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			<title>La stanza di Claudia</title>
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			<description>Discuti di tutto e di pi&#xf9; con la psicoterapeuta Claudia Crivelli</description>
			<language>it-ch</language>
			<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:00:32 --0100</pubDate>
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				<title>Perle di saggezza da Happy feet</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/11/27/Perle-di-saggezza-da-Happy-feet</link>
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				&lt;p&gt;Bene, inizia una nuova settimana. Abbiamo due possibilit&amp;agrave;: prendere un lungo respiro, affidarci a qualcosa dentro di noi di coraggioso e impavido, e a qualcosa sopra di noi di forte e benevolo, e vedere di cavarne il meglio. Oppure, raggomitolarci in un angolo e riempire la pancia di cibi caldi e di carboidrati finch&amp;egrave; la vista si annebbia per la sonnolenza. Io sono alla seconda ipotesi, ma non dispero che nelle prossime ore riuscir&amp;ograve; a risalire fino alla prima opzione che &amp;egrave;, naturalmente, preferibile!&lt;br /&gt;Come dice un pinguino in &quot;Happy feet&quot; (riferimento cinematografico alto oggi, eh?!): non esistono pericoli, solo sfide! Abbiamo sempre la possibilit&amp;agrave; di cambiare il nostro punto di vista, e capovolgere una situazione a nostro favore, o di vederne i lati positivi. Per dire, domani dovr&amp;ograve; stare seduta molte ore immobile, e ascoltare per ore: bene, ho la possibilit&amp;agrave; di imparare, e di riposare i muscoli. Incontrer&amp;ograve; persone non benevole: bene, eserciter&amp;ograve; l&apos;arte della difesa, della pazienza, della lungimiranza. Non vedr&amp;ograve; per lunghe ore la mia famiglia: bene, si riposeranno dalla mia ingombrante presenza e staranno sereni senza di me che sbraito e mi agito (e forse mi apprezzeranno un po&apos; di pi&amp;ugrave; quando torner&amp;ograve;?). Qualunque sia, auguro a voi una buona settimana, ma che sia buona davvero! claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 16:45:00 --0100</pubDate>
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				<title>A Dangerous Method</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/10/20/A-Dangerous-Method</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ho visto il film di Cronenberg &quot;A Dangerous Method&quot; sul triangolo tra Freud, Jung e Sabina Spielrein, un film che vi consiglio...e a complemento di informazioni, se andrete a vederlo, voglio trascrivervi qui delle riflessioni su questa vicenda che ho trovato estremamente interessanti: leggetele se vi interessa approfondire questo tema dopo aver visto il film... un caro saluto, claudia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il travagliato incontro con Sabina apr&amp;igrave; le porte ad una ricerca che impegn&amp;ograve; Jung per tutta la vita e che lo spinse a forza ad addentrarsi in quel viaggio interiore che lo port&amp;ograve; alla formulazione del concetto di Archetipo e di Inconscio Collettivo.&lt;br /&gt;La storia del pensiero psicoanalitico &amp;egrave; storia di &quot;relazioni&quot; tra esseri umani, che si interrogano su quanto sta accadendo tra loro. L&apos;elaborazione di ci&amp;ograve;, in forma di pensiero, ha portato di volta in volta a nuove e diverse formulazioni, l&apos;avvicendarsi delle quali, nei suoi passaggi, costituisce la &quot;storia della psicoanalisi&quot; stessa.&lt;br /&gt;Anche qui, come in ogni evoluzione storica, si possono individuare dei passaggi particolarmente critici ed umanamente dolorosi, in cui la trama degli eventi sfugge a qualsiasi controllo razionale.&lt;br /&gt;Uno di questi segue immediatamente la nascita dell&apos;Associazione Psicoanalitica Internazionale, e segna la travagliata fine della collaborazione tra Freud e Jung, durata dal 1906 al 1913, (il grande &quot;scisma&quot;). Proprio in questo passaggio importante ci si imbatte in lei, un personaggio femminile solo apparentemente secondario, rimasto in ombra per ragioni diplomatico-difensive.&lt;br /&gt;Si tratta di Sabina Spielrein, una russa ebrea, di buona famiglia, approdata giovanissima nel 1904 al rinomato Burgholzli di Zurigo con gravi sintomi di tipo psicotico, curata con successo dall&apos;allora giovane psichiatra C.G.Jung, di cui divenne in seguito amica, amante ed infine collega.&lt;br /&gt;Fu una delle prime donne ad entrare nella Societ&amp;agrave; Psicoanalitica Viennese.&lt;br /&gt;Dopo essere stata per Jung un difficile &quot;caso clinico&quot;, Sabina assunse per lui un&apos;importanza particolare su un piano pi&amp;ugrave; strettamente personale, grazie all&apos;intenso coinvolgimento affettivo ed intellettuale in cui, inaspettatamente, si trov&amp;ograve; con lei calato, proprio quando emergeva in lui la drammatica consapevolezza di una spaccatura insanabile tra i presupposti teorici cui si sforzava di essere fedele - la teoria freudiana - e la propria visione del mondo che lo spingeva a prendere via via distanza da quegli assunti &quot;logico-scientifici&quot; per addentrarsi sempre pi&amp;ugrave; nei &quot;luoghi dell&apos;anima&quot;, entrando in risonanza con i suoi linguaggi e le sue metafore, quali mitologia, alchimia, religiosit&amp;agrave; e filosofia.&lt;br /&gt;Questo lato di Jung, da molti definito in tono sprezzante come &quot;misticismo&quot;, aveva radici antiche ed era gi&amp;agrave; entrato a in ballo, suo malgrado, nell&apos;incontro, vibrante a pi&amp;ugrave; livelli, con Sabina. &lt;br /&gt;Nei numerosi dialoghi ed incontri &quot;amorosi&quot; (di cui sappiamo grazie al diario e alle lettere da lei conservate, raccolte da Carotenuto in &quot;Diario di una segreta simmetria&quot;), essi amplificavano la loro affinit&amp;agrave; culturale e spirituale, nutrendosi di eventi sincronici e telepatici, lasciandosi andare a fantasie di tipo mitologico e cominciando a cogliere &quot;il nesso che unisce tutti gli eventi&quot;.&lt;br /&gt;Questa realt&amp;agrave; era quindi doppiamente clandestina, in quanto Jung perpetrava, accanto al tradimento della moglie Emma, un tradimento ancor pi&amp;ugrave; grave: egli approfondiva un filone di riflessioni che Freud gli aveva esplicitamente bocciato, chiedendogli invece un&apos;esplicita &quot;professione di fede&quot; alla teoria sessuale quale motore di tutto.&lt;br /&gt;J.Kerr, nel suo saggio &quot;Un metodo molto pericoloso&quot;, descrive in tono critico l&apos;intreccio che coinvolse Jung, Sabina e Freud, intreccio assai delicato per i livelli di coinvolgimento: ciascuno dei tre si trov&amp;ograve; coinvolto sul piano personale ed intimissimo e sul piano professionale contemporaneamente, con le inevitabili contraddizioni ed incoerenze.&lt;br /&gt;In questo frangente l&apos;anello debole della catena era sicuramente lei, Sabina, appena uscita da una profonda sofferenza psichica e gi&amp;agrave; immersa nei meandri di una confusiva relazione analitica e sentimentale insieme, a far le spese, suo malgrado, di errori che proprio grazie a lei verranno messi a fuoco come tali, in un&apos;esperienza che fu per lei, malgrado tutto, salvifica.&lt;br /&gt;Kerr mostra come i due uomini, entrambi calati in un ruolo di potere rispetto ad una scienza nascente che chiedeva discrezione e tatto, rivelino la propria contraddizione e poca libert&amp;agrave; avanti ad una richiesta d&apos;aiuto assolutamente legittima.&lt;br /&gt;Avanti alle richieste di Sabina, ex-paziente, ex-amante e poi allieva promettente, Jung mostr&amp;ograve; tutta la propria ambivalenza, la propria incapacit&amp;agrave; di gestire il &quot;controtransfert&quot; dovuta alla mancanza di una completa analisi (sar&amp;agrave; lui a ribadire, anni dopo, la necessit&amp;agrave; imprescindibile che l&apos;analista sia a sua volta analizzato!), nonch&amp;eacute; l&apos;imbarazzo di chi, avanti ad una responsabilit&amp;agrave; troppo grande, cerca maldestramente di liberarsi di un interlocutore scomodo.&lt;br /&gt;Freud neppure seppe, da parte sua, offrire un reale aiuto alla giovane che, vedendosi rifiutata dall&apos;analista-amante, incapace di liberarsi dal potente transfert non risolto, gli si era rivolta: le rispose diplomaticamente per lettera senza concederle il colloquio richiesto.&lt;br /&gt;Anche lui non era libero nei suoi confronti: aveva troppo bisogno di mantenere intatta l&apos;alleanza di Jung su tutti i fronti.&lt;br /&gt;Sarebbe troppo facile, a questo punto, schierarsi contro alcuni ed eleggere a vittima altri. I giudizi pro e contro non hanno mai reso giustizia a nessuno. Pi&amp;ugrave; fruttuoso &amp;egrave; cogliere invece come in passaggi tanto delicati (e quale analista pu&amp;ograve; dirsene esente?) le contraddizioni si moltiplichino costringendo ciascuno a farsi carico della propria fragilit&amp;agrave; e ad imparare a gestirla. Ci&amp;ograve; che rischia di essere perso di vista, altrimenti, &amp;egrave; l&apos;essenziale, ci&amp;ograve; che sta alla base del rapporto analista - paziente che, non a caso, coinvolge entrambi, personalmente oltre che professionalmente.&lt;br /&gt;Paradossalmente l&apos;aspetto critico che caratterizz&amp;ograve; l&apos;ultima fase del travagliato rapporto amoroso-terapeutico tra Sabina e Jung, fu rappresentato dal repentino passaggio, da parte di lui, da un certo punto in poi, ad un atteggiamento rigidamente freudiano: egli si trincer&amp;ograve; nel ruolo &quot;neutrale&quot; di medico ed inizi&amp;ograve; ad interpretare in chiave strettamente sessuale ci&amp;ograve; che lei verbalizzava.&lt;br /&gt;In questo modo ci&amp;ograve; che avevano entrambi amato e che aveva alimentato in lei la certezza di dover realizzare nella propria vita &quot;qualcosa di eroico&quot;, (destino che Sabina non mancher&amp;agrave;, nonostante tutto, di realizzare nella sua carriera!) veniva ora svilito in termini puramente sentimentali.&lt;br /&gt;Tuttavia grazie a questo modo, senza dubbio violento, Jung ag&amp;igrave; nella direzione che costrinse ciascuno a &quot;liberarsi dell&apos;altro&quot;: egli riusc&amp;igrave; a liberarsi di lei, nonch&amp;eacute; spinse lei a liberarsi di lui. &lt;br /&gt;La Spielrein si allontanan&amp;ograve; infine da Zurigo ed inizi&amp;ograve; la sua carriera professionale.&lt;br /&gt;Ella non manc&amp;ograve;, nonostante tutto, di metterlo in guardia rispetto all&apos;equivoco di cui era vittima, ribaltando per un attimo completamente i ruoli: &quot;E&apos; pericoloso prestare troppa attenzione al complesso sessuale.&quot; E Jung seppe, a posteriori, farne tesoro!&lt;br /&gt;Ma non basta: il suo &quot;complesso dell&apos;ebrea&quot; non lo lasci&amp;ograve; certo in pace. &lt;br /&gt;Il travagliato incontro con Sabina apr&amp;igrave; le porte infatti ad una ricerca che impegn&amp;ograve; Jung per tutta la vita e che lo spinse a forza ad addentrarsi in quel viaggio interiore - Ellenberger, nel suo saggio &quot;La scoperta dell&apos;inconscio&quot;, la defin&amp;igrave; la sua malattia creativa - fino a penetrare nell&apos;oscuro e terrifico &quot;mondo delle Madri&quot;, che lo port&amp;ograve; infine alla formulazione del concetto di Archetipo e di Inconscio Collettivo.&lt;br /&gt;Questo, &amp;egrave; forse il maggior contributo che Sabina Spielrein ha dato al pensiero psicoanalitico, l&apos;eredit&amp;agrave; spirituale o il compito che dir si voglia, che Sabina lasci&amp;ograve; a Jung: l&apos;incontro con l&apos;Anima, con l&apos;archetipo terrifico e sublime ad un tempo.&lt;br /&gt;Attraverso l&apos;elaborazione interiore, durata anni, di tale rapporto, che oltre all&apos;eroico aprirsi al &quot;sentire&quot; richiese a Jung, come ad ogni adepto al percorso iniziatico nelle profondit&amp;agrave; di se stesso, l&apos;abiura di ogni &quot;credo&quot; a priori, - l&apos;uccisione del padre - Jung approd&amp;ograve; alle forme pi&amp;ugrave; alte della realizzazione dell&apos;Eros cui il Femminile prelude.&lt;br /&gt;Egli pot&amp;egrave; cos&amp;igrave; formulare una concezione del rapporto eterosessuale che non si ferma ad Eva, quale simbolo dell&apos;aspetto pulsionale biologico, ma, pur rendendole giustizia, ne coglie l&apos;aspetto estetico romantico (Elena), quello spirituale (Maria) per giungere a quella che egli individua come la pi&amp;ugrave; alta forma, la saggezza (Sofia), l&amp;agrave; dove l&apos;amore si svela essere tutt&apos;uno con la conoscenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Agnese Galotti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 21:45:00 --0100</pubDate>
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				<title>Carnage</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/10/3/Carnage</link>
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				&lt;p&gt;Ho visto il film di Roman Polansky &quot;Carnage&quot; e, se volete saperlo, non mi &amp;egrave; parso quel gran capolavoro che mi avevano decantato. Sar&amp;agrave; che il fatto che dietro la patina di buone maniere e convenzioni sociali siamo tutti animati da istinti molto arcaici e primitivi mi &amp;egrave; talmente chiaro da non costituire motivo di meraviglia. Io adoro le buone maniere e le forme di cortesia, e so che senza secoli di evoluzione saremmo ancora l&amp;igrave; a sbranarci o a saltarci addosso, e che basta togliere di mezzo qualche condizione sociale favorevole per tornare molto velocemente allo stadio brado. E poi, il film &amp;egrave; corto: sedici franchi di biglietto per un&apos;ora di spettacolo &amp;egrave;, scusate la pidoccheria, un po&apos; un latrocinio. Inoltre, se vado al cinema pretendo di sognare, voglio le brughiere e i paesaggi e almeno una storia d&apos;amore, al limite d&apos;amicizia, o almeno una passione letteraria o politica o artistica o animale. Starmene l&amp;igrave; a vedere quattro che litigano in una stanza, mettendo in scena il peggio di s&amp;eacute;, non mi fa contenta, e il cinema &amp;egrave; fatto per sognare, almeno per noi che non lo riteniamo una forma d&apos;arte, ma solo di intrattenimento. Perch&amp;eacute; ci sono andata? Per accompagnare un&apos;amica. Ma la fiaba nel bosco in cui ho passeggiato a notte, ai piedi della Valle di Muggio, con la mia famiglia, &amp;egrave; stata pi&amp;ugrave; emozionante, poetica e bella del film del cosiddetto grande regista (e lasciamo stare le sue controversie legali, v&amp;agrave; che &amp;egrave; meglio!). Buon inizio di settimana, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 08:40:00 --0100</pubDate>
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				<title>Le quattro volte</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/9/9/Le-quattro-volte</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Grazie a Lucia per i suoi commenti e...s&amp;igrave;, il libro &quot;Adolescenza, il giardino nascosto&quot; di Andreas Barella (ed. Ericlea), che per i casi della vita &amp;egrave; anche mio marito (ruolo ingrato, temo, visto il mio umore altalenante), &amp;egrave; davvero interessante, come lo &amp;egrave; uno sguardo diverso su un tema affascinante come l&apos;adolescenza. Ecco, dicevo dei miei sbalzi umorali: oggi &amp;egrave; un giorno no, probabilmente dovuto alla troppa adrenalina dei giorni scorsi. Oggi mi sembra di affannarmi invano per non racimolare che briciole, e mi sento vecchia, limitata, senza luce e senza aria. Un rimasuglio umano, quattro ossa rivestite di sofferenza e solitudine cosmica. Vabb&amp;egrave;, so per esperienza che poi passa, e il mondo torna a sembrarmi un posto bellissimo. Per consolarmi, ho fatto un sacco di pulizie in casa (tutto brilla, tranne me), e preparato per le figlie una mela, una pesca e una banana ricoperte di glassa al cioccolato. E ieri ho visto un film presentato a Cannes nel 2010; strano, lento ma con una sua bellezza (che non sono riuscita ad apprezzare, perch&amp;eacute;, come detto, non &amp;egrave; giornata...fin da ieri!): &quot;Le quattro volte&quot;, che narra in due ore e senza parole le vicende di un&apos;anima che migra da un anziano pastore, a un capretto, ad un albero e infine a un mucchio di carbone. L&apos;idea dell&apos;anima che viaggia attraverso persone, animali, vegetali e persino &quot;oggetti&quot; &amp;egrave; affascinante. Oggi la mia la darei in saldo, ma la tengo in attesa di tempi migliori! Vi saluto affettuosamente, claudia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;p.s. conoscete la pittrice Mili Weber (suo questo dipinto)? le sue immagini sanno darmi consolazione!&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 17:41:00 --0100</pubDate>
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			<item>
				<title>Agor&#xe0;</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/9/2/Agora</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ho visto un film presentato al festival di Cannes fuori concorso nel 2009: &quot;Agor&amp;agrave;&quot; del regista Alejandro Amenabar, che narra in forma romanzata la vita della filosofa alessandrina Ipazia, conclusasi col suo assassinio per mano di un gruppo di fanatici parabolani (un gruppo di cristiani), nel 415, durante l&apos;epoca delle persecuzioni anti-pagane stabilite per legge dal vescovo Teodosio. La protagonista era una filosofa e una scienziata che insegnava ponendo questioni sulla validit&amp;agrave; del sistema tolemaico. Nel film si sostiene che Ipazia cap&amp;igrave; molti secoli prima di Copernico e di Galilei che doveva essere la terra a girare attorno al sole e non il contrario. Quindi, non soddisfatta del fatto che la distanza del Sole fosse talvolta pi&amp;ugrave; lontana o pi&amp;ugrave; vicina alla Terra, con l&apos;osservazione del cono di Apollonio trov&amp;ograve; la soluzione ipotizzando (come scopr&amp;igrave; poi Keplero) orbite ellittiche anzich&amp;eacute; circolari. Il film lascia intendere che se Ipazia non fosse stata lapidata dai cristiani, sarebbe forse riuscita ad anticipare di ben 12 secoli il modello astronomico di Keplero. &lt;br /&gt;Un bell&apos;esempio di donna che seppe tenersi lontana dall&apos;amore e da qualsiasi tipo di fede per seguire la ragione e la riflessione filosofica...Onore a te, Ipazia! Con stima a tutte le filosofe alla lettura, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 08:56:00 --0100</pubDate>
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				<title>Le havre</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/8/11/Le-havre</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ieri siamo stati al festival di Locarno, abbiamo visto un film molto bello (Le havre), una favola moderna sui diritti civili e l&apos;impegno in prima persona, un esempio riuscito di ci&amp;ograve; che il cinema riesce a fare: raccontare una storia, e farla diventare materia per i nostri sogni. Ho sognato sotto le stelle un mondo migliore, e il mondo appariva al meglio, ieri sera, e questa mattina mi sono imbattuta in una poesia che bene illustra quello che il cinema racconta, quello che le stelle raccontano, solo a fermarsi un momento ad ascoltarle Sentitela, e pensateci...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Non pensare mai&lt;br /&gt;Di aver sprecato la tua vita.&lt;br /&gt;Non potrai mai sapere &lt;br /&gt;Le vite che hai toccato,&lt;br /&gt;le porte che hai aperto,&lt;br /&gt;il conforto che hai donato,&lt;br /&gt;una gentilezza fatta sovrapensiero&lt;br /&gt;una parola, un sorriso&lt;br /&gt;possono aver cambiato per sempre una vita.&lt;br /&gt;Il bene non va mai perduto.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;white-space: pre;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Charlotte Gray&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>film</category>
				
				<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 09:11:00 --0100</pubDate>
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			<item>
				<title>Tree of life</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/7/4/Tree-of-life</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ho visto al Cinestar di Lugano un film opprimente come una cappa di nuvole, ma anche ben fatto e fonte di ispirazione: &quot;Tree of life&quot; (l&apos;albero della vita) di Terrence Malick (il regista de &quot;La sottile linea rossa&quot;) con uno strepitoso Sean Penn, una bella ed eterea Jessica Chastain e un maturo Brad Pitt (lontano anni luce dai tempi d&apos;oro di Thelma e Louise!...). Innanzitutto, il film inizia con un fatto di quelli non considerabili dalla mente umana, e questo &amp;egrave; a mio modo di vedere una debolezza del regista, che avrebbe ben potuto prendere spunto per le sue riflessioni su Dio e sull&apos;uomo da un fatto diverso, ma tant&apos;&amp;egrave;...il film inizia con la notizia della morte del figlio diciannovenne di una coppia, e ne ripercorre poi l&apos;infanzia vissuta negli anni Cinquanta, in un idilliaco sud degli States. Inframezzo, immagini del Big bang, dinosauri, riflessioni dalla Bibbia e immagini contrapposte tra grazia e natura. Un film molto maschile, con pi&amp;ugrave; natura che grazia, e senza un&apos;autentica presenza religiosa: Dio non &amp;egrave; mai tanto assente come quando si pretende di parlare di Lui, ho l&apos;impressione a volte... Anche la colonna sonora, che presenta brani della tradizione classica, non parla di Dio, ma piuttosto della Sua assenza, del tentativo disperato dell&apos;umano di dare una risposta alle domande imprescindibili della vita: da dove veniamo? Chi siamo? Qual &amp;egrave; il senso del nostro camminare sulla Terra? Un film che vi consiglio se siete forti, corazzati e inclini a non farvi tirare pugni in pancia dal primo regista che passa (con tutto il rispetto per Malick, che &amp;egrave; sicuramente un grande regista!). Adesso ho una gran voglia di guardare una commedia, per bilanciare...e voi come siete a cinema, quest&apos;estate? claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 09:10:00 --0100</pubDate>
				<guid>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/7/4/Tree-of-life</guid>
				
				
			</item>
			
			<item>
				<title>D&#xfc;&#xfc; testimoni scomud</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/6/22/Dueue-testimoni-scomud</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ho visto ieri sera il film di Billy Wilder &quot;A qualcuno piace caldo&quot; nella traduzione operata dalla compagnia di teatro dialettale della Svizzera italiana TEPSI, che suona cos&amp;igrave;: &quot;D&amp;uuml;&amp;uuml; testimoni scomud&quot;...il risultato &amp;egrave; brillante, elegante e molto divertente. Fa impressione sentire Marilyne Monroe che cinguetta in dialetto con la traduzione di Antoinette Werner, Tony Curtis che parla come Yor Milano e Jack Lemmon doppiato da Carlo Nobile. Bravissimi, davvero! Se vi capita, andate a vederlo: ne vale la pena...cos&amp;igrave; come vale la pena non perdere il contatto con i dialetto, coltivarlo, ascoltarlo, praticarlo: ci parla, ci racconta, racchiude in s&amp;eacute; il nostro passato, le nostre radici...e come tutti gli alberi sanno, le radici sono importantissime!&lt;br /&gt;Per il resto...ragazzi, come sono stanca! Vorrei uscire dalla mia vita e dimenticarmi per qualche tempo di impegni, scadenze, cose da fare. Facciamo cambio di vita? Le vite degli altri sembrano a volte pi&amp;ugrave; leggere e divertenti...ma &amp;egrave; soltanto apparenza, temo: a ognuno poi tocca la propria parte di difficolt&amp;agrave;. E presto arriveranno le vacanze...voi dove andate, o dove state di bello? Un caro saluto, ossa rotte e mente dolorante comprese! claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 17:49:00 --0100</pubDate>
				<guid>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/6/22/Dueue-testimoni-scomud</guid>
				
				
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				<title>Io sono l&apos;amore</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/3/3/Io-sono-lamore</link>
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				&lt;p&gt;Sopravvissuta, e fiera di aver partecipato ad un&apos;ottima e divertente impresa: cucinare i muffin non &amp;egrave; un affare&amp;nbsp;impossibile, e la glassa zuccherina&amp;nbsp;&amp;egrave; venuta di un bel blu oceano che li ha resi belli da guardare prima ancora che buoni da mangiare! E pizzette, praline, torta di cioccolato... era tutto buonissimo, e calorico al punto giusto per adolescenti in crescita e madri infreddolite da questo gelo invernale di ritorno. La giornata si &amp;egrave; conclusa con una bella passeggiata a Rancate con cane e famiglia: cosa chiedere di pi&amp;ugrave; ad una giornata? Ma si, ho voluto esagerare, e &quot;costretto&quot; (bh&amp;egrave;, nessun essere umano &amp;egrave; stato maltrattatato e non sono stati usati mezzi di coercizione violenta!) la parte maschile della famiglia a guardare un film di Luca Guadagnino: &quot;Io sono l&apos;amore&quot;, con una bellissima ambientazione in una villa d&apos;epoca milanese e nella campagna ligure, con degli abiti di Fendi strepitosi indossati da una Tilda Swinton elegantissima. Una storia di amore-passione e morte, dissoluzione dell&apos;io e ricerca dell&apos;assoluto, con l&apos;abbinamento cucina-amore e tutto l&apos;ambaradam dei migliori film angoscianti all&apos;italiana. Naturalmente, ho dormito malissimo, e devo solo dire &quot;mea culpa&quot; e sorbirmi una di quelle giornate da post-nottataccia, ma in fondo sorrido! Vi saluto caramente, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 09:24:00 --0100</pubDate>
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				<title>Robin Hood</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2011/1/29/Robin-Hood</link>
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				&lt;p&gt;Ho visto un film di quelli che piacciono di pi&amp;ugrave; agli uomini, di quelli che quando ci si divide le serate-cinema si contratta con il partner: &quot;uno che piace a me, uno che piace a te...&quot;Ragione e sentimento&quot; per me e &quot;La guerra dei cloni&quot; per te! Questo era l&apos;ultima versione della leggenda di Robin Hood, impersonato dal molto macho Russel Crowe. Mi &amp;egrave; piaciuta Cate Blanchett nella parte di una risoluta Lady Marian, per nulla svenevole: una bella e forte figura femminile. Bellissime le due scene in cui lui le dice: &quot;Chiedetemelo con grazia...&quot;: ecco, la &lt;em&gt;grazia&lt;/em&gt; &amp;egrave; un termine un po&apos; desueto, e un modo di comportarsi che a volte dimentichiamo di avere nelle nostre corde, troppo impegnate a correre in giro per il mondo e a far finta di essere uguali agli uomini. A volte sono loro stessi a chiedercela, o a suggerirla, o ad aspettarsela, e l&apos;effetto che sortisce una richiesta fatta &lt;em&gt;con grazia &lt;/em&gt;&amp;egrave; spesso sorprendente persino per noi stesse. E&apos; l&apos;eterno femminino che si fa vivo attraverso di noi, e a cui &amp;egrave; quasi impossibile opporre resistenza. Provate e mi direte: abbassate gli occhi, chinate leggermente il collo, comportatevi per un attimo con&lt;em&gt; grazia&lt;/em&gt;, come se indossaste una lunga veste medievale, e vi sentiste delle dame in un castello: poi mi direte gli effetti...Buona domenica, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 18:13:00 --0100</pubDate>
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				<title>Sinestesia</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2010/7/20/Sinestesia</link>
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				&lt;p&gt;Sabato sera sono stata a Monte (Castel San Pietro) ad assistere alla proiezione del film del regista ticinese Eric Bernasconi, Sinestesia, e quando ero immersa nella storia...&amp;egrave; arrivato un bel temporale a mandarci tutti di corsa a casa. Cos&amp;igrave;, questa sera andr&amp;ograve; a vederne la fine al cinema al lago a Lugano, e non vedo l&apos;ora di sapere come andr&amp;agrave;: un bel film, girato molto bene, non banale, con dei paesaggi mozzafiato assolutamente locali e riconoscibili, che fanno pensare che davvero non abbiamo nulla da invidiare al resto del mondo! C&apos;&amp;egrave; qualcosa di pi&amp;ugrave; crudele che restare con una storia interrotta a met&amp;agrave;? certo, &amp;egrave; bello immaginare, lasciarsi portare dalla fantasia...ma guardando un film (o leggendo un libro) si diventa in qualche modo schiavi della fantasia dell&apos;autore!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il resto: la piccola campeggiatrice into the wild sta meglio ma &amp;egrave; ancora preda dei morsi della nostalgia, e tom cane soffre il caldo. Io soffro la vita, e me la godo. Non so se sia di pi&amp;ugrave; il piacere o il dolore, e tutto sommato evito di indagare troppo a fondo: non &amp;egrave; stagione per scavi psicologici, ma per voli di insetti (le api sulla lavanda, le mie maestre). Vi abbraccio, claudia&lt;/p&gt; 
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				<category>film</category>
				
				<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:13:00 --0100</pubDate>
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				<title>Cosa voglio di pi&#xf9;</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2010/5/16/cosa-voglio-di-pi</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;Ho visto il film di Silvio Soldini, &quot;Cosa voglio di pi&amp;ugrave;&quot;, e mi &amp;egrave; piaciuto a met&amp;agrave;. Deprimente l&apos;ambientazione, sconsolanti nella loro semplicit&amp;agrave; quasi caricaturale i protagonisti. Se al posto del bel Pierfrancesco Favino ci fosse stato il marito della protagonista, Giuseppe Battiston (la figura pi&amp;ugrave; carismatica del film, a mio modo di vedere) nel ruolo dell&apos;amante, allora il film avrebbe avuto pi&amp;ugrave; spessore: cos&amp;igrave; &amp;egrave; davvero banale, la solita storia di amore-passione-dolore e raccapriccio all&apos;italiana, come se non esistessero modi pi&amp;ugrave; evoluti per amare (l&apos;unico che accede a una dimensione pi&amp;ugrave; alta &amp;egrave;, appunto, il paziente marito della protagonista che sa aggiustare tutto).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il film mostra bene una cosa che forse intendeva passare sotto silenzio: che le cose, tutte le cose della vita, anche la passione, non accadono mai &quot;per caso&quot;, ma ce le andiamo sempre a cercare. Difatti, la protagonista &amp;egrave; ambivalente sulla scelta di fare una famiglia con il proprio compagno, e si ritrova a mandare un sms ammiccante all&apos;uomo del catering (giustappunto, un bel bocconcino!). Da qui, tutto il resto &amp;egrave; semplice legge fisica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molto carina e carinamente abbigliata la protagonista Alba Rohrwacher. Buon inizio della bella stagione, finalmente il vento del nord ha portato via le nuvole! claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>film</category>
				
				<pubDate>Sun, 16 May 2010 15:40:00 --0100</pubDate>
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				<title>Oceani</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2010/5/14/Oceani</link>
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				&lt;p&gt;Ieri siamo stati in due pulmann , con l&apos;assemblea dei genitori, ad un parco di divertimenti in provincia di Bergamo: MinitaliaLeolandia. Cosa volete che vi dica? Questi posti sono tremendi, ecologicamente insostenibili e psicologicamente devastanti, per&amp;ograve; una volta ogni paio d&apos;anni &amp;egrave; divertente andarci, diventa un rito primaverile e una pietra miliare nei ricordi scolastici. Bello condividere una gita con altre famiglie, anche se un pic-nic su un monte sarebbe un&apos;alternativa che prediligerei. Una volta l&amp;agrave;, per&amp;ograve;, &amp;egrave; d&apos;obbligo scatenarsi e&amp;nbsp;lanciarsi in&amp;nbsp;tutto, mettere alla prova la propria produzione di adrenalina e il proprio &quot;coraggio&quot; (anche se il coraggio vero &amp;egrave; un&apos;altra cosa). Vi segnalo questo parco perch&amp;eacute;, a differenza di altri, &amp;egrave; piuttosto a misura d&apos;uomo (e di bambino), non troppo vasto e simpaticamente &quot;scranscio&quot; (l&apos;espressione dialettale rende l&apos;idea!).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un&apos;altra cosa bella di questo bel lungo fine settimana di pioggia (finalmente piove, eh?!), &amp;egrave; stato l&apos;invito di mia figlia Ella, per il mio compleanno, ad andare a vedere il film &quot;Oceani&quot; in 3D: ci siamo state mercoled&amp;igrave; sera, da sole, e all&apos;uscita (senza ombrello e con una pioggia scrosciante) ci siamo sentite due tartarughe marine! Un caro saluto umido e primaverile, claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>film</category>
				
				<pubDate>Fri, 14 May 2010 11:08:00 --0100</pubDate>
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				<title>Il signore degli anelli</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2010/3/22/Il-signore-degli-anelli</link>
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				&lt;p&gt;Abbiamo comprato delle patate alla vendita di Pro specie rara di Stabio e intendevamo piantarle a Cragno, ma arrivati lass&amp;ugrave;...abbiamo trovato la neve! Rimandate le piantagioni, e vista la pioggerellina primaverile, abbiamo optato per un pomeriggio-filmone: abbiamo guardato il secondo film de &quot;Il signore degli anelli&quot; (durata: tre ore e cinquanta minuti). Grandioso, spettacolare, una storia avvincente oltre ogni dire! Siamo entrati in un mondo, ed ora non parliamo che di Gandalf il grigio, di Gollum (personaggio quanto mai inquietante nella sua doppiezza), di Saruman e di Frodo e del suo fedele amico Sam.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;essere umano ha bisogno di storie tanto quanto di cibo e di luce, ed &amp;egrave; bello che ci siano storie tanto appassionanti come questa, che entrano nell&apos;inconscio collettivo e diventano parte di un&apos;epoca. Ricordo ancora quando, ragazza, non mi riuscivo a staccarmi dal librone di Tolkien, parlavo in elfico e vedevo i nani!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E voi...qual &amp;egrave; la storia che vi appassiona in questo periodo? buon inizio di settimana e della primavera, claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>film</category>
				
				<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 08:38:00 --0100</pubDate>
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			<item>
				<title>Avatar</title>
				<link>http://www.cooperazione.ch/blog.cfm/blog/clablog/2010/1/25/Avatar</link>
				<description>
				
				&lt;p&gt;&quot;Io ti vedo&quot;: &amp;egrave; questo il saluto in uso su Pandora, il pianeta sul quale &amp;egrave; ambientato il film di James Cameron, ed &amp;egrave; un bel modo di salutarsi, che potremmo predere a modello...&quot;vedere&quot; una persona nella sua interiorit&amp;agrave;, guardarla davvero, riconoscerla, soffermare la propria attenzione su di lei &amp;egrave; un buon modo per iniziare una conversazione. E&apos; un bel film, anche se un po&apos; troppo ricco di emozioni:il 3D rende la visione talmente realistica che, se si aggiungessero i profumi, saremmo saturi dopo le tre ore di visione. E&apos; un bel film, anche se c&apos;&amp;egrave; un po&apos; troppa guerra e se i temi sono talmente legati alla nostra situazione attuale da rendere il tutto pi&amp;ugrave; vicino ad un documentario che ad un film (non prendetemi per folle: so bene che Pandora non esiste, ma esiste-eccome-lo sfruttamento incontrollato di materie prime sulla nostra terra).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La connessione tra il tutto (di cui, guarda caso, parlavamo proprio nell&apos;ultimo post), il senso di rispetto per ogni forma vivente, il riconoscimento di realt&amp;agrave; diverse da quelle note...&amp;egrave; un film filosofico, ed un film godibile, bello da vedere ed esaltante: pensare di correre con quelle lunghe e forti gambe azzurre, di cavalcare i draghi e di gettarsi in picchiata gi&amp;ugrave; dalle rocce fluttuanti, o di volteggiare tra le liane...wow, wow, wow: eccitante, davvero!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono andata con la figlia di dodici anni, ma sconsiglio la visione a bambini di et&amp;agrave; inferiore: come detto, il tutto &amp;egrave; TROPPO (troppa adrenalina, troppe emozioni, troppi temi forti). Ma voi andateci, non ve ne pentirete! Da Pandora, un saluto caro! claudia&lt;/p&gt; 
				</description>
				
				<category>film</category>
				
				<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 09:32:00 --0100</pubDate>
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