Una giornata senz'auto
Domani sarà una giornata senz'auto dalle 10 alle 17, promossa da numerose associazioni: chissà se riuscirà, noi senza difficoltà la celebreremo: l'auto è comoda, ma ha un po'rotto le scatole, era simbolo di libertà e di indipendenza tanti anni fa, ma ora significa costrizione, ore in colonna, incertezza, incidenti, smog: ci muoviamo troppo, e in troppi. Eppure, la conformazione del nostro bel Ticino ci permette di muoverci anche in altri modi (piedi, bici, treno, posta, battello) e di raggiungere in poco tempo luoghi incantevoli, spaziando dai laghi, ai fiumi, al bosco, all'alta montagna, alla città. Dunque, lasciamo pure in garage la nostra carcassa di ferraglia, e pensiamo a come trascorrere la domenica: un pic nic? Una giornata oziosa in casa? Qualcosa mai fatto da tanto tempo...lavori nell'orto, o un'amaca per leggere un libro che ci sta aspettando...muoversi poco, o muoversi meno, e ripensare ai nostri spostamenti renderà migliore il nostro giorno di riposo, e quelli successivi! Buona domenica, claudia
La malinconia e la gioia
Sento il bisogno di rassicurarvi, perchè capitano delle situazioni un po' teatrali: io non so chi siate voi, frequentatori della Stanza...so dai numeri (che a volte mi vengono dati) su quanti aprono la porta, che ci siete, ma i numeri non indicano i nomi. Conosco di nome ma non di volto (tranne rare eccezioni) chi scrive, e poi succede che qualcuno mi fermi per strada o che incontri persone ad una festa che mi chiedono, proccupate, se sto meglio, se ho superato un certo momento di malinconia, e vedo preoccupazione sincera nei loro volti. Questo mi fa molto piacere, perchè vi sento vicini, amici, e perciò voglio rassicurarvi: sono felice della mia vita, e quando terminerà spero di avere il tempo di ripensare ad alcuni bei momenti e di dire "confesso che ho vissuto", come la celbre poesia di Neruda. Essere felici non significa stare sempre bene, o evitare una vena di malinconia che si insinua nel tessuto dei giorni. Si prende tutto, il piacere e il dolore. Poi, quando si scrive si tende a riflettere maggiormente sulla parte dolorosa che su quella serena, un po' come si pensa ad una parte del corpo quando fa male (e meno quando si stà bene). Vi ringrazio per la vostra sollecitudine e la vostra attenzione nei miei riguardi, e mi fa immensamente piacere quando mi dite che vi riconoscete in parte di ciò che scrivo. Ma state sereni e non fatevi prendere troppo dai miei picchi romantici e drammatici: ululo alla luna piena, ma poi mangio di gusto e rido parecchio (non tutti i giorni, ma la maggior parte)! Un abbraccio, claudia
La giornata della Terra
Si fa fatica a star dietro alle giornate speciali: appena trascorsa quella dell'acqua, ora arriva la Giornata della Terra: sabato siamo tutti invitati a spegnere le luci per un'ora (dalle 20.30 alle 21.30) per sensibilizzarci sul risparmio energetico. E questo fine settimana ci saranno pure le Giornate del Verde pulito. Noi genitori di Mendrisio saremo domenica dalla una e mezza a Villa Argentina e dietro le scuole elementari a pulire i prati, sperando in una bella giornata di sole, un bel modo per iniziare a vivere primaverilmente.
E domani sera mi hanno invitata a parlare della lettura delle fiabe ai bambini alla scuola di Acquarossa, e già pregusto la salita verso le montagne, l'aria frizzante non più invernale (ma la neve è ancora vicina), scorgendo Cappuccetto rosso che fa merameo al lupo aldilà della strada!
Sono andata ieri a cercare un seggiolino per l'auto per la bambina di nove anni (l'avevamo eliminato da tempo!), e ho scoperto che sono esauriti ovunque...non sono pronta per l'entrata in vigore della nuova legge dal primo aprile, che esige seggiolini fino ai dodici anni, vorrà dire che girerò soltanto a piedi, tanto meglio! un caro saluto, claudia
L'influenza
Se non è suina, è una porca influenza: è da sabato che sono l'ombra di me stessa, mi trascino da un letto a un divano tossendo e spargendo virus e disperazione tutt'attorno a me (avete presente una pubblicità di una compagnia telefonica?!), parlando solo per dire: me tapina! Me reietta! Questa non è vita!...una compagnia deliziosa, davvero!
La febbre è una mia buona amica da tutta la vita: mi aiuta a tornare a me stessa dopo una grande emozione, quando qualcuno mi ferisce o quando sono molto felice. E allora, cosa c'entra in questo bel periodo in cui non sono né troppo felice né troppo triste? Come ho fatto a soccombere ad un dannato virus?
Questa sera, dopo il bagno serale, sono stata avvoltolata in una coperta a raccontare una storia senza senso di un pescatore di marlin che trova un'isola solitaria a tre voci con le bambine, e lì ho capito che inizio a star meglio. Ma ora si fa notte, e vi auguro un buon riposo, mondo dei sani e dei malati! claudia
Il bosco di notte
Che bellissime giornate ci sta regalando maggio...ieri sera, dopo la terza giornata di piscina (se provo ad oppormi assisto a una rivolta popolare in casa...ieri però sono arrivata al compromesso di andare a Chiassoletteraria a sentire due conferenze prima di accompagnare le ondine al loro bagno quotidiano, anche perchè ormai la pelle scotta!), abbiamo fatto un'esperienza bellissima: siamo stati nei boschi di Stabio per una passeggiata notturna organizzata dal WWF in una zona naturale Smeraldo. Si partiva dopo le nove di sera, in piccoli gruppi, e si camminava per circa quaranta minuti con l'oscurità che calava, il sentiero illuminato con piccoli bastoncini fluorescenti per sapere la direzione. Il bosco di notte è uno spazio indescrivibile, da vivere, da sperimentare. Un mondo fatato illuminato da centinaia di lucciole che sembrano esseri fatati (non ne avevo mai viste tante, uno spettacolo incredibile!), con suoni e fruscii inudibili di giorno. Le rane gracidano, l'allocco ulula, altri uccelli notturni rispondono.
Possibile che preferiamo starcene in casa in sere come queste? no, impossibile. Possibile pensare di andare ad un concerto o in mezzo alla gente mentre là fuori ci sono i boschi che ci aspettano? fate l'esperienza, state per qualche tempo nel silenzio in mezzo al verde: ci sono tanti luoghi poco distanti dal mondo civilizzato dove la paura (inevitabile, per noi troppo urbanizzati) è controllabile. Fate l'esperienza, e ditemi se non è inutile il nostro affannarci a riempire il tempo libero, mentre basta fermarsi e guardarsi attorno, godendo delle bellezze che ci circondano. Di notte, risulta evidente.
Vi saluto insieme al ricordo della civetta e al cuculo,
claudia








