L'ora di Pan
C'è un orario in cui è pericoloso trovarsi nei boschi: l'ora in cui tutto tace, gli uccelli e gli insetti, per il gran caldo e per la luce accencante. Non è come pensano in molti la notte, l'ora del perdersi nel bosco, bensì il meriggio estivo, quando il sole è a picco e il pericolo di perdere la ragione alto. Se vi addentrate in un bosco a quell'ora, puo' succedervi di tutto: di vedere cose che forse non esistono; di essere assaliti da ricordi lontani e da volti caprini; di udire il rumore di zoccoli fuggenti e di sentire sospiri e mugugni provenire dagli alberi. Non è un'ora per la salute mentale, nè per la civiltà alla quale siamo troppo asuefatti. Deliro un po' (nel senso etimologico della parola: uscire dal solco tracciato...), concedetemelo. E' il caldo, sopportatato (e, anzi, aprezzato) stoicamente senza condizionatori nè ventilatori, soltanto con abbondanti abluzioni di acqua di rose e frequenti tuffi negli specchi d'acqua (naturali o artificiali). Sono ferma, ansimante come Tom cane (che davvero patisce), senza idee e senza difese: in una parola, libera. Il dio Pan mi aspetta nei boschi, e io temo e bramo di incontrarlo.
Fate attenzione alle vostre passeggiate, nelle ore calde chiudete gli scuri e restate al fresco! claudia
Il grande caldo
Quando fa caldo come in questi giorni, c'è un'unica soluzione: l'acqua, per noi che l'abbiamo. Acqua da bere, acqua da guardare e in cui tuffarsi. A patto di non dover fare lunghi tragitti in automobile, e cercando piuttosto di spostarsi a piedi o con i mezzi pubblici (l'ozono è alle stelle qui da noi, e finchè si scoprirà che l'organismo umano si è modificato e ne trarrà giovamento, per ora bene pare non faccia!) per cercare un luogo di refrigerio. Ieri abbiamo fatto il bagno nel fiume Breggia, trovando una cascata che funge da meraviglioso fontanone massaggiatore naturale, meglio che alle terme, e un pianoro per i tuffi davvero wild! Ne sono uscita con il corpo rinfrescato e rinvigorito, e la sensazione di essere nel "qui e ora", in sintonia con il momento, centrata e rilassata...e non è una sensazione da poco, se ci pensate! Non esistono tropici in grado di competere con la Breggia, perchè la Breggia è qui, a due passi, ed è bellissima. A pochi metri, il marasma dei centri commerciali e lì, le fate dei boschi e le ninfe dei fiumi.
Unica nota malinconica: ad una persona che ci augurava "buona estate", l'altra sera mi è venuto da rispondere: "ma il solstizio ormai è passato, andiamo incontro all'autunno"... sentendomi pesantissima di questo pensiero. Augurando a voi leggerezza e refrigerio, claudia
Giorno d'estate
"Giorno d'estate, giorno fatto di niente...": c'è una canzone che inizia così, e così è l'estate...libera, effimera, inondata di luce persino quando ci sono le nubi in cielo e piena di promesse. Il giorno d'estate perfetto è per me quello senza programma alcuno. Meglio: con molti programmi che vengono via via scartati per trovarsi a vivere semplicemente nel "qui e ora". Sapere che si potrebbe essere ad un bel festival di narrazione, o ad un concerto all'aperto, o ad una festa campestre...e decidere di non andarci per restare in un cantuccio discosto a seguire il volo delle api e i suoni del vento tra i salici. Fermarsi ad ascoltare quello che la natura ha da dire, anche la povera natura bistrattata di un angolo dimenticato in mezzo ai capannoni industriali, che è parente sfortunata dei grandi prati maestosi in alta montagna. La voce della natura vi si fa sentire comunque, a chi abbia la fiducia di accostarsi con un po' di rispetto e di attenzione. Si evitano colonne interminabili in automobile, e il troppo mischiarsi con la folla che, per quanto dionisiacamente elettrizzante, è pur sempre un grande spreco di energie. Non dico che sia bene fare gli eremiti sempre e soltanto, ma un po' di solitudine e di silenzio sono un balsamo e un modo per prepararsi ai momenti di incontro con altri esseri umani. Per oggi, ronzare d'api e compagnia di cane, e pazienza per tutte le cose piacevoli che perderò irrimediabilmente (incontrandone altre)! E voi cosa fate di bello? buoni giorni, claudia
Oggi piove
L'orto e la pelle sono felici: dopo tanto sole, questa pioggerellina è un balsamo! Ho letto che quando piove il cervello riesce a concentrarsi e a studiare meglio, quindi anche gli studenti agli ultimi sprint prima della fine dell'anno scolastico saranno felici. Io invece sono tremendamente malinconica, nel senso che oggi potrei buttarmi in un cantuccio e piangere tutto il giorno senza neppure un motivo e con mille ragioni (quando c'è più di una ragione per piangere, tranquilli: non è nulla di grave!). Domani inizia il palio di Mendrisio, e naturalmente parteciperemo ai giochi...io vorrei cavalcare l'asino del nostro rione, ma non oso chiederlo e nessuno me lo proporrà mai. Pazienza, siamo tutti intrappolati nei nostri ruoli e nelle visioni che gli altri hanno di noi e che noi abbiamo degli altri. Non è giornata, davvero...mi piacerebbe occuparmi di un bambino piccolissimo, avvolgermi nella freschezza di una vita nuova e dimenticare tutto il resto. A questo proposito, vi segnalo il nuovo blog di una mamma che non conosco ma che abita in zona e che potrebbe essere utile per le neomamme: http://www.barbaraecomamma.blogspot.com/ .
Ed ora, consoliamoci con cose buone, buoni profumi, buona musica, buoni pensieri, tutto per affrontare il giorno e ricordarci che è prezioso e unico, e che merita tutta la nostra attenzione e la nostra dedizione. Abbiate cura di voi, claudia
Il corpo non mente
La mente, mente. Il corpo, mai. Va tenuto presente, ed è utile rivolgere l'attenzione ai segnali che il corpo ci manda. Alcuni sono chiari, altri più criptici, ma con un po' di allenamento possiamo arrivare a conoscerci meglio. Da tener presente che ognuno di noi ha un funzionamento diverso, e che una stessa persona cambia a seconda dei periodi di vita. Io so di funzionare bene a corrente alternata: grandi "botte" di energia, e periodi di riposo...così, ho imparato a non allarmarmi quando ho la febbre il giorno seguente ad una grande emozione, o se mi addormento in piedi dopo un periodo adrenalinico. Tendo a buttarmi ancora sui mezzi di soccorso immediato: mangiare tanto quando sono stanca, o dormire quando sono triste, o fare un bagno caldo se mi sento tesa. Ma, con il tempo, imparo anche il piacere di avvoltolarmi nelle emozioni, e a non spaventarmi, concedendomi di sentire fino in fondo la stanchezza, o la rabbia o la tristezza, ma anche la gioia e il senso di appagamento.
Oggi ho nuotato a lungo, e il mio corpo era felice nell'acqua, non aveva altri desideri che di essere lì, a scivolare nell'acqua limpida e solitaria della piscina (c'ero solo io, e il bagnino). E questa sera il ciliegio mi chiama sui suoi rami, ma non posso ascoltarlo a causa di una riunione. Perdonami, corpo, e perdonami, ciliegio! claudia








