La stanza di Claudia

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1 febbraio 2012

La vita come un romanzo russo

Categorie correlate: libri

Come promesso, sto leggendo i libri di Emmanuel Carrère dopo la bella scoperta di "Vite che non sono la mia". Graffiano, i libri di questo scrittore: vita autentica, spremuta goccia a goccia, che si fa esperienza universale, come succede con l'autentica letteratura. Questo testo, edito nel 2009 da Einaudi, svela il seguito di quanto avvenuto con la pubblicazione di un racconto erotico su Le Monde, dedicato alla donna che amava di un amore tormentato, all'epoca, e per il quale la pubblicazione di questo racconto ("Facciamo un gioco", edito da Einaudi nel 2004) segna una catastrofe. Vita e letteratura non vanno d'accordo, come scriveva Colette: "Non è possibile scrivere un romanzo d'amore mentre si sta facendo l'amore". E tutti coloro che l'autore ama fanno le spese del suo riversamento in parole di ciò che lo muove, delle loro tragedie personali rese pubbliche e universali. Ma tutti, anche se dolorosamente, ne vengono in qualche modo salvati, a cominciare dalla madre, che non voleva affrontare per tutta la vita il fantasma di suo padre, morto suicida, secondo il motto never explain, never complain (non dare spiegazioni, non lamentarsi). Ma la verità rende liberi, anche se fa atrocemente male, e anche se essere liberi non significa non soffrire. Spero che voi stiate bene: una persona su tre che sento, soffre un po' di influenza, mal di schiena, acciacchi vari...e l'onda di gelo è appena iniziata! Rallegriamocene: finalmente, l'inverno. Stanno morendo larve d'insetti nefasti per l'agricoltura, e forse anche noi ci stiamo rigenerando, morendo un poco, o meglio lasciando morire parti consunte di noi. Vi abbraccio e vado nella neve, claudia

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Inserito alle 15:55 | Commenti (1) | Stampa

18 gennaio 2012

Incanto

Categorie correlate: libri

Ci sono sfide difficili, e sono in genere quelle che vale la pena intraprendere. A volte, si fallisce, ma ci sono fallimenti che hanno in sé una bellezza e una dignità, forse migliori di vittorie troppo facili. Penso a questo e ad altro chiudendo il romanzo di Pietro Grossi (Einaudi, 2011), dal titolo "Incanto" ,il primo dopo tre bellissimi libri di racconti e romanzi brevi (Pugni, L'acchito e Martini). Ecco, la prosa efficace, evocativa, potente dei racconti, qui si annacqua, e la struttura del romanzo traballa, a volte scade nel banale. Eppure, Grossi è uno scrittore da tenere d'occhio, da non perdere di vista. Pazienza se questo non è un grande romanzo: ne scriverà altri, e saprà trovare il modo per rendere la sua voce efficacemente anche su narrazioni di grande respiro. E', questo, un romanzo di formazione, che segue le vicende di tre amici dall'adolescenza lungo i tortuosi percorsi della giovinezza, del senso di onnipotenza e della disillusione che rappresenta un momento necessario di passaggio ad una consapevolezza matura sulle cose della vita. La voce narrante è uno dei protagonisti, Jacopo Ferri, che diventerà un brillante fisico che studia le leggi dell'universo, credendo per un certo periodo di poterlo controllare. La fisica, l'astronomia, la bellezza delle scienze esatte...e l'oscurità insondabile dell'essere umano, che a tratti affiora e confonde le carte delle nostre certezze. Vi lascio una poesia di Antonia Pozzi, scritta nel 1934 e da me trovata nel catalogo della mostra attualmente al museo d'arte di Mendrisio di Simonetta Martini:


...e forse ci sono più stelle
E segreti e insondabili vie
Tra noi, nel silenzio,
che in tutto il cielo disteso
al di là della nebbia.

Inserito alle 11:11 | Commenti (3) | Stampa

14 gennaio 2012

Vite che non sono la mia

Categorie correlate: libri

Ho scoperto un autore che non conoscevo, e di cui ora leggerò tutti i libri: Emmanuel Carrère. Molto dubbiosa per via della trama, ho letto il suo ultimo romanzo (autobiografico) edito da Einaudi l'anno passato: "Vite che non sono la mia". Racconta di due morti orribili, forse le più insopportabile da immaginare: quella di una bambina di quattro anni travolta dallo tsunami mentre si trova in vacanza con i genitori in un villaggio dello Sri Lanka in cui era presente anche l'autore, e quella della sorella della propria moglie, avvenuta pochi mesi più tardi, in Francia, a causa di un tumore che l'ha tolta alle sue tre bambine (la più grande di sette anni) a soli trentatré anni, nel pieno di una brillante carriera come magistrato. Da queste due morti, Carrère riesce a trarre motivo di stupore, di riflessioni, persino di uno sguardo autentico, con punte di umorismo, e appassionato, ma non banale. Non amo i libri sulle tragedie, mi tengo alla larga dai gialli e dalle morti che non sono la mia, dalle storie lacrimevoli e questa, credetemi, non lo è!
Ha trasformato il mondo in letteratura, e questa è la più grande medicina che io conosca: ve ne passo la ricetta!Buon fine settimana a caccia di primule, aspettando una pioggia ancora lontana, claudia

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Inserito alle 09:35 | Commenti (1) | Stampa

7 gennaio 2012

In porta c'ero io!

Categorie correlate: libri

Divertente, proprio tanto, il libro di Pedro Lenz con questo titolo (Capelli editore, 2011), una sorta di trascrizione dai dialoghi interiori del protagonista, che scaturisce dalla tradizione narrativa orale di Pedro Lenz, scrittore svizzero nato nel 1965, e scritto originariamente in svizzero tedesco. Racconta di Gol, simpatico protagonista appena uscito di prigione per vicende di droga, un instancabile e furba, ma in fondo tremendamente ingenua canaglia con cui è difficile non simpatizzare. La vita è più interessante vista da prospettive differenti, attraverso gli occhi di personaggi marginali, non canonici, ma autentici, più reali della realtà. Ve lo consiglio, si legge con vero piacere anche nella traduzione italiana!
E sono tornata ora dalla montagna con Gol e altri personaggi nella borsa, con molte ore di lettura, alcuni incontri e ricordi belli (cara Lucia, sono davvero un'eremita un po' scontrosa, non è che mi scaldi con tutti!) e una bufera di neve spaventosa. Ho camminato con un vento che soffiava a centoventi chilometri orari tra la neve, e lo sport di questi giorni è stato: "cerca di sopravvivere al passaggio forsennato delle cale da neve"! Sopravvissuta, rinvigorita, e pronta per disfare il ramo sacro di Natale, siccome la befana è arrivata e tutte le Feste ha portato via con la sua scopa, lasciandoci scintille e bagliori di luci. Buon rientro a voi, prepariamo le cartelle e i pensieri per la scuola e il lavoro, claudia

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Inserito alle 22:05 | Commenti (0) | Stampa

1 gennaio 2012

1Q84

Categorie correlate: libri

Sono qui ma non sono qui...nel senso che sono di passaggio a casa per prendere la piccola Anna che è stata cinque giorni ad Airolo a scuola di sci (mi è mancata!) ma domani torniamo tra le nevi di San Bernardino (tom cane è al settimo cielo!), in un mondo completamente diverso. E non sono propriamente qui perché sto leggendo l'ultimo libro di Murakami Haruki, 1Q84 (Einaudi, 2011), che parla di una realtà parallela (al 1984), di una stana forza chiamata Little People, dell'amore che tutto muove e di tanto altro ancora (in oltre settecento pagine)...Per gli appassionati di Murakami, materiale esplosivo, aldilà di ogni definizione! Un mondo ossessivo, onirico e malinconico che contiene universi di suggestioni...Non so neppure se consigliarvelo, ma sappiate che scendo su questo universo che data ora 2012 (a proposito: auguri a voi, che sia splendido, sostenibile e sorridente) solo a tratti, per una passeggiata o una sciata, tra un gioco da tavola e un veloce spuntino...per il resto, mi rintano sul letto a soppalco, sotto il piumone, e rispondo a monosillabi mentre esploro mondi paralleli! Questa, ragazzi, è vita! Un abbraccio, felice perché è tornata la mia sciatrice Annina! claudia

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