Fiaba d'Amore
Sentire di poesia riempie e consola, leggere poesie al mattino, in quello stato onirico tra la veglia e il sonno, concedendosi di non svegliarsi immediatamente è un buon modo per equilibrare il peso del proprio furgone prima della partenza nel giorno. E', questa, un'immagine dipinta da Flavio Stroppini nella presentazione del libro di poesie "Fiaba d'Amore" di Liliana Bonafede (ed. Weiss, Mendrisio, 2011). Una bella immagine, che rende l'idea...per questo, vi trascrivo qui una poesia tratta dalla raccolta (dedicata alla madre scomparsa tre anni fa), un buon viatico per questa domenica mattina:
Com'è
Che il cuore
Straripa
Al mattino
Quando mi levo
Stanca
Di notti uguali
Ed il caffè
Si porta via
Il velo
Del sonno
Non certo
Il peso
Del giorno

Nina per caso
...Ed è ambientato in Francia il piccolo libro della Sellerio di Michèle Lesbre (vi avevo parlato de Il canapè rosso), "Nina per caso". Un piccolo romanzo di una figlia giovinetta, apprendista parrucchiera, che racconta di sua madre, dei suoi amori, del suo modo di affrontare la vita. Gli occhi della giovane cercano di carpire il segreto della maturità, ma non ci riescono che a tratti. Un libricino in alcuni passaggi commovente, delicato e anche duro. Quante storie ci sono al mondo! A prestarvi orecchio, c'è da impallidire e avvampare. A volte ci ostiniamo a guardare il nostro ombelico, a credere grandi i nostri dolori e le nostre gioie, mentre miliardi di altre persone stanno vivendo il loro momento sulla terra, con le loro tragedie e le loro piccole, trascurabili ed essenziali felicità. Questo pensiero è una consolazione, e anche uno spavento...Ancora a proposito di Parigi: come bisogna diventare duri e impermeabili alle sensazioni, per poter vivere in una metropoli! I poveri per la strada, le mille vicende che si intrecciano troppo strettamente (Parigi ha gli stessi abitanti della Svizzera, pensate che cifre!) e si ignorano per poter convivere...Sento la pioggia sul tetto, guardo la betulla che accarezza l'aria con le poche foglie gialle rimaste, e sono grata di essere qui, al sicuro (esiste un luogo dove si è al sicuro? Probabilmente no, ma almeno un po' più al sicuro che altrove). Buon inizio di settimana, che sia calma e danzante malgrado gli impegni e le corse, claudia

Un eremo non è un guscio di lumaca
Sto leggendo il libro della teologa, eremita e scrittrice Adriana Zarri (1919-2010) "Un eremo non è un guscio di lumaca" (Einaudi, 2011) che racconta della sua esperienza di eremitaggio di preghiera in un casolare isolato del Piemonte, il Molinasso. Una scelta coraggiosa, individuale, controcorrente. Molto personale, insomma. Leggere queste pagine è un balsamo per un'anima presa dalle cose del mondo. Un'esperienza di silenzio e di vita appartata dal mondo che non è isolamento o chiusura, ma apertura al mondo autentica e profonda. Un eremo impastato di vita, dove lei pregava lavorando a maglia e curando le rose e i conigli, in una povertà essenziale e luminosa. Un'esperienza sua propria, non trasferibile ad altre persone, perché unica e individuale, ma di grande ispirazione per chi legge le sue pagine. Una donna difficile, doveva essere, questa Adriana. Ma anche una donna saggia, e di una delicatezza austera e forte.
Mentre ovunque in Svizzera piove, qui è tornata l'estate, oggi ho annusato una serenella in fiore, sbocciata tardivamente con l'inganno delle temperature alte fuori stagione. Come la vivranno gli animali? Cosa pensano i camosci e gli scoiattoli? Vi saluto accaldata e desiderosa di silenzio e pace, claudia

Il ponte della luna
Come tutti, sono piena di pregiudizi. Mi formo un'idea del mondo, e metto le cose e le persone in compartimenti stagni, come tanti vasetti di marmellata con un'etichetta ben leggibile di cosa posso attendermi da loro. Cioè, in teoria cerco di non farlo, ma poi cado nelle semplificazioni, come tutti, perché il mondo è complicato e in qualche modo dobbiamo facilitarci la navigazione. Così, se parlo con una persona di un certo ceto sociale, di una determinata cerchia, o partito, o professione, do' per scontate delle informazioni: è un pessimo modo di agire, in realtà irrazionale, ma, come detto, molto umano. Una categoria verso la quale nutro dei preconcetti saldissimi riguarda le persone che lavorano nelle banche. L'economia è interessante, una chiave di lettura sul mondo, ma le banche godono della mia irrazionale e inveterata antipatia! La qual cosa è sciocca e infantile, ma non è che si possa essere sempre e solo maturi e razionali! Così, mi sorprendo e mi rallegro quando costato che dietro un direttore di banca ci sia una persona, un'anima sensibile e attenta. E' il caso di Fabio Caminada, di cui ho appena letto "Il ponte della luna" (Capelli editore, 2011) e "Il confine del destino, Edizioni Ulivo, 2008). Quando cadono gli stereotipi, inizia la realtà...
E la realtà, purtroppo, è anche tom cane che marca male, non mangia e si muove a fatica: la vecchiaia incalza, e il mio animo è un cielo plumbeo. Buona fine settimana a voi, claudia

L'isola di Sukkwann
Io ve lo segnalo, perché non posso farne a meno: è un libro fortissimo, sconvolgente, con un respiro magistrale, ampio e claustrofobico al contempo. Una vicenda terrificante: un padre in crisi esistenziale decide di trascorrere un anno intero in un'isola sperduta e selvaggia dell'Alaska con il figlio tredicenne. Arrivano in estate a bordo di un aereo che li abbandona in una capanna isolata, all'inizio idilliaca: il mare, la pesca, la natura incontaminata. Poi, pian piano, i fantasmi psichici e la natura selvaggia trasformeranno la situazione in un incubo. E quando scrivo "incubo", non sto esagerando: ho trascorso la notte senza riuscire a staccarmi dall'Alaska, e sono ancora gelata fin nelle ossa, perché quello che questo libro fa vivere è un'autentica discesa agli inferi, senza possibilità di salvezza. Vorrei dirvi come termina, ma solo il pensarlo mi agghiaccia, e poi non vorrei "rovinarvi" la lettura. Però vi ho avvertiti: se vi sentite fragili nell'animo, evitate accuratamente la lettura de "L'isola di Sukkwan" di David Vann (Bompiani, 2011), una lettura per donne e uomini forti! Vado a scaldarmi all'ultimo giorno d'estate: da domani si inizia a danzare nell'inverno, non sarà l'Alaska ma farà freddo anche qui...prepariamo i maglioni! claudia









