La stanza di Claudia

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6 aprile 2009

E' primavera: i Verdi spuntano!

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Ora che la campagna elettorale è terminata, ve lo posso dire: due Verdi sono stati eletti in consiglio comunale nella nuova grande Mendrisio, e uno sono io!

In natura, tutto cambia e si rinnova e, a ben guardare, le energie vitali sono quelle che si rinnovano e che entrano in contatto con il flusso della vita. Il fuoco della speranza cambia forma ma prosegue anche in tempi barbarici: è l'umanità che non si arrende di fronte al deserto e alla devastazione. I risultati delle elezioni di Mendrisio mi pare riflettano l'andamento della società: in tempi di crisi, le persone si arroccano in edifici che ancora riconoscono come solidi, e fuggono da ciò che identificano come la causa dell'attuale situazione, il libero mercato: se posso permettermi una battuta, il ruolo del Cristo alle processioni storiche spetterebbe a qualche bancario senza colpe! Del resto, la Terra possiede risorse sufficienti per provvedere ai bisogni di tutti, ma non all'avidità di alcuni diceva il Mahatma Gandhi.

I sacrosanti valori della sinistra nessuno li ricorda più con precisione, tranne uno sterile malcontento che inaridisce gli animi, e la forza di lotta se la portano via spiritelli che fanno tendere verso il basso (sia detto con tutto il rispetto per le persone che incarnano queste energie arcane!).

Sono commossa e mi sento forte per il sostegno ricevuto, e oggi volevo condividere con voi la mia gioia (e anche il senso dell'impegno ben radicato al suolo che mi aspetta!).

Che il vento porti le nostre voci, che l'acqua ci purifichi, che il fuoco ci riscaldi e che la Terra ci permetta di renderle onore com'è nelle nostre possibilità!

Un saluto verde speranza,

claudia

Inserito alle 07:58 | Commenti (2) | Stampa

27 giugno 2008

Vacanze

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Ogni anno ci risiamo: valige da preparare per cinque persone, casa da chiudere, animali da sistemare (il cane Tom dai nonni, la gatta Kitty alla vicina di casa e il criceto ad amici), giardino e orto da affidare a chi se ne prenderà cura. E poi il pensiero di perdere tante cose belle che offre il nostro cantone in questi mesi estivi, quando i turisti arrivano e noi ce ne andiamo! Ogni anno penso che non andrò mai più in vacanza, che la vera vacanza è a casa propria, che quello delle ferie è un concetto ormai superato e quasi scandaloso in quest'epoca di migrazioni forzate e di surriscaldamento del clima dovuto (anche) all'eccessiva mobilità. Poi, però...ogni anno partiamo. Domani per una settimana in una fattoria vicino a Soletta, dove le bambine potranno dormire sulla paglia come Heidi e "aiutare"ad accudire gli animali insieme ai loro cuginetti e ai figli dei padroni della fattoria. Poi pochi giorni a casa a cambiare bagaglio, e via a scoprire una regione nuova, mai visitata e sempre vagheggiata: la Puglia.

Il blog prosegue, comunque, continuate ad entrare nella nostra stanza, anche se il prossimo mese non potrò fare dei commenti puntuali, ma qualche post nuovo ci sarà, e al mio ritorno vi risponderò!

Prima di proseguire con la preparazione dei bagagli, voglio prendermi il tempo per trascrivervi un'antica ballata irlandese che mi pare appropriata al periodo:

Trova il tempo per riflettere, è la fonte della forza.

Trova il tempo di giocare, è il segreto della giovinezza.

Trova il tempo di leggere, è la base del sapere.

Trova il tempo di essere gentile, è la strada della felicità.

Trova il tempo di sognare, è il sentiero che porta alle stelle.

Trova il tempo di amare, è la vera gioia di vivere.

Trova il tempo di essere contento, è la musica dell'anima.

 

Buoni giorni a tutti, a chi parte e a chi resta!

claudia

Inserito alle 13:41 | Commenti (0) | Stampa

20 giugno 2008

La febbre

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Come vi ho detto, sono stata malata. Febbre alta per tre giorni, ed ora ho le ghiandole della gola gonfie che sembro un criceto!

Essere malati, se non fosse che si sta male, è una bella cosa: consente di fermarsi, di non pretendere niente dalle giornate e da se stessi, e dunque di apprezzare ogni cosa, ogni cambio di luce, il suono della pioggia che ticchetta sul tetto, il calore di una tazza di tè. E poi, fare un passo indietro aiuta a lasciare che gli altri si occupino di noi, di solito sempre efficienti. Lo so, e ogni volta mi dico che dovrei farlo di più nella mia vita da sana: se non mi affretto a fare tutto io, anche le bambine si danno maggiormente da fare: sparecchiano, mi preparano una spremuta di limone, si occupano tranquillamente di qualcosa senza continuare ad acciuffarsi e a lamentarsi.

Compito per le vacanze: rallentare, e non fare tutto, lasciare che tutti partecipino al buon andamento della casa senza la sensazione di dover reggere tutto sulle spalle come Minerva!

Anche nella comunicazione, succede un po' la stessa cosa: perché agli altri sia possibile fare la loro parte, occorre a volte farsi un passo in dietro, altrimenti la danza stona e ci si pestano i piedi.

E poi adesso è arrivato il vero caldo, ed è più facile mettersi in un'attitudine un po' passiva, che in quest'epoca di attivismo imperante (e a volte folle), è vista come un difetto, mentre è solo l'altra parte dell'essere attivi!

 

Arrivederci stivali, benvenuti sandali!

Cari saluti e buona fine settimana a voi,

claudia

Inserito alle 17:54 | Commenti (3) | Stampa

17 giugno 2008

complimenti maschili e ironia

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I commenti dell'ultimo post mi offrono lo spunto per una riflessione sulle differenze tra uomini e donne. Innanzitutto, si è visto un esempio di solidarietà femminile (eli e cla) e uno maschile (alfredo e gelo). Donne e uomini agiscono secondo schemi e parametri diversi, non credo che arriviamo davvero da marte e da venere, ma che abbiamo molto da insegnarci a vicenda.

Francamente, credo di avere un buon senso dell'umorismo, che mi solleva in certe situazioni e in molte occasioni mi tiene ottima compagnia, permettendomi di vedere la vita in una dimensione ludica che ne attenua alcune drammaticità. Detto in altre parole, mi piace ridere, e far ridere; trovare il lato buffo delle cose o sdrammatizzare una situazione con una visione più leggera.

Ma qui si parla di svalutazione della figura professionale di un'ipotetica psicologa dello sport: quando si usano certi termini, si svaluta l'intero genere femminile, e non ci sto, non mi fa ridere,neppure sorridere, mi fa solo voglia di prendere le distanze, di dire: così no!

Cari uomini, tra di voi parlate in un certo modo, e anche noi quando siamo sole parliamo in un modo molto diverso. Ma i complimenti che ci piace sentire, se abbiamo desiderio di sentirne, sono di altro tenore. Anzi, non fateli proprio, limitiamoci al rispetto reciproco, allo sguardo ammirato e rispettoso, alla curiosità per le nostre differenze. Forse i tempi non ci aiutano a mantenere quella distanza necessaria ad un vero rispetto e ad un'autentica conoscenza dell'altro-da-sè: ci hanno insegnato che siamo uguali, che dobbiamo subito darci del tu e mescolarci il più possibile. Falso.

No, no, no...la conoscenza richiede impegno, attenzione, rispetto, lento avvicinamento, giuste distanze, giochi di seduzioni garbati e senza scopi facili,...un lungo elenco che proprio fa a pugni con un termine come "gnocca", proprio brutto, anche foneticamente parlando.

In questa stanza suggerirei altri tipi di apprezzamenti, se proprio ce ne devono essere. Potremmo dirci: sei solare come un'alba sul mare (santy)), sei rugiadosa e freca di vita (eli), sei brillante e screanzato (gelo), sei profondo e saggio come Ulisse (matteo),...

So che non è un bel benvenuto per alfredo da parte della padrona di casa, però capiscimi: non sto difendendo me stessa, ma le mie sorelle tutte. E datemi pure della noiosa e intransigente (so le parole che userete, ma non le scrivo!), e ditemi cosa ne pensate!

Un saluto caro, anche ad alfredo naturalmente!

claudia

Inserito alle 22:03 | Commenti (12) | Stampa

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