Il colibrì
C'è una bella storia sul colibrì: in una foresta divampa un incendio, tutti gli animali scappano terrorizzati, tutto il loro ambiente vitale sta per essere distrutto. Soltanto un piccolo colibrì vola incessantemente dal fiume all'incendio, portando una goccia d'acqua nel suo piccolo becco. Gli altri animali, incontrandolo, lo scherniscono: cosa pensa di fare, con il suo infinitesimale contributo? Il colibrì risponde: io sto facendo il mio massimo...e voi? Gli altri animali, se si unissero, potrebbero verosimilmente spegnere l'incendio portando l'acqua con le loro bocche, ma hanno preferito scappare via, ognuno per conto proprio.
Così è per noi: a volte ci paiono inutili, insensati, i nostri piccoli gesti di civiltà. Ma non è così: se li uniamo tutti, tra noi che non ci conosciamo ma siamo uniti da un comune sentire, i nostri piccoli gesti hanno più significato e importanza del grande disinteresse generale. Non facciamoci prendere dal panico e dallo scoraggiamento...
Buoni giorni, finalmente bagnati. claudia

Corvi e civette
Ci sono ricascata: ho letto e ascoltato tutto il possibile sul caso di questi giorni, sulla Banca nazionale svizzera, e ora mi ritrovo nauseata e, ammettiamolo, annoiata. Ma c'è un antidoto, e ve lo scrivo, da recitare a memoria, sperando nell'intervento benefico di un qualche corvo, corvaccio o civetta di passaggio! Spero che funzioni anche per voi, un abbraccio, claudia
Il modo in cui un corvo
Scrollò su di me
La polvere di neve
Da un ramo d'abete
Ha dato al mio cuore
Un cambiamento di umore
E in parte salvato
Un giorno sciupato.
Robert Frost, "Polvere di neve"
La decrescita felice
Vi lascio qualche appunto dalla rilettura del libro di Maurizio Pallante su "La decrescita felice" (del 2005), un testo che oggi più che mai risulta d'attualità...
Siamo alla fine di un periodo iniziato con la rivoluzione industriale. La crisi non è solo economica, ma anche energetica, ambientale, morale (l'unico valore riconosciuto è il denaro, è stato fatto in modo che le persone avessero tra di loro rapporti conflittuali basati sul denaro).
La recessione (fame per forza) è diversa dal concetto di decrescita (che potremmo paragonare, seguendo la metafora, alla dieta per scelta).
Il bene è diverso dall'oggetto, dalla merce.
Occorre costruire delle isole di autonomia, delle comunità resilienti.
E su questo...che salto temporale, oggi sembrava primavera, con primule alle pendici del Generoso, e una bella passeggiata in maglietta...ho spazzolato Tom cane, e potrei fare un cuscino con il pelo che è venuto via! Buona settimana, ma buona davvero...claudia
Dove sono le nevi dell'anno passato?
Dove sono le nevi dell'anno passato? Francois Villon, "Ballata delle donne del tempo che fu
Con questa domanda vi invito a contemplare le nevicate di questi giorni, se avrete la fortuna di guardare un paesaggio innevato...Buttate il cellulare, dimenticate questa società che cerca di obbligarci ad essere sempre altrove e altro da noi, un passo avanti o uno indietro rispetto al momento presente, e cerchiamo di stare nel qui e ora. Essere davvero con chi abbiamo davanti (figli, parenti, amici...l'umanità nelle sue varie espressioni) richiede innanzitutto di essere presenti a se stessi. Un'amica mi ha chiesto cos'abbia contro la felicità, perché non la consideri la più grande aspirazione umana. Le ho risposto che la ricerca esasperata della felicità mi sembra sempre accompagnarsi a un'idea individualista, materialista ed egoista del mondo. In nome della felicità, si fanno più danni che in campo borsistico...Ma ci rifletterò in questi giorni, come su un altro tema sollevato da un mio caro parente: una tempesta solare sarebbe in grado di mandare in tilt tutto il sistema elettronico e il mondo cosi come lo conosciamo...internet non si ferma da un trentennio, e più in generale senza elettricità tutto il nostro mondo salterebbe, e le popolazioni più primitive si troverebbero ad essere in grado meglio di noi di far fronte alla sopravvivenza...
Vi lascio con più domande che risposte, e parto per la montagna! claudia

Il solstizio d'inverno
Siamo al solstizio d'inverno: tutto trema nel freddo, le ombre sono lunghe e le particelle ferme, quasi immobili nel silenzio dilatato dal gelo. La vita è movimento, energia che si rinnova e sprigiona calore, e in queste ore sembra lontano il sole, lo sprigionarsi della vita, il calore. Ci stringiamo vicini, accendiamo candele, ognuno cerca conforto come puo': nei riti, nello scambio di doni, nel cibo, nel fuoco delle case. Io non dormo, mi sveglio sentendo la terra ruotare, rivedendo volti e voci delle persone che incontro durante il giorno, o il fantasma di loro stesse. Scrivo cose sconclusionate, e un'amica mi ha chiesto affettuosamente se prima di dormire bevo un intruglio di erbe strane...non servono cose strane, le ho risposto: basta la vita di tutti i giorni, e un grande bisogno di quiete e di silenzio. Ieri ho portato Lila al pronto soccorso: un compagno l'ha fatta cadere, ed ora ha un ricamo di quattro punti sul mento...ci siamo consolate perché il medico era un gran bel ragazzo, e la dottoressa che l'ha sostituito per il rammendo una giovane splendida, e questo ci ha un po' rappacificate con la vita. Ci siamo scambiate battute di spirito sui due personaggi fiabeschi, dei veri spiriti fatati venuti dai boschi per soccorrerla, e ciò mostra che c'è magia ovunque, a ben guardare! Buone Feste, abbracciate chi vi sta vicino, e anche chi è lontano: siamo tutti uniti, e se ognuno di noi rende un po' felice un'altra persona, stiamo tutti meglio...buone notti lunghe, buoni giorni freddi (proteggetevi!), claudia









