La ianara
Ho letto il primo libro di Licia Giaquinto pubblicato da Adelphi (2010) sulla vicenda di Adelina, ianara come sua madre e sua nonna sui monti dell'Irpinia: al pari loro, sarà in grado di passare ogni porta, anche quella che separa la vita dalla morte. Una vicenda di sangue e dannazione, di conti depravati e di terribili signore di palazzo, di vita del popolo distinta da quella dei nobilotti di campagna. Una vicenda lontana, che non è riuscita a coinvolgermi fino in fondo pur apprezzando il genere. Bella la fiaba tradizionale sull'uomo che partì in cerca della felicità e che finisce con la morte di un pescecane, che per fortuna come tutti i pescecani non ha l'anima: la trovate a pagina quarantasette. Ma sarà vero che i pescecani non hanno un'anima? E che gli altri animali sì? E la nostra, di anima, come la trattiamo?...
Oggi ho cucinato uno spezzatino con le carote e i funghi gallinacci delizioso, con cicoria e millefoglie per dessert; la casa è pulita e ordinata; le bambine lavate e spazzolate: sto tentando di controllare la situazione, di prendere per le redini il nuovo anno scolastico e di addomesticarlo perchè faccia meno paura. E voi state adempiendo ai riti di passaggio verso l'autunno? un saluto tra il pacato e il sereno, claudia
La dea della guerra
Ho provato a leggere un libro postumo di Marion Zimmer Bradley, "La dea della guerra". L'ho fatto in omaggio alla mia adolescenza passata tra le nebbie di Avalon e una recente riscoperta del mondo del Signore degli anelli...ma, ahimè, il fantasy non riesce più a prendermi: resto a terra e il mio spirito rifiuta di farsi trasportare nella fredda Bretagna tra i segreti dei druidi e le lotte tra arcani signori e bellissime e potenti dame. Sarà che sono nel qui e ora, immersa tra le lotte attualissime e terre à terre del nostro mondo, che tutto sommato hanno delle analogie con le lotte antiche perché, alla fin fine, tutte le guerre si somigliano, ma resto freddina come l'aria delle brughiere bretoni.
Peccato: avrei ancora volato volentieri, ma ogni età ha le proprie letture, e magari ci riproverò tra qualche hanno, quando mi avvicinerò di più all'adolescenza, chiudendo il mio ciclo di vita.
Dalla moderna Avalon, Mendrisio, vi saluto in elfico (mixando i generi), claudia
La tigre bianca
Un libro difficile da definire, diverso da tutti, "La tigre bianca" (Einaudi, 2008) del giovane indiano Aravind Adiga. Un viaggio dietro le quinte di un'India moderna e scintillante, un inquietante racconto iniziatico di un ragazzo delle province oscure (le Tenebre) che in un tortuoso e a tratti esilarante percorso arriva a diventare imprenditore nella frenetica Bangalore. La lettura è una divisione del genere umano tra ricchi e poveri: ognuna delle due categorie fa in modo che l'altra sia tagliata fuori dai propri peculiari segreti, e ognuno resta nella propria ingenua visione del mondo. Bella la scena in cui l'autore, a servizio come autista presso il ricco Mr Ashok, lo accompagna a mangiare come si nutrono i poveri, siccome vuole riscoprire le proprie radici indiane dopo lunghi anni a New York, ma ordina in quantità "adatte ad un ricco".Davvero conta così tanto la quantità di denaro che ognuno di noi possiede? Davvero la visione del mondo è distante anni luce per ricchi e poveri?Alla fine, vista così, l'umanità appare ben misera cosa, e tutti quanti dei poveracci che si dannano per il dio denaro. Ma noi non siamo in India, e la nostra visione del mondo puo' essere differente. Augurandocelo di cuore, vi consiglio questa lettura, claudia
un posto perfetto
Ah, la famiglia...ogni famiglia è disfunzionale a modo suo, ed è sempre interessante entrare in un nucleo famigliare e vederne le peculiarità. Questa è la sensazione leggendo l'ultimo libro di Penelope Lively, "Un posto perfetto" (Guada, 2010). Racconta la storia di una famiglia con sei figli e un'enigmatica ragazza alla pari che resterà per sempre a vivere con i due genitori, in una sorta di celato ménage à trois. Il racconto si snoda come un patchwork tra i racconti dei vari figli, ormai cresciuti, e i loro ricordi della loro infanzia . Sullo sfondo, la casa dei ricordi, una grande villa edoardiana nella provincia inglese, una magnifica dimora un poco trascurata che si è nutrita delle nascite e degli avvenimenti di cui ha custodito la memoria e il segreto. Interessante la ricostruzione, e il riflettere su come ognuno conservi una propria memoria, differente per ciascun membro, di ciò che successe un tempo, e su come sia diversa l'elaborazione e ciò che ognuno decide di fare con il proprio ingombrante passato.
I ricordi vanno condivisi per poter essere compresi...Vi saluto immersa nei miei, e vi lascio ad immergervi nei vostri, claudia
Martini
Uno scrittore del quale non mi lascio sfuggire la produzione è Pietro Grossi, che recentemente ha pubblicato per Sellerio il racconto lungo "Martini": un racconto maschile, meno entusiasmante di "Pugni" e de "L'acchito", ma ciò non toglie la mia stima per l'autore fiorentino. Ho stima per molte persone alle quali penso dalla beata solitudine della nostra villeggiatura montana, avvoltolata nelle coperte a contemplare le nubi della sera come in un sanatorio per tisici d'antan. Ho lasciato tutte le preoccupazioni, ricordo vagamente chi io sia nella vita civile e mi perdo nei boschi, più di muschio e di aghi di pino che di carne, ma ugualmente mi giungono echi della vita del piano. Un altro amico che lascia la famiglia per una passione improvvisa, un'altra vittima delle emozioni e della società monogamica. Grande rispetto per i suoi turbamenti, ognuno di noi cerca di fare il meglio che può, e a volte quel meglio appare ben misera cosa agli occhi del mondo. Gioco a giochi di montagna, cammino, mi bagno nelle fredde acque del lago e mi nutro di mirtilli e di libri. Non voglio tornare al piano, non ricordo più come ci si muove in una città, le bambine si sono inselvatichite e così sono bellissime, rilassate e forti. Non voglio tornare a indossare tacchi alti e sorrisi non del tutto sinceri. Io me ne resto qui fino a che posso, a ricordare i miei ricordi e ad esprimere desideri alle stelle cadenti. Arrivederci, claudia








