Esperimenti di intuito
Mi piace molto fare esperimenti "scientifici": quando le bambine erano neonate, fresca di studi di psicologia, le ho sottoposte ad ogni possibile test (che fosse innocuo, però!): riflessi, Strange situation (un esperimento del padre della psicologia cognitivista, John Bowlby),...Adesso non si prestano più (ma io osservo loro e le loro compagne, è già uno studio interessante!). Così, uso me stessa: cosa succede se non bevo caffè per tre giorni? E se ne bevo cinque tazze in uno soltanto?...Oppure: che effetto mi fa un profumo, una parola, una situazione? Ognuno di noi ha materia di studio per una vita intera, e non c'è pericolo di annoiarsi...Ultimamente, mi esercito con le percezioni intuitive: chiudo gli occhi (a volte metaforicamente, perché non è che intenda passare per un essere più strano di quanto già appaia!) e mi concentro su quello che provo vicino ad una persona. L'altro giorno, ho avuto un brivido di inquietudine, un senso sottile di paura, minaccia incombente...e dietro di me, voltandomi, ho visto vicinissima una persona che mi mette a disagio, anche perché mi hanno riferito cose spiacevoli sul suo conto (si tratta di una persona con una forte aggressività). Buoni esercizi, allenatevi e mi saprete dire...claudia

Aria nuova alle camere
Dopo la maratona elettorale, non se ne puo' più di sentire risultati di elezioni e commenti a caldo...ricentriamoci, và, che è meglio! (parlo come un puffo blu, cosa mi è successo?!) Ad esempio, rimettiamo in ordine lo spazio in cui viviamo: cio`che è vicino a noi e sul quale abbiamo una responsabilità diretta, che poi in qualche modo influisce anche sul tutto...A volte viene voglia di cambiamento, di modifiche, di spazi nuovi. Quando succede, spesso si butta via quello che non piace o non serve più (lo chiamano space-clearing), e si corre a comprare qualcosa di nuovo. Il primo impulso bene, il secondo meno: dopo qualche mese, al massimo qualche anno, anche ciò che abbiamo acquistato perde la patina lucente della novità, e finisce a sua volta nella spazzatura. Per uscire da questo circolo, una possibilità è riciclare, spostare, usare la fantasia: un vecchio letto potrebbe diventare un nuovo divano; un vecchio peluche un nuovo cuscino; una vecchia coppa vinta a un torneo di calcio un divertente portasapone che va a sostituire la vaschetta di vetro rotta. Una modifica pensata, ideata personalmente, possiede un'anima con cui nessun nuovo oggetto puo' competere! E quando qualcosa ci ingombra, ricordiamoci di Caritas, degli ecocentri, di scambi a ogni livello...finisce che per un oggetto che si cede, se ne trova un altro che farà, per un periodo più o meno breve, la nostra felicità! Vi auguro un buon inizio settimana, libero da pensieri e da oggetti inutili, claudia

Coppa di luna
Uomini che state leggendo, smettete di leggere: questo è un post per sole donne! Perdonatemi, ma a volte abbiamo bisogno di ritrovarci tra noi femmine, e il mondo ce ne dà raramente la possibilità: dobbiamo prenderci il tempo e lo spazio. Non che non ci piaccia stare con voi maschi, anzi! Però, a volte dobbiamo parlare tra di noi, ritrovarci tra cromosomi x per capirci e scambiarci riflessioni e informazioni. Quindi, ora che siamo solo tra donne...vi consiglio di cercare nella vostra farmacia o su internet il mooncup (coppa di luna), un assorbente interno in silicone, utilizzabile per tutto l'arco fertile della vita, e dunque più ecologico, economico e anche igienico degli assorbenti esterni o interni come li abbiamo conosciuti fino ad oggi. Bisogna inserirlo durante il ciclo, e ricordarsi di estrarlo, svuotarlo e risciacquarlo ogni 4-8 ore. Davvero un'innovazione nel campo mestruale, peccato averlo scoperto a pochi anni dalla menopausa, dunque vi passo in fretta l'informazione perché possiate provvedere per tempo e suggerirlo alle vostre figlie. A proposito: ricordate che il ciclo mestruale è una benedizione e un inno alla fertilità e ai cicli della natura, non maleditelo mai! Un saluto...da donna a donna! ;-) claudia

Arrivederci Bacco
Alla fine, è stata una bellissima festa dell'uva, con un clima estivo e tanta gioia per le strade. Il momento più bello, che conserverò nei ricordi, è un cantuccio discosto di una corte in un momento senza molta affluenza, in cui io e andreas abbiamo beneficiato della degustazione, con tanto di spiegazione, da parte di un esperto. Ho riconosciuto il profumo della frutta matura, il retrogusto lontano di rosmarino, l'accenno della botte di rovere di un buon vino, e quel mezzo bicchiere è stato sufficiente per inebriarmi fino a sera, di qualità e non di quantità. Le cose migliori vanno assaporate, gustate, fatte durare il più a lungo possibile. La vita è un soffio, soltanto l'amore conta (perdonatemi: sono un'appassionata lettrice di necrologi!); e l'amore che ho avvertito nella cura di quel vino, e nella descrizione che è possibile farne, è un buon insegnamento, una lezione di cultura e di vita. Prendersi il tempo, cercare di far bene ciò che si fa, impegnarsi e poi godere del proprio impegno e di tutto ciò che arriva in dono.
E ho ballato e saltellato da sola, seguendo i Vad vuc, senza bisogno di nessun contatto umano, sola nella musica, felice (per un attimo, come sempre è per sorella felicità). Ed oggi è già martedì, siate felici, e godetevi il sole se potete (e non siete costretti a restarvene alla luce artificiale e all'aria condizionata, tortura delle torture per noi esseri dei boschi), claudia
in foto, la stanza della figlia grande, dove mi rifugio a leggere appena possibile (da sola o insieme a lei, quando mi offre ospitalità)
Quel enfants laisserons-nous à la planète?
Un amico mi ha parlato di una scuola di educazione alla pace, un progetto educativo bellissimo in un luogo incantevole della Francia, les Amarins nel Drône. Vedere il film che racconta di quest'esperienza è una cosa che vi consiglio caldamente se avete figli, se siete docenti, o se siete in qualche modo interessati a ciò che lasciamo su questa Terra... La scuola, il Colibrì (da una leggenda amerindia che racconta come il colibrì portasse una goccia d'acqua nel becco durante un incendio nella foresta...perché una goccia d'acqua è pur sempre meglio che niente!), parte da una riflessione sull'atto costitutivo dell'Unesco, redatto nel 1945, che dice: "Le guerre nascono nello spirito degli uomini; è nello spirito che devono essere innalzate le difese della pace". Si basa sulla pedagogia cooperativa...Non entro nei dettagli (guardate questo sito e, se siete interessati, ordinate il dvd da far vedere a parenti e amici, regalatelo ai maestri dei vostri figli, fate girare l'esperienza: http://www.lesamanins.com/quelsenfants/ ), ma sappiate che ho terminato la visione con le lacrime agli occhi pensando alla differenza con le nostre scuole... Facciamo qualcosa, ci impegniamo nel nostro piccolo per trasformare la scuola in un'esperienza positiva per tutti, ci state?! Siamo solo al quarto giorno, e una pioggerella sottile accarezza i prati assetati, claudia








