Il campeggio estivo
Mi sono resa conto anche oggi di avere dei problemi di separazione: la figlia maggiore chiede per la prima volta di andare al campeggio scout estivo, e la sorella sta pensando di fare la stessa cosa. Due settimane senza due figlie! Inoltre, la piccola, che rappresenta l'elemento socievole della famiglia, chiede di frequentare una settimana di colonia diurna...sopravviverò?! Riderete di me, oppure appartenete anche voi alla categoria delle mamme chiocce e mi capirete! Naturalmente, programmeremo le vacanze estive in base ai loro desideri e permetteremo loro di sperimentare esperienze utili e divertenti: una parte di me si sta già organizzando per la sopravvivenza, ed inizio ad asciugare le lacrime al pensiero delle lunghe nuotate in laghi, piscine e fiumi; dei pigri tardi pomeriggi di lettura sotto un albero; degli inebrianti aperitivi e degli appuntamenti soltanto miei, delle ore di giardinaggio senza interruzioni, eccetera...Diamine, bisogna pur prendere il positivo dalle situazioni!
Però mi mancheranno: mi sono simpatiche le mie figlie, mi divertono, mi fanno ridere, mi stancano e mi sfiancano, ma mi mettono allegria! E voi con chi vi sentite bene? vi saluto caramente, claudia
La comunicazione
Rispondo qui all'ultimo commento, quello di Naty, un po' perchè il sistema mi blocca per lo spamming (a volte se la prende anche con me...pure i computer hanno il loro caratteraccio e a volte fanno le bizze!), un po' perchè l'argomento credo interessi un po' tutti noi. Naty racconta di quanto sia difficile dire la propria opinione con la figlia adolescente, e che a volte preferisce stare in silenzio per non far esplodere i litigi...a volte aiuta dire le proprie idee non in un momento in cui si è arrabbiati, ma quando si è tranquilli (passata la bufera): spesso diciamo cose giuste, ma sbagliando i tempi! (lo fanno anche i politici, per dire...)
La comunicazione è difficile, a volte aiuta anche parlare in presenza di altre persone benevole e di cui abbiamo fiducia e che siano rassicuranti: non necessariamente un terapeuta, anche un'amica vicina o un parente a cui vogliamo bene e che voglia bene a entrambe. Questo aiuta a spezzare la tensione e a dare spazio a entrambe le parti di esprimersi. Comunque, ricordiamolo: più ci si ama, e più (spesso) il rapporto diventa turbolento...ma poi ci si ritrova!
A tutti voi, tanta pazienza e auguri, buona settimana! claudia
Il tempo di qualità
A volte torna in voga "il tempo di qualità": meglio un'ora trascorsa intensamente con i figli piuttosto di un'intera giornata in loro presenza ma facendo altro, distratti e annoiati. A parer mio, un'assurdità: più tempo è possibile trascorrere con i bambini e i ragazzi da parte dei genitori, meglio è per l'intera società. Un genitore dovrebbe essere sempre disponibile, idealmente: è questo quello a cui dovrebbe puntare la collettività, per il bene di tutti, lontani dal voler criticare chi non puo' farlo, ma consci che questa è la soluzione migliore per crescere degli individui sani spiritualmente e psicologicamente equilibrati. Fa un enorme bene ai bambini sapere che lì vicino c'è una mamma, anche se affaccendata tra compiti domestici e carte e libri, o un papà seduto alla scrivania ma raggiungibile. Molto meglio di una miriade di persone pagate per occuparsi di loro.
E ai genitori fa bene fare delle cose insieme ai figli, ad esempio rinunciare a un'uscita al ristorante per guardare un film insieme a loro e disdire l'abbonamento alla palestra per correre nei prati e arrampicarsi sugli alberi. Non è questa, purtroppo, la direzione presa dal mondo occidentale, e i risultati si fanno vedere. E' facile cadere in triti moralismi e colpevolizzazioni in simili argomenti, ma lasciatemelo dire: in una società giusta e ideale, i figli stanno insieme ai genitori. Ai due genitori. Poi, nella realtà dei fatti accadono vari miracoli, ma questo è un altro discorso...non facciamo delle eccezioni la regola! Cosa ne pensate? claudia
L'ultima Barbie
La befana vien di notte... Gesù bambino da noi porta i doni di parenti e amici, ma la notte magica del volo dei doni richiesti con più ardore è quella della befana, e l'attendo con un misto di trepidazione e timore (quando volerà nel cielo pieno di stelle di San Bernardino, sarà ormai il giorno del rientro al piano). Per la figlia grande, porterà un gioco scientifico sulla preistoria, e per le piccole, barbie pattinatrice e barbie pediatra. Lo so, vi sorprenderete: ma come, io che professo ideali di ecologia e stile di vita anticonsumista, scivolo su un prodotto tanto vituperato? La spiegazione è questa: con gli anni, ho capito che occorre parlare il linguaggio dei sogni dei bambini, e che gli animaletti di legno e le bambole steineriane piacciono più a noi adulti che a loro. Nostro dovere è insegnar loro il gusto per il bello e per l'eticamente corretto, ma la befana no, lei non ha nessun dovere di insegnamento moraleggiante: ascolta i desideri, anche i più apparentemente sciocchi e insulsi.
Inoltre, la crociata veterofemminista contro la barbie non ha senso, a mio modo di vedere: la fiaba si nutre di temi irrealistici, sublimati, irrealizzabili e lontani. Da sempre, le principesse sono bionde e belle, e non somigliano alle ragazze normali che nell'intimo, e non come aspetto esteriore. C'è un profondo significato psicologico in ciò: dobbiamo aspirare a una realtà lontana per realizzare il nostro Sè...
Quindi, non ho nulla contro l'eterea bambolina, e mi commuove l'idea che questa sia l'ultima barbie che chiederà la figlia di nove anni: l'anno prossimo, sarà troppo grande ormai...
E voi cosa chiedete alla Befana? vi saluto caramente, claudia
Il calcio
Tendenzialmente, nego l'esistenza dello sport: salto in un sol trancio le pagine sportive dei giornali, spengo la radio dopo l'ultima notizia non sportiva e vivo beatamente infischiandomene dell'inizio della regular season (termine affascinante di cui ignoro l'esatto significato). Insomma, considero lo sport (che parola volgare!) estremamente noioso...a meno di avere un moroso calciatore, immagino!
Però, quando di tratta di DIVERTIMENTO (vocabolo che vorrei freuquentare più spesso), è un altro paio di maniche! Ieri mi sono davvero divertita: con una famiglia di amici, dopo un'ottima polenta e contorno e dessert a base di castagne (torta di castagne con gelato di marroni), ci siamo ritrovati a giocare a calcio in un campetto. Tranne tom cane che abbaiava come un isterico perchè era stato legato per evitare che si mangiasse il pallone; a parte una gomitata nel costato da parte del mio amato e il fiatone, è stato un pomeriggio perfetto, con un caldo estivo e i colori dell'autunno tutto intorno, e gli asini che ragliavano e risate e bambini e adulti ansimanti e contenti.
Ed ora, miei cari, al lavoro! claudia








