San Giuseppe
Auguri a tutti i papà, sperando che ricevano bei biglietti e lavoretti fatti a mano, o qualche momento insieme ai figli più grandi, magari già cresciuti e padri a loro volta. Nella nostra società, la figura paterna è spesso in difficoltà. Un tempo, i padri erano assenti dalla scena domestica quotidiana per molte ore al giorno, ma molto presenti in quanto figure forti e rispettate. Oggi, sono tanti i padri che devono combattere battaglie burocratiche per riuscire a vedere i propri figli qualche giorno al mese dopo un divorzio, e sono tante le situazioni di tristezza se non di vera e propria disperazione. I figli hanno bisogno di un padre, del loro padre, e troppo spesso devono fare i conti con altre figure paterne, che magari cambiano nel corso degli anni con il mutare della situazione sentimentale della madre: questo non giova alla formazione dell'identità, e i risultati non tardano a manifestarsi. Ma oggi è un giorno di festa, e non voglio indulgere in pensieri cupi: festeggiamo i padri, rendiamogli onore, riconosciamo la loro importanza...Auguri, auguri e falò notturni! claudia
L'albero di Pasqua
Avete preparato l'alberello di Pasqua, o della primavera che dir si voglia? Si prende un ramo di nocciolo ritorto (si trova nei giardini o nel bosco), lo si mette nell'acqua e si addobba con coniglietti, pulcini e ovetti. Stando in casa, al caldo, inizia a gettare le foglioline verdi prima di quanto farebbe all'esterno, e porta in casa l'aria della bella stagione in anticipo...del resto, concorrono la luce, i profumi che entrano dalle finestre: tutto ci parla di primavera, anche se in questi giorni la pioggia fredda gela le mani durante le passeggiate. Sul prato, nei boschi, si scorgono margherite, primule, pervinche. Io ho avuto il desiderio di gettarle nell'acqua del fiume come segno di lutto per la tragedia giapponese: l'acqua scorre, e ci unisce idealmente anche ad un Paese lontano come quello del Sol Levante. Vi saluto in silenzio, claudia
La carne
Questa cosa del mangiare gli animali non è un tema davvero risolto. A volte, torna. Spesso fingo di essere in pace, siccome tutto sommato la vita si nutre di vita. Oppure, razionalizzo, spiegando alle bambine che per dieci anni io e il papà non abbiamo mangiato carne, ma che poi il mio sangue era più simile alla composizione dell'acqua che al giusto livello di ferro e altre sostanze che il sangue deve avere. Così, non penso che la cosa marrone nel piatto un tempo belava o muggiva e correva e aveva due occhi e un respiro, e riesco a mangiarne almeno la metà. Ma non è davvero una questione che mi lasci indifferente. Da qualche parte, è aperta, pulsa, spinge per uscire allo scoperto. Per questo, mi rifiuto di leggere il libro di Jonatan Safran Foer ("Se nulla importa, perché mangiamo animali?") e di pensarci più di tanto. A volte mi ricordo che esiste anche la carne come possibilità di cibo, la compro e la cucino (o, più spesso, la mangio quando la trovo preparata). Ma non è una questione davvero pacifica, e in ogni caso non manco mai di dire grazie con il pensiero all'essere che è stato sacrificato anche a causa mia. E voi come vivete il vostro essere onnivori? Cari saluti, claudia
Passo dopo passo...
Passo dopo passo, la primavera sta arrivando. La si sente nel profumo dell'aria, nella luce rosata del tardo pomeriggio, che indugia prima di farsi chiamare sera. La primavera, lo dico anche quest'anno, è la stagione più malinconica e menzognera, per me. Tempo d'esami a scuola, tempo di allergia al polline, tempo di stanchezza che fatica a lasciare l'inverno, tempo di promesse che durano un soffio, ed è subito tutto finito, terminato, andato, perduto per sempre. La primavera è bugiarda: i boschi si vestono e nascondono le loro verità, gli alberi smettono di stagliarsi all'orizzonte con il profilo chiaro dei loro rami e si fanno fronzuti, parlano a voce alta quando c'è il vento, ridono sotto la pioggia. La primavera sarebbe anche bella, se durasse, ma appena tolti gli abiti leggeri dagli armadi, si è nel caldo torrido dell'estate che tutto brucia, e poi via verso l'autunno. Lo so: questa è una visione tragica, e non dovrei indulgere in questo pessimismo tardo-romantico da brume e campagne inglesi rese verdi dalle piogge. Adesso voglio pensare alla Primavera di Botticelli, a canti e danze, alle immagini più banali e allegre di questa stagione che sta arrivando. Voi a che riti vi affidate per celebrare la primavera? Pulizie della casa, lavori in giardino, musica da danzare, la riapertura della stagione dell'aperitivo solitario o in strettissima compagnia, i colori e i sapori che mutano, la speranza...ah, la SPERANZA, che parola importante! Vi abbraccio, claudia
Tredici anni
Oggi la nostra figlia maggiore compie tredici anni. Tredici! Che età magica, bellissima: per tutta la vita ho desiderato avere tredici anni...quand'ero bambina, mi sembrava l'età dell'ingresso definitivo nell'età adulta, in un mondo pieno di segreti e di misteri, un'età con maggiori possibilità di libertà e di indipendenza. E ora, se ripenso a un momento in cui sono stata particolarmente me stessa, e felice, mi vengono immagini legate a quel periodo di vita: le camminate sulla spiaggia, il fermarsi sui sassi a contemplare, le amicizie, gli amori, le letture appassionate, la vita come una lunga distesa di possibilità infinite. E i colori vividi, le ossa che sporgono, la voglia di imparare, la snellezza e l'elasticità del corpo e dei pensieri. Un'età disarmonica, in fondo, ma anche in una profonda convergenza di materiale e immateriale, di profondità ed esteriorità. A tredici anni, tutto è importante, e nulla lo è. Un giorno è la tormenta e la tenebra, e il successivo la brezza leggera e fresca del dopo temporale. Se penso a Lila, mi viene forte una parola che mi riguarda: custode del suo giardino interiore. Se penso a Lila, smetto di pensare e mi commuovo. E con lei alle sue compagne, orsette bellissime e non ancora in fiore, un attimo prima della fioritura, complicate e meravigliose. Auguri a tutte le tredicenni, e alla tredicenne che ancora alberga in qualche parte nascosta in ognuna di noi, claudia








