La stanza di Claudia

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22 novembre 2009

La musica

Categorie correlate: arte

Siamo appena rientrati da Lugano, abbiamo portato le bambine al concerto dei Solisti della Svizzera italiana diretti da Bruno Amaducci al Palazzo dei Congressi: Cimarosa, Haydn e Vivaldi. Che dire? Le fanciulle hanno sospirato e sbuffato, e si sono un po' annoiate all'inizio, com'è giusto che sia: ogni divertimento un po' complesso necessita di una fase di impasse, di vera e propria noia anche. E' difficile stare fermi, in silenzio, concentrarsi su qualcosa e accettare di venirne catturati. Poi, però, se la musica è autentica musica, quasi sempre avviene il miracolo, e la Musa viene e cattura anche le fanciulle refrattarie. E' un piacere sentire il calmarsi, il porre l'attenzione, e finalmente balenare un lampo di autentico interesse, un attimo di rapimento, il bagliore di un'illuminazione. Siamo una famiglia legata più alle parole che alla musica (Ellina avrebbe voluto portarsi un libro e una pila per reggere la noia a suo dire insopportabile!), eppure la musica resta una grande rapitrice, e naturalmente ho pianto di nostalgia per altre vite, lontane anni luce dalla mia: una nostalgia antica, antecedente la mia nascita, e che sempre arriva a visitarmi insieme alle note musicali. La musica è rock, è jazz, è anche le canzonette e le ballate, continuo ad essere una troglodita senza gusto e senza arte nè parte. Però riconosco che la musica è un dono, e sono grata agli dei quando la mettono sul mio cammino. Mi consola, e ci eleva.

Musicalmente, vi saluto e vi auguro una buona domenica sera, un ottimo inizio di settimana e...copritevi, fuori fa freddo! claudia

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Inserito alle 15:02 | Commenti (2) | Stampa

19 giugno 2009

Il tailleur nero

Categorie correlate: arte

In questi giorni ho la sensazione che nessuno mi capisca davvero: io parlo, e le persone mi danno ragione, ma per i motivi sbagliati. Quello che penso mi sembra spesso troppo complicato da spiegare, quindi ho un problema di comunicazione (non sul blog, per fortuna: qui i vostri commenti mi rinfrancano!). Stamane, per dire, la giornalaia mi ha detto che ho sempre un volto sorridente e che si vede che sono una persona felice, mentre dentro mi sentivo piuttosto male (non malissimo, solo una malinconia ben conosciuta e un senso di solitudine universale). Nessuno mi capisce, lasciatemi sfogare come quando ero adolescente (e avevo tutto il diritto di sfogarmi, allora!).

Per trovare consolazione, ho fatto una cosa che non facevo da tempo: ho comprato un vestito da lavoro. Non un abito qualsiasi: un tailleur pantalone tutto nero che urla: "faccio maledettamente sul serio"! Nel senso, è così austero e professionale che le persone saranno costrette a prendermi sul serio quando lo indosserò, ad ascoltarmi con attenzione. Almeno, lo spero. L'abito non fa il monaco, però aiuta sempre...

Ma oggi fa troppo caldo, ed è troppo estate per prendersi davvero sul serio, soprattutto con le unghie dei piedi dipinte di verde pisello e i sandali da Bratz (definizione data dalla figlia grande ai miei sandali estivi, insolitamente modaioli a mio parere!).

Vi saluto calorosamente, claudia

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Inserito alle 16:39 | Commenti (5) | Stampa

14 maggio 2009

Il vetro

Categorie correlate: arte

Sabato siamo andati con l'assemblea dei genitori a Hergiswil, vicino a Lucerna, a visitare la Glasi, la fabbrica del vetro che sorge sulle rive del lago. Vi consiglio caldamente questa gita perchè è una bella esperienza. All'interno è possibile vedere come si fa il vetro, un materiale tanto fragile quanto affascinante; una mostra sulla storia della fabbrica (bella la figura dell'artista Robert Niederer che nel 1975 prese la direzione della fabbrica per riportarla alla produzione originaria del vetro formando una cooperativa); una sulle peculiarità scientifiche e artistiche del vetro. Inoltre, si possono suonare strumenti di vetro, far percorrere sentieri di vetro a biglie sempre di vetro. Ascoltare fiabe illustrate, montare su un drago di cartongesso in un bellissimo parco sul lago, e...naturalmente, acquistare pregevoli oggetti. Le bambine si sono incantate davanti ad uno stagno con palline galleggianti, cigni e ranocchie di vetro, candele e rose galleggianti...alla fine, il costo avrebbe superato quello di un autentico stagno, così ci siamo limitate a un sacchetto di palline galleggianti che, messe in un grande piatto di vetro che abbiamo a casa insieme a fiori veri, foglie e qualche animale dei playmobil fanno comunque un bell'effetto, un tantino meno raffinato ma comunque artistico!

Mi ha colpita vedere come un fulmine possa creare un materiale simile al vetro nelle rocce: fa riflettere sulla potenza della natura... e sapere come si produce il vetro, con un calore così intenso, vedere una pasta solidificarsi secondo il volere dei vetrai è qualcosa di strabiliante!

Rimirando un bel vaso di vetro grosso riempito di margherite, vi saluto caramente!

claudia

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Inserito alle 12:27 | Commenti (1) | Stampa

22 luglio 2008

Land Art

Categorie correlate: arte

C’è un’arte denominata “land art” che consiste nell’intervenire sul paesaggio come fosse una materia. Ne è un paladino Stefan Sagmeister, diarista per il sito del New York Times, grafico ribelle (è autore di copertine per CD di Lou Reed e degli Stones): usa spazi di norma adibiti a pubblicità (pagine di riviste, tabelloni su strade, facciate di palazzi) per far sapere al mondo ciò che ha imparato nella vita.
In Arizona, ad esempio, ha scritto con nastro adesivo, vegetali, rami e tubi una frase che mi sembra molto saggia e che voglio dire alle mie figlie: Trying to look good limits my life, “Cercare di fare bella figura mi limita”.

Se volete dare un’occhiata, le sue massime sono raccolte in un sito: www.thingsihavelearnedinmylife.com

Se andate a curiosare, fatemi sapere!

Cari saluti,
claudia

Inserito alle 09:16 | Commenti (0) | Stampa

9 giugno 2008

Giochi di armonie

Categorie correlate: famiglia, arte

Stavo ascoltando su Rete 2 il concerto del Progetto Martha Argerich e continuavo a pensare: wow, wow, wow...suonare così! Wow!!!... Un pensiero non molto articolato, lo confesso, più simile a uno stupore estatico che ad un vero pensiero.

Ma qui siamo in una stanza di parole, e di parole sulla famiglia, e dunque mi viene voglia di confrontarmi con voi su un tema: come sarà essere madre, sorella o marito di una grande pianista, o di un'artista, o di una persona nota? Io ho sempre riflettuto sul fatto che le mogli dei grandi uomini hanno avuto una vita ben infelice, sempre seconde rispetto alla grande missione dei mariti...è difficile vivere accanto ad una grande personalità, in genere (con eccezioni, come in ogni campo!), ma è pur vero che è difficile anche vivere accanto a una persona noiosa, o egoista, o piena di sé senza motivo!

L'arte, poi, è difficilmente conciliabile con la vita di famiglia, perché richiede tempi propri e mal sopporta i doveri quotidiani. È vero che Silvia Plath scriveva le sue poesie alzandosi alle quattro del mattino per avere qualche ora tutta per sé tra l'accudimento di due figli piccoli e di un marito infedele, ma è anche vero che è finita con la testa nel forno, quindi testimonia la difficoltà della conciliazione arte-famiglia...

Ma anche per noi che artisti non siamo, se non artisti del quotidiano, a volte come è difficile conciliare lo spazio per sé con lo spazio-per-gli-altri! Non sempre, a volte!

E a voi come pare?

Un caro saluto,

claudia

Inserito alle 21:36 | Commenti (13) | Stampa

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