt;Ragazzi, questa sera &amp;egrave; festa: birra Chimay, cioccolata e Don Giovanni in diretta dalla prima scaligera, in barba alla crisi, per prepararsi psicologicamente a quattro giorni di meritatissima vacanza, che ho intenzione di strasare allegramente in mezzo ai boschi, finalmente! Un caro saluto canterino (l&amp;agrave; ci darem la mano, l&amp;agrave; mi dirai di s&amp;igrave;, &amp;igrave;, &amp;igrave;...vorrei e non vorrei, mi trema un poco il co-or...&quot;), claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 19:54:00 --0100</pubDate>
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				<title>Un giorno</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/12/1/Un-giorno</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Sto leggendo un libro che in Gran Bretagna ha raccolto un clamoroso successo nel 2009, quando &amp;egrave; uscito (tanto che Hooliwood ne ha gi&amp;agrave; prodotto un film che uscir&amp;agrave; prossimamente): &quot;One day&quot;, &quot;Un giorno&quot; di David Nicholls (uscito in italiano per Neri Pozza nel 2010). Racconta le vicende di due giovani che si incontrano nel momento in cui la vita sembra aprirsi con possibilit&amp;agrave; infinite, al culmine del percorso universitario. Ma le loro strade vanno in direzioni diverse, e si terranno in contatto per i successivi vent&apos;anni, pensandosi con nostalgia e desiderio, raccontandosi le proprie vite senza poter dire a se stessi che si tratta di amore vero. La migliore storia d&apos;amore &amp;egrave; quella non vissuta...e anche senza voler essere tanto drastici, &amp;egrave; vero che le possibilit&amp;agrave; non vissute, le scelte non fatte, le strade mai percorse conservano un fascino che spesso la vita vissuta riesce a rovinare. Insomma, una bella storia d&apos;amore, che merita di essere letta (soprattutto se siete romantici, of course!). Buona lettura, tenete vicini i fazzoletti!...e buon avvento, oggi si apre la prima finestrella, vi auguro di trovarci amore, amici, tempo e allegria, pace e armonia. claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:29:00 --0100</pubDate>
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				<title>Forme originarie della paura</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/11/23/Forme-originarie-della-paura</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Non abito a Mendrisio, non vivo in Svizzera nel 2012: sono nella Repubblica democratica tedesca di mezzo secolo fa, e sto vivendo le avventure del professor Ludwig Kaltenburg, controverso zoologo che studia il comportamento degli uccelli non meno di quello degli esseri umani. In &quot;Forme originarie della paura&quot; raffronter&amp;agrave; i comportamenti di panico negli animali e negli esseri umani. La paura appare come il sentimento dominante di tutto il XX secolo nel romanzo di Marcel Beyer (1965) che riprende questo titolo (Einaudi, 2011), dimostrandosi un grande osservatore dei comportamenti umani e dei percorsi della storia. E nel sentimento della paura ci troviamo immersi anche in questa nostra epoca, e viviamo alla ricerca di rassicurazioni e di argini alla barbarie, senza possibilit&amp;agrave; di certezza e di sicurezza. La paura fa vendere quantit&amp;agrave; enormi di ansiolitici, e tutta una serie di prodotti consolatori. Personalmente, ho un antidoto agli attacchi di paura: cioccolata calda e un piumone ben imbottito, almeno come cura d&apos;urto prima di poter tornare ad affrontare il mondo. Non &amp;egrave; una cura infallibile e di durata illimitata, ma ha il vantaggio di poter essere riutilizzata ad ogni evenienza...Buona giornata, e tirate fuori guanti, berretti e sciarpe se ancora non l&apos;avete fatto! claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:41:00 --0100</pubDate>
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				<title>Fiaba d&apos;Amore</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/11/13/Fiaba-dAmore</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Sentire di poesia riempie e consola, leggere poesie al mattino, in quello stato onirico tra la veglia e il sonno, concedendosi di non svegliarsi immediatamente &amp;egrave; un buon modo per equilibrare il peso del proprio furgone prima della partenza nel giorno. E&apos;, questa, un&apos;immagine dipinta da Flavio Stroppini nella presentazione del libro di poesie &quot;Fiaba d&apos;Amore&quot; di Liliana Bonafede (ed. Weiss, Mendrisio, 2011). Una bella immagine, che rende l&apos;idea...per questo, vi trascrivo qui una poesia tratta dalla raccolta (dedicata alla madre scomparsa tre anni fa), un buon viatico per questa domenica mattina:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Com&apos;&amp;egrave;&lt;br /&gt;Che il cuore&lt;br /&gt;Straripa&lt;br /&gt;Al mattino&lt;br /&gt;Quando mi levo&lt;br /&gt;Stanca&lt;br /&gt;Di notti uguali&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed il caff&amp;egrave;&lt;br /&gt;Si porta via&lt;br /&gt;Il velo&lt;br /&gt;Del sonno &lt;br /&gt;Non certo&lt;br /&gt;Il peso &lt;br /&gt;Del giorno&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 09:45:00 --0100</pubDate>
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				<title>Nina per caso</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/11/7/Nina-per-caso</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;...Ed &amp;egrave; ambientato in Francia il piccolo libro della Sellerio di Mich&amp;egrave;le Lesbre (vi avevo parlato de Il canap&amp;egrave; rosso), &quot;Nina per caso&quot;. Un piccolo romanzo di una figlia giovinetta, apprendista parrucchiera, che racconta di sua madre, dei suoi amori, del suo modo di affrontare la vita. Gli occhi della giovane cercano di carpire il segreto della maturit&amp;agrave;, ma non ci riescono che a tratti. Un libricino in alcuni passaggi commovente, delicato e anche duro. Quante storie ci sono al mondo! A prestarvi orecchio, c&apos;&amp;egrave; da impallidire e avvampare. A volte ci ostiniamo a guardare il nostro ombelico, a credere grandi i nostri dolori e le nostre gioie, mentre miliardi di altre persone stanno vivendo il loro momento sulla terra, con le loro tragedie e le loro piccole, trascurabili ed essenziali felicit&amp;agrave;. Questo pensiero &amp;egrave; una consolazione, e anche uno spavento...Ancora a proposito di Parigi: come bisogna diventare duri e impermeabili alle sensazioni, per poter vivere in una metropoli! I poveri per la strada, le mille vicende che si intrecciano troppo strettamente (Parigi ha gli stessi abitanti della Svizzera, pensate che cifre!) e si ignorano per poter convivere...Sento la pioggia sul tetto, guardo la betulla che accarezza l&apos;aria con le poche foglie gialle rimaste, e sono grata di essere qui, al sicuro (esiste un luogo dove si &amp;egrave; al sicuro? Probabilmente no, ma almeno un po&apos; pi&amp;ugrave; al sicuro che altrove). Buon inizio di settimana, che sia calma e danzante malgrado gli impegni e le corse, claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:19:00 --0100</pubDate>
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				<title>Un eremo non &#xe8; un guscio di lumaca</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/10/12/Un-eremo-non-e-un-guscio-di-lumaca</link>
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				&lt;p&gt;Sto leggendo il libro della teologa, eremita e scrittrice Adriana Zarri (1919-2010) &quot;Un eremo non &amp;egrave; un guscio di lumaca&quot; (Einaudi, 2011) che racconta della sua esperienza di eremitaggio di preghiera in un casolare isolato del Piemonte, il Molinasso. Una scelta coraggiosa, individuale, controcorrente. Molto personale, insomma. Leggere queste pagine &amp;egrave; un balsamo per un&apos;anima presa dalle cose del mondo. Un&apos;esperienza di silenzio e di vita appartata dal mondo che non &amp;egrave; isolamento o chiusura, ma apertura al mondo autentica e profonda. Un eremo impastato di vita, dove lei pregava lavorando a maglia e curando le rose e i conigli, in una povert&amp;agrave; essenziale e luminosa. Un&apos;esperienza sua propria, non trasferibile ad altre persone, perch&amp;eacute; unica e individuale, ma di grande ispirazione per chi legge le sue pagine. Una donna difficile, doveva essere, questa Adriana. Ma anche una donna saggia, e di una delicatezza austera e forte. &lt;br /&gt;Mentre ovunque in Svizzera piove, qui &amp;egrave; tornata l&apos;estate, oggi ho annusato una serenella in fiore, sbocciata tardivamente con l&apos;inganno delle temperature alte fuori stagione. Come la vivranno gli animali? Cosa pensano i camosci e gli scoiattoli? Vi saluto accaldata e desiderosa di silenzio e pace, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 17:20:00 --0100</pubDate>
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				<title>Il ponte della luna</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/10/8/Il-ponte-della-luna</link>
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				&lt;p&gt;Come tutti, sono piena di pregiudizi. Mi formo un&apos;idea del mondo, e metto le cose e le persone in compartimenti stagni, come tanti vasetti di marmellata con un&apos;etichetta ben leggibile di cosa posso attendermi da loro. Cio&amp;egrave;, in teoria cerco di non farlo, ma poi cado nelle semplificazioni, come tutti, perch&amp;eacute; il mondo &amp;egrave; complicato e in qualche modo dobbiamo facilitarci la navigazione. Cos&amp;igrave;, se parlo con una persona di un certo ceto sociale, di una determinata cerchia, o partito, o professione, do&apos; per scontate delle informazioni: &amp;egrave; un pessimo modo di agire, in realt&amp;agrave; irrazionale, ma, come detto, molto umano. Una categoria verso la quale nutro dei preconcetti saldissimi riguarda le persone che lavorano nelle banche. L&apos;economia &amp;egrave; interessante, una chiave di lettura sul mondo, ma le banche godono della mia irrazionale e inveterata antipatia! La qual cosa &amp;egrave; sciocca e infantile, ma non &amp;egrave; che si possa essere sempre e solo maturi e razionali! Cos&amp;igrave;, mi sorprendo e mi rallegro quando costato che dietro un direttore di banca ci sia una persona, un&apos;anima sensibile e attenta. E&apos; il caso di Fabio Caminada, di cui ho appena letto &quot;Il ponte della luna&quot; (Capelli editore, 2011) e &quot;Il confine del destino, Edizioni Ulivo, 2008). Quando cadono gli stereotipi, inizia la realt&amp;agrave;...&lt;br /&gt;E la realt&amp;agrave;, purtroppo, &amp;egrave; anche tom cane che marca male, non mangia e si muove a fatica: la vecchiaia incalza, e il mio animo &amp;egrave; un cielo plumbeo. Buona fine settimana a voi, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 08:48:00 --0100</pubDate>
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				<title>L&apos;isola di Sukkwann</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/10/5/Lisola-di-Sukkwann</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Io ve lo segnalo, perch&amp;eacute; non posso farne a meno: &amp;egrave; un libro fortissimo, sconvolgente, con un respiro magistrale, ampio e claustrofobico al contempo. Una vicenda terrificante: un padre in crisi esistenziale decide di trascorrere un anno intero in un&apos;isola sperduta e selvaggia dell&apos;Alaska con il figlio tredicenne. Arrivano in estate a bordo di un aereo che li abbandona in una capanna isolata, all&apos;inizio idilliaca: il mare, la pesca, la natura incontaminata. Poi, pian piano, i fantasmi psichici e la natura selvaggia trasformeranno la situazione in un incubo. E quando scrivo &quot;incubo&quot;, non sto esagerando: ho trascorso la notte senza riuscire a staccarmi dall&apos;Alaska, e sono ancora gelata fin nelle ossa, perch&amp;eacute; quello che questo libro fa vivere &amp;egrave; un&apos;autentica discesa agli inferi, senza possibilit&amp;agrave; di salvezza. Vorrei dirvi come termina, ma solo il pensarlo mi agghiaccia, e poi non vorrei &quot;rovinarvi&quot; la lettura. Per&amp;ograve; vi ho avvertiti: se vi sentite fragili nell&apos;animo, evitate accuratamente la lettura de &quot;L&apos;isola di Sukkwan&quot; di David Vann (Bompiani, 2011), una lettura per donne e uomini forti! Vado a scaldarmi all&apos;ultimo giorno d&apos;estate: da domani si inizia a danzare nell&apos;inverno, non sar&amp;agrave; l&apos;Alaska ma far&amp;agrave; freddo anche qui...prepariamo i maglioni! claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>libri</category>
				
				<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 09:15:00 --0100</pubDate>
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