Decespugliatori e affini
Nella bella stagione, un pericolo incombe su di noi. Più che un pericolo paventato, un'autentica piaga, un flagello, una disperazione lieve ma costante e, alla lunga, devastante...Non è possibile trovare un angolo di territorio che non sia martoriato dal rumore assordante di tosaerba, decespugliatori, soffiatori, idropulitrici e chi più ne ha più ne metta! Autentiche diavolerie, nel senso che sono strumenti del demonio pensate per rovinare la vita a chi cerca un po' di tranquillità nel silenzio della propria casa, ma anche nella valle più discosta. A noi va ancora bene: è soltanto il nostro equilibrio psichico a venir messo alla prova dal rumore costante, ma per ricci, insetti, piccoli animaletti vari, le cose sono ben peggiori. Il tutto per avere giardini asettici e gran parte delle volte inutilizzati. Strumenti ben più comodi e, alla lunga, meno faticosi, vengono bellamente ignorati, ritenuti sorpassati...mentre con un falcetto o una ranza sarebbe possibile compiere, con pari fatica e meno assordante rumore, lo stesso lavoro (ma farlo meglio, e senza flebiti, tagli e altri acciacchi...e risparmiando sul costo della palestra).
Inviperita da un giorno particolarmente rumoroso, vi saluto, claudia
La vita dei turisti
Stiamo tentando un esperimento, e l'esperimento risulta di grande successo: stiamo conducendo una settimana da turisti nel nostro Cantone, con la complicità di parenti in visita da portare tra le bellezze della nostra regione. Il risultato dell'esperimento, come prevedevo, è che è folle andarsene proprio in questo periodo dell'anno: gite in battello, bagni nel lago, al fiume Maggia, alla Breggia, musei, laghetti alpini, passeggiate mozzafiato (in ogni senso, viste le temperature di questi giorni!), cenette nei grotti cercando il fresco sotto gli alberi,... potrei continuare e una settimana non basta di certo ad esaurire le proposte, se aggiungiamo anche i concerti serali (a Moon and star a Locarno, come promesso quest'inverno, sono stata!), le città, le chiese,...ce n'è di che inebriarsi, e innamorarsi, e decisere di smetterla una volta per tutte di andare a ingigantire il popolo ottuso dei turisti all'estero.
Ma non bisogna andare negli estremi, e concordo con voi che una gitarella al mare o in un'altra regione possa essere, di tanto in tanto, consentita e piacevolissima! vi saluto boccheggiante per il caldo (ah...torneremo a infagottarci di pullover e a desiderare bevande calde!), claudia
Berna
Grande divertimento, le manifestazioni di piazza. Grande rabbia, di non essere nata quando se ne facevano di più, o in un paese dove abbia senso essere rivoluzionari (svizzeri e rivoluzione vanno d'accordo come burro e ferrovia). Grande malinconia per non avere un tempo infinito. Grande speranza e leggerezza nel cuore vedendo delle giovani donne belle come il sole e solari come donne adulte (una veniva da Rovio, sebbene i suoi percorsi la portino lontano, ed un'altra dalla Grande Mendrisio, pure lei lontana per lavoro). Bello andare in piazza, dovremmo farlo più spesso!
Ho ri-scoperto che non esiste quella parità che davo per scontata, che ancora ci sono posti di lavoro in cui le donne, a parità di lavoro, vengono pagate meno degli uomini (il 20% in meno). Noi indipendenti non ci rendiamo conto della vita dei salariati, a volte: abbiamo già i nostri grattacapi! Io ragiono sempre in termini di "esseri umani", e quando parlo di differenza di genere intendo dire che gli uomini sono esseri diversi e affascinanti, ma tendo a dimenticare che gli uomini che conosco io sono nella stragrande maggioranza esseri splendidi e diversi da altri uomini, prevaricatori, stupratori, denigratori e violenti, e che da qualche parte esistono anche questi uomini pericolosi (ne leggo sui giornali, a volte li incrocio per strada, spostando leggermente la traiettoria dei miei passi).
Dai, troviamoci in piazza, la prossima manifestazione, a patto che il tema ne valga la pena! Buona domenica di sole, claudia
Marciare, ma non da soli
A me piace soprattutto camminare da sola, camminare in senso fisico, come una sorta di meditazione in movimento, e camminare in senso figurato, scegliendo la mia strada e imboccando sentieri dei quali sento il richiamo. Ma per una volta ho deciso di partecipare ad una marcia (ci andrò con una figlia, con il pulmann, con spirito un po' sesantottino). Infatti,nel 2010 si tiene in tutto il mondo la Terza marcia mondiale delle donne. Le donne di tutte il mondo si mobiliteranno per rivendicare la parità salariale, il diritto alla sicurezza sociale, la possibilità di conciliare lavoro e famiglia, il rispetto del proprio corpo e altre importanti rivendicazioni comuni a tutte le donne del pianeta. L'Unione Sindacale Svizzera in collaborazione con la Marcia mondiale delle donne ha organizzato, con il sostegno di numerose altre organizzazioni, una manifestazione che si terrà a Berna il 13 marzo alle 13.30.
La mia generazione, un po' egoista e spaventata, non è molto abituata alle manifestazioni di piazza: siamo cresciuti cercando di dare il meno fatidio possibile e cercando di adattarci alla società più che sperando di cambiarla. Siamo i figli di grandi disillusioni, tendenzialmente conformisti e uniformati. Ma forse anche noi possiamo aiutare un po', dare il nostro piccolo contributo imparando ad uscire dalle nostre case per costruire un mondo migliore. Ci vediamo a Berna (anche gli uomini sono benvenuti, ovviamente)?! un caro saluto, claudia
Non aprire quel giornale
Dopo una settimana, torno a sfogliare un quotidiano, e mi assale una vecchia e ben conosciuta angoscia. Per dire, il sesto morto sulle strade da inizio anno...Nelle epoche passate, era uso cercare dei "segni" nei fatti che capitavano, o persino nel volo degli uccelli (gli "auspici" lo sapevano interpretare): senza andare tanto lontano nell'interpretazione, viene da mettersi le mani nei capelli, o di prendere a calci le automobili (io l'ho fatto, metaforicamente, con quelle che mi passavano accanto sulla neve, lanciando sguardi di brace agli automobilisti che sfioravano pericolosamente la mia famiglia, cane compreso). Viene voglia di disfare il mondo e ricominciare tutto da capo, prendere una pagina bianca e pensare ad un modo di vivere insieme totalmente diverso, più vicino alla biologia che alla fisica. Più vicino allo spirito che al corpo (come sono brutte le donne considerate belle, e gli uomini tutti lindi e pinti delle pubblicità). Più vicino all'essere che all'avere.
Non possiamo farlo? certo che possiamo, se iniziamo oggi stesso a fare un piccolo passo in un'altra direzione, tutti noi. E' iniziata la quaresima, potremmo proporci come "fioretto" di fare ogni giorno qualcosa per migliorare il mondo. Un'azione soltanto è sufficente per ingenerare la voglia di imitazione, la catena virtuosa degli eventi...proviamoci, e teniamo un diario con i nostri "fioretti", dai! Virtuosamente, vi saluto, claudia








