Romantica
L'abbiamo già detto: ci sono momenti della vita in cui tutto quello di cui si ha bisogno è una pausa di lettura, un immergersi in un'altra storia per alleviare i dolori, la solitudine e le varie sofferenze della propria. Amare la lettura significa avere la possibilità di vivere molte vite e di non fermarsi a una. Questo è un libro che va giù come un bicchiere d'acqua (un po' tossica): "Romantica" ( edizioni e/o, 2004) di Barbara Gowdy, autrice canadese apprezzata da Alice Munro e Joyce Carol Oates. E' la storia di una ragazza abbandonata dalla madre quando ha nove anni (che se ne va lasciando un biglietto con scritto soltanto "Louise sa come funziona la lavatrice"). Louise trasferisce il suo affetto su un'altra madre, e in seguito sul di lei figlio, il bello e tormentato Abel. Lo rincorrerà per tutta la vita, a fasi alterne, fino alla morte di lui per alcolismo. Un romanzo che ricorda vagamente "La solitudine dei numeri primi" per le varianti dell'amore quando fa fatica a ritrovarsi.
Ieri compleanno per i dieci anni, con casa piena di bambini, gita al fiume sotto casa con le sue meraviglie e giochi di squadra: mangiare la tavoletta di cioccolata impacchettata con forchetta e coltello; la mela appesa ad un filo; la mela nella tinozza d'acqua,... Come sono divertenti e rumorosi i bambini, a dieci anni! un caro saluto, claudia
L'umiliazione
Philip Roth attraversa una fase di intensa creatività, e tutti noi dietro a leggerlo (a ragione). Così ho letto l'ultimo (Einaudi,2009), "L'umiliazione": la storia di Simon Axler, un grande attore di teatro che si ritrova, in età matura, ad aver perso la capacità di recitare. La magia è finita, e lui crede di ritrovarla in un amore con una donna molto più giovane di lui. Ma questo tentativo fallirà, portandolo alla sua ultima e privatissima rappresentazione: il suicidio. Una metafora sulla vita, una narrazione scabra e spedita, da leggere tutta d'un fiato. Dire "bello" sarebbe crudele. Dire "autentico" sarebbe impreciso. Io non l'ho trovato né bello, né autentico, però vi consiglio ugualmente di leggerlo: perché fa riflettere sulla vita e sulla morte e perché, anche se possiamo arrivare a sensazioni e riflessioni molto lontane da quelle dell'autore, vale la pena farsi portare dalla sua potente capacità di scrittura.
E oggi, tutti fuori all'aria aperta: io ho appena terminato di decapitare il kiwi, e adesso nel giardino entra molta più luce (api e kiwi arrabbiati con me, ma se ne faranno una ragione!). Se siamo fortunati, avremo anche un bel temporale stasera o domani! buona fine di settimana, claudia
L'odore afrodisiaco del cloro
Ho letto un libro di racconti di una giovane (1973) autrice di San Francisco molto talentuosa, Judy Budnitz: "L'odore afrodisiaco del cloro" (Alet Edizioni, Padova, 2009). Sono racconti che partono da situazioni apparentemente banali, e poi prendono una piega surreale, seppure realistica...mi rendo conto di non riuscire a rendere l'idea, e allora vi scriverò una frase di uno dei racconti: "Non c'è niente di più triste di un guardiano di elefanti senza il suo elefante"...che, a pensarci, ricorda la poetica de "Il piccolo principe" (libro che non ho mai apprezzato, peraltro). Ho anche delle difficoltà nella lettura dei racconti: preferisco i romanzi, con un respiro più ampio, la possibilità di entrare in un mondo con molto tempo a disposizione...difatti, è molto più difficile scrivere un buon racconto che un buon romanzo, e ne ricordo pochi che davvero mi hanno segnata (I Dubliners; James;...). Insomma: racconti carini, che dimenticherò dopodomani ma che oggi mi hanno divertita. E voi, siete sotto un albero a leggere o contemplare la bellezza o fate cose molto meno importanti?! claudia
Suttree
Eccomi qua a leggere un libro "da uomini", dopo essermi entusismata, inquietata, tormentata con "La strada", ho tra le mai "Suttree" di Cormac McCarty (Einaudi, 2009), un libro che ha fatto sputare sangue alla sua traduttrice in lingua italiana (sentita oggi su Rete 2 mentre bevevo il caffè).
Negli anni cinquanta, Suttre pesca pesci gatto sul fiume Tennesse, e lì impara ciò che il fiume insegna: che il colore di questa vita è acqua, e che perciò solo le forme più primitive sopravvivono, fino a comprendere, novello Ulisse americano, una verità eterna: che di Suttree ce n'è uno e uno soltanto. Un libro difficile, impegnativo, ma potente, una realtà lontana dalla nostra ma in qualche modo universale, e questa consapevolezza, che ogni vita è unica, e che sta a noi farne il meglio possibile, in quella manciata di anni che ci è concessa. Intanto, fuori piove: finalmente (ironico!), tutto si inverdisce, e appena arriva il sole (come ieri alla processione della Madonna del rosario, portata per le vie del paese in pompa magna dopo venticinque anni), è estate, e siamo felici, e pieni di energia, ancora. Buon inizio settimana, claudia
Porco tedesco
Il titolo di questo libro non è accattivante, ma la foto di copertina molto (una madre con un bambino, entrambi in costume bianco, di spalle, in riva al mare). E' una storia autobiografica di una particolare forma di razzismo subita dall'autore, Knud Romer (nato nel 1960): l'origine germanica di sua madre, l'orgogliosa e bellissima Hildegard, è causa di emarginazione e di caccia al capro espiatorio da parte della popolazione di un paesino danese ancora piena di rancore nei confronti dei "tedeschi invasori". Il romanzo, acclamato da critica e pubblico, è pubblicato dai Canguri della Feltrinelli e fa riflettere, oltre che sorridere amaramente. L'autore ha anche pubblicato un'antologia sulla stupidità, una guida ai bagni pubblici di Copenaghen e diversi altri trattati dai temi strani, dalle pasticche alla menta al suicidio autoerotico. Un originale, ma anche un capace scrittore.
Non leggetelo se volete pensare al lato buono dell'umanità, siete avvertiti! Cari saluti, buon primo di maggio, festa dei lavoratori (nel senso di salariati, perchè tutti noi lavoriamo mattina e sera senza interruzioni...vero mamme e liberi professionisti?!),claudia








