Emmaus
Come si permette Alessandro Baricco di scrivere così?! Ho letto "Emmaus" (Feltrinelli, 2009), e non ho potuto staccarmene fino all'ultima pagina. Apparentemente, è un romanzo di formazione, e un romanzo che racconta di una gioventù cattolica integralista, nuda e pura come possono esserlo le esperienze religiose giovanili. Racconta del furor sacro dei giorni trascorsi a fare volontariato negli ospedali, delle ascese montane per sentirsi più vicini a Dio, del peccato e del tormento. Apparentemente. Ma ho il sospetto che ci sia molto di più, ed ora devo lasciar sedimentare la lettura per rendermi conto di cos'altro ci sia. Se decidete di leggerlo (decidetelo, ne vale la pena!), fatemi sapere cosa ci avete trovato voi, e perché non siete riusciti a staccarvene fino a pagina centotrentanove (accadrà così, non serve essere una maga per predirlo!).
Oggi ho portato la piccola alla Resega a vedere lo spettacolo "Winx on ice" ed ora mi aggiro per la casa cantando a squarciagola "siamo-noi-le-Winx-fonte d'energia-con la magia...". Il che fa a pugni con Baricco, ma la vita è fatta di mix insospettabili...e le Winx sono forti! Buon fine di febbraio, godiamoci le giornate che si allungano! claudia
p.s. in foto, una portata del pranzo natalizio!
Fun home
La figlia grande legge volentieri anche i fumetti, genere con cui io faccio un po' fatica (non ne ho esperienza, mi annoiano e mi stancano, penso per un fatto di mancata cultura fumettistica e, forse, di difficoltà ad abbinare immagini e scritto, essendo abituata a formarmi le mie personali immagini interne a partire dalla parola scritta). Topolino, Peanuts, Asterix, Mafalda, Calvin and Hobbes, Rat man...Per Martin Mystère e compagnia bella è ancora un po' presto, così ho cercato in biblioteca qualcosa di diverso per variare un po', ma ho preferito leggerlo io per prima per vedere se fosse adatto alla sua età. Ho così fatto una scoperta: un fumetto puo' essere anche interessante e piacevole, persino toccante, autentico. Quello che ho letto è una grafic novel che è stata premiata come miglior libro nel 2006 dal Times: si tratta di "Fun home" (che sta per funeral home, l'impresa di pompe funebri della famiglia dell'autrice) di Allison Bechdel (Rizzoli, 2007), artista di culto del fumetto underground.
Per una dodicenne, la lettura non è adatta, perché troppo forte, tratta temi difficili come il suicidio del padre e la scoperta dell'omosessualità di una ragazza, incrociata a quella del padre, di un'adolescenza al rifugio di rituali ossessivo-compulsivi per sfuggire ad una famiglia artistica quanto autistica. A lei non lo passerò, ma a voi adulti sì: buona lettura! claudia
Il silenzio
Dai, facciamo armi e bagagli e trasferiamoci in Finlandia: deve essere un paese bellissimo, pieno di laghi, di natura e di persone strane!
Ho letto un giallo, anche se persiste da parte mia il proposito di non leggerne mai più (il fatto è che ho preso il libro suggestionata dalla foto di un bellissimo faggio sulla neve che capeggiava in copertina). Si tratta de "Il silenzio" del giovane autore Jan Costin Wagner (Einaudi, 2008). Racconta di una ragazza che non torna a casa, la sua bici trovata accanto alla croce dove trentatre anni prima, nel 1974, era stata uccisa una ragazza e delle indagini dello sconquassato detective Kimmo Joentaa. Quando ho scoperto quale fosse la trama, ho pensato di lasciar perdere, ma poi la lettura mi ha catturata, e questo è un buon segno. O forse no?!
Per capire lo Zeitgeist, ieri ho anche tentato di guardare una nota serie criminale, ma dopo dieci minuti ho spento e mi sono fatta una lunga dormita molto fuori tempo!
Buon mese di febbraio, claudia
Quella che chiamano la vita
Ho letto il libro con questo titolo della germanica Elke Schmitter (Ponte alle grazie, 2001), un esordio che a suo tempo aveva entusiasmato critica e lettori. Cosa fa sì che afferriamo un libro dallo scaffale piuttosto di un altro? a volte dettagli: la copertina, il nome dell'autore, un riferimento ad altro. Non me ne sono pentita: il romanzo si legge tutto d'un fiato, narra la vicenda di una donna che cerca l'amore assoluto, che vive una vita che non sente propria e che finisce per uccidere un uomo urtandolo con l'auto, ma fino all'ultimo non capiamo se si tratti del primo amore di gioventù, dell'amante che l'ha abbandonata invece di partire per una nuova vita insieme a lei o di un oscuro individuo che sta plagiando sua figlia.
A volte la tragedia se ne sta al calduccio nelle pieghe di una vita agiata e tranquilla, e solo ripercorrendo il filo della narrazione si arriva a vedere come la vita di ogni giorno, apparentemente banale, sia arrivata a nutrire un antico dolore fino a farlo esplodere come un bubbone devastatore. Tutto è sempre collegato, e non esiste nulla che accade "per caso", anche se la magia del collegamento tra il tutto, quell'alchimia che tiene unito l'universo e lo fa andare avanti è soltanto ipotizzabile per noi poveri, miseri e meschini esseri umani (ma quando siamo innamorati, lo intuiamo...e si puo essere innamorati anche di cose differenti da una singola persona fisica...). Ho avuto una settimana davvero densa, e vi saluto augurandovi una buona fine settimana, claudia
Il crepuscolo degli dei della steppa
Troppo facile fare i biscotti natalizi in dicembre: io li ho fatti oggi dopo pranzo con le bambine, prima che tornassero a scuola...la neve e il freddo mi hanno fatto venir voglia di un altro po' di atmosfera festiva fuori tempo! Ed ho anche terminato un libro ambientato in luoghi freddi...
"Meglio non avere una mitologia come questa: è una mitologia di steppa e polvere." E' la mitologia di Ismail Kadaré, scrittore nato nel 1936 a Agirocastro in Albania, che dal 1990 vive in Francia come rifugiato politico. In questo romanzo, "Il crepuscolo degli dei della steppa" (Fandango 2009, ma pubblicato in Francia nel 1981), racconta di un periodo in cui ha vissuto all'Istituto Gorki, una casa per intellettuali nella tarda Unione Sovietica, ai tempi in cui Boris Pasternack vince il premio Nobel con Il dottor Zivago, romanzo inviso al regime e proibito in patria... L'autore rivivrà sulla propria pelle la leggenda di Costantino, prediletto di dodici fratelli, che esce dalla tomba per tener fede alla parola data e riportare la sorella Doruntina al paese natio per un giuramento fatto alla madre, onorando così la bessa, la parola data che in Albania è considerata sacra, capace di aprire le porte tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Che scrittore, questo Kadaré! Visionario, evocativo, sa di steppa e polvere; e di soggetti che aiutano ad allargare la visione. Che mondo ampio, quello dei popoli caucasici...persino più vasto delle nostre montagne! Un caro saluto, claudia








