La stanza di Claudia

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1 aprile 2011

Le serate con il Petrarca

Categorie correlate: arte

Ricordatevi di fare qualche scherzo o di mettere qualche pesciolino sulle schiene, oggi è il primo d'aprile!

Qualcuna delle serate migliori di questo periodo sono stati i martedì sera di letture delle poesie del Petrarca alle quali ho partecipato. La poesia riesce a portarci lontano, e le musiche di Zeno Gabaglio tra un'esegesi della professoressa Maria Giuseppina Scanziani e l'altra sono state un balsamo per la mia anima malinconica. Francesco Petrarca, secoli fa, ha scritto versi attuali anche per noi. Ve ne trascrivo una, leggetela e meditatela: ne vale la pena!

Solo e pensoso, i più deserti campi

vo mesurando a passi tardi e lenti,

et gli occhi porto per fuggire intenti.

ove vestigio human l'arena stampi.

 

Altro schermo non trovo che mi scampi

dal manifesto accorger de le genti,

perché negli atti d'alegrezza spenti

di fuor si legge com'io dentro avampi:

 

sì ch'io mi credo ormai che monti e piagge

et fiumi et selve sappian di che tempre

sia la mia vita, ch'è celata altrui.

 

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge

cercar non so ch'Amor non venga sempre

ragionando con meco, et io co llui.

Inserito alle 08:37 | Commenti (0) | Stampa

14 novembre 2010

Vad vuc

Categorie correlate: arte

La colonna sonora di questo periodo è il cd "la parata dei secondi" dei Vad vuc: sono bravissimi, li conoscete? Immagino di sì, essendo un gruppo locale che sta avendo molto successo, una musica folk venata da una malinconia molto nostrana...Cumè petai e föi, cumè petai e föi, siam cresciuti tutti insieme dalla stessa venatura d'un ramo ma poi siamo stati tutti diramati a piacimento in comprimari ed eroi. Ma con la bruma, tüti insema a borlom giò in una danza dentra al vöi, giò, sia petai che föi. ... Chi l'ha detto che sei solamente foglia? Tu che per me sei l'incanto che germoglia, come un raggio che compare quando ombreggia, come la goccia che poggia la sua pioggia, tu che affiori quando meno me l'aspetto...sei la quiete che si schiude di sfuggita, sei la foglia che mi spiega d'improvviso tra le fresche sfumature di un sorriso...

 Poesia in musica, che vibra sulle nostre corde autentiche. Pioggia che cade e che consola. Un saluto canterino, claudia

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Inserito alle 17:19 | Commenti (2) | Stampa

29 settembre 2010

ZAZ

Categorie correlate: arte

In questi giorni ascolto su youtube una cantante francese che, da artista di strada, sta avendo molto successo in Francia con il nome d'arte di ZAZ. La canzone che le ha dato la fama è "Je veux", in cui dice che non vuole la ricchezza, le limousine e i vestiti di Chanel, bensì il riso, l'amore, la gioia che dà il buonumore. Voce roca, capelli alla Joan Baez, chitarra tra le braccia come nella migliore tradizione dei cantautori.

Cosa dev'essere, saper cantare accompagnati da una chitarra! Ciò che canta è sacrosanto. Chi la vuole, la ricchezza? Cosa ce ne faremmo di molti soldi? Pubblicità e media ci spingono a credere che ne abbiamo bisogno, ma non è assolutamente vero, e per vivere bene basta molto meno di quanto viene considerato "uno stipendio medio" (le cifre a me sembrano sempre inimmaginabili ricchezze da nababbi). Ascoltatela, poi mi direte! un abbraccio squattrinato e felice, claudia

p.s. in foto: brunch del primo d'agosto

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Inserito alle 09:07 | Commenti (0) | Stampa

22 novembre 2009

La musica

Categorie correlate: arte

Siamo appena rientrati da Lugano, abbiamo portato le bambine al concerto dei Solisti della Svizzera italiana diretti da Bruno Amaducci al Palazzo dei Congressi: Cimarosa, Haydn e Vivaldi. Che dire? Le fanciulle hanno sospirato e sbuffato, e si sono un po' annoiate all'inizio, com'è giusto che sia: ogni divertimento un po' complesso necessita di una fase di impasse, di vera e propria noia anche. E' difficile stare fermi, in silenzio, concentrarsi su qualcosa e accettare di venirne catturati. Poi, però, se la musica è autentica musica, quasi sempre avviene il miracolo, e la Musa viene e cattura anche le fanciulle refrattarie. E' un piacere sentire il calmarsi, il porre l'attenzione, e finalmente balenare un lampo di autentico interesse, un attimo di rapimento, il bagliore di un'illuminazione. Siamo una famiglia legata più alle parole che alla musica (Ellina avrebbe voluto portarsi un libro e una pila per reggere la noia a suo dire insopportabile!), eppure la musica resta una grande rapitrice, e naturalmente ho pianto di nostalgia per altre vite, lontane anni luce dalla mia: una nostalgia antica, antecedente la mia nascita, e che sempre arriva a visitarmi insieme alle note musicali. La musica è rock, è jazz, è anche le canzonette e le ballate, continuo ad essere una troglodita senza gusto e senza arte nè parte. Però riconosco che la musica è un dono, e sono grata agli dei quando la mettono sul mio cammino. Mi consola, e ci eleva.

Musicalmente, vi saluto e vi auguro una buona domenica sera, un ottimo inizio di settimana e...copritevi, fuori fa freddo! claudia

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Inserito alle 15:02 | Commenti (2) | Stampa

19 giugno 2009

Il tailleur nero

Categorie correlate: arte

In questi giorni ho la sensazione che nessuno mi capisca davvero: io parlo, e le persone mi danno ragione, ma per i motivi sbagliati. Quello che penso mi sembra spesso troppo complicato da spiegare, quindi ho un problema di comunicazione (non sul blog, per fortuna: qui i vostri commenti mi rinfrancano!). Stamane, per dire, la giornalaia mi ha detto che ho sempre un volto sorridente e che si vede che sono una persona felice, mentre dentro mi sentivo piuttosto male (non malissimo, solo una malinconia ben conosciuta e un senso di solitudine universale). Nessuno mi capisce, lasciatemi sfogare come quando ero adolescente (e avevo tutto il diritto di sfogarmi, allora!).

Per trovare consolazione, ho fatto una cosa che non facevo da tempo: ho comprato un vestito da lavoro. Non un abito qualsiasi: un tailleur pantalone tutto nero che urla: "faccio maledettamente sul serio"! Nel senso, è così austero e professionale che le persone saranno costrette a prendermi sul serio quando lo indosserò, ad ascoltarmi con attenzione. Almeno, lo spero. L'abito non fa il monaco, però aiuta sempre...

Ma oggi fa troppo caldo, ed è troppo estate per prendersi davvero sul serio, soprattutto con le unghie dei piedi dipinte di verde pisello e i sandali da Bratz (definizione data dalla figlia grande ai miei sandali estivi, insolitamente modaioli a mio parere!).

Vi saluto calorosamente, claudia

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Inserito alle 16:39 | Commenti (5) | Stampa

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