La stanza di Claudia

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18 gennaio 2011

Le pulizie di casa

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Com'è bello pulire casa quando fuori c'è il sole, e dentro nessuno che cammini sulle piastrelle ancora bagnate dall'acqua insaponta e che interrompa le operazioni di ripristino dell'ordine e della pulizia! Alcuni si fanno aiutare, e anche io l'ho fatto in alcuni periodo della vita, con le bambine molto piccole e troppa stanchezza sulle spalle, ma in linea di principio la penso come Gandhi: ognuno dovrebbe periodicamente dedicarsi anche ai lavori più umili (lui puliva le latrine) per non allontanarsi troppo dalla concretezza, per ricordarsi di quanto lavoro produciamo con la nostra semplice esistenza, per non volare in spazi troppo rarefatti e fasulli. Occuparsi delle pulizie di casa, in silenzio o con una musica adatta alla giornata e allo stato d'animo, è davvero prendersi del tempo per sè, anche per riflettere, rigenerarsi e fare movimento fisico. Meglio utilizzare prodotti non tossici per non rischiare di finire intasati da sostanze nocive, e godersi il buon profumo del sapone di potassa, del limone, dell'aceto. E, una volta terminato, sedersi a bere il succo di un limone con lo zucchero e godersi un momento la pace e la lucentezza, l'ordine ripristinato che non durerà a lungo, ma che è tanto piacevole a vedersi! Un caro saluto, claudia

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22 dicembre 2010

Oltre il solstizio d'inverno

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Ce l'abbiamo fatta, siamo oltre: dopo il giorno più corto dell'anno, con in aggiunta un'eclissi totale di luna, ci incamminiamo verso la luce: da oggi, il giorno si allunga. Ma sono ancora giorni di mistero, di aria strana: grandi felicità e dolori acuti all'avvicinarsi delle Feste. Persone che non ci sono più, ma anche nuovi progetti; questioni familiari e questioni private. Oscilliamo sempre tra un estremo bisogno di sicurezza, di conosciuto, di casa, e nel contempo di novità, di scoperte, di nuovi territori spaziali o mentali. Una donna magra ed energica mi ha detto che ogni vigilia di Natale va con un'amica sulla vetta del Generoso ad assistere all'alba. Un bel rito, e proprio di riti abbiamo bisogno in questi giorni. Riti lieti, personali, sentiti. Dare significato ai gesti, al sedersi attorno ad un tavolo con i propri familiari e anche accanto alla finestra in solitudine. Il gatto sa, il cane sa: conoscono la nostra solitudine, e i nostri spazi preziosi di comunicazione. Ripenso alle persone che mi hanno portato buone cose durante quest'anno: persone speciali, che in alcuni casi mi hanno anche ferita, ma facendomi scoprire altre parti di vita, e in altri casi hanno saputo sorprendermi con una frase, un gesto, uno sguardo d'intesa: siamo uguali e siamo diversi, siamo fratelli e siamo sorelle. Le faccio sedere tutte al tavolo della mia fantasia, ad un banchetto di festa, e auguro loro altrettanto bene, e non le lascio: le porto nel mio cuore.

Vi porto nel mio cuore, questo povero cuore balaustrato di malinconia, claudia

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20 dicembre 2010

Natale si avvicina

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Che Natale sarebbe, senza un po' di festa, senza unirsi ai propri cari, prendendosi il tempo per restare di più e in di più attorno ad un tavolo, o scintillare attorno con un bicchiere che faccia le bollicine? La luce è poca, il freddo stringe tutto e tutti nella sua morsa: ocorre cercare un po' di speranza laddove la si trova. L'importante è non esagerare, non portare in giro le proprie quattro ossa troppo a lungo in mezzzo alle feste e ai festeggiamenti, bensì cercare l'equilibrio tra spazi privati e luoghi pubblici. E anche con i regali: fa piacere preparare e ricevere qualche piccolo dono, ma sarebbe sfiancante caracollarsi in giro pieni di pacchetti senza che il piacere superi il senso del dovere.

Questo fine settimana, ho avuto diversi bei doni: vedere la fiaccolata dei piccoli lupetti e esploratori, e bere il loro vino caldo attorno al fuoco; un concerto bellissimo, esaltante: quello di Esperance al palapenz di Chiasso; pattinare con le bambine immaginando di essere su un lago finlandese; un aperitivo a casa di cari amici. Immagini, suoni e sapori si mescolano ancora, e oggi mi prendo il mio tempo per riassaporare questi momenti. Vi auguro un buon fine tempo dell'Avvento: Natale è qui vicino! claudia

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6 dicembre 2010

Il segno zodiacale

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Con un salto mentale che ha un collegamento ma che sarebbe troppo complicato raccontarvi, dai pensieri sull'avvento passo a quelli sullo zodiaco. Io non leggo mai gli oroscopi, anche perchè cerco di concentrarmi sul presente piuttosto che sul futuro (tranne quello di Brezny sull'Internazionale, perchè è poetico e visionario), ma inevitabilmente mi ritrovo a parlare dei segni zodiacali, perchè è interessante riconoscersi, classificare la persone, cercare ordini e spiegazioni. Finiamo per somigliare un po' al nostro segno, a trovare similitudini, anche se a ben guardare potremmo trovarne in ogni altro segno, ma per una legge psicologica ci concentriamo su ciò che combina e tralasciamo quanto non combacia.

Così, mi accorgo che divento sempre più "toresca" man mano che passano gli anni (sono un toro di maggio): sempre più attaccata alla terra, alla sicurezza, al buon vivere, alla parte piacevole, bella e sensuale della vita. Potrebbe sembrare buona cosa, in realtà significa che perdo in leggerezza, in capacità di sognare, di fare voli pindarici, di non angustiarmi di fronte alle difficoltà che ogni scelta comporta. Per dire, se programmo una bella serata, già penso alle parti spiacevoli, all'organizzazione, agli inconvenienti, alle inevitabili rinunce. Una faticaccia, ve l'assicuro. E mi arrabbio e nel contempo mi incanto con i segni d'aria presenti in casa, leggeri e delicati, irritanti e assolutamente benefici per dare un po' di ossigeno alla terra! E voi di che segno siete, vi ci riconoscete? cari saluti imbiancati dalla neve, claudia

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4 dicembre 2010

Ancora sull'avvento

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Si possono fare i più svariati calendari dell'avvento: tra innamorati (ogni giorno, a turno, un bigliettino con qualcosa da fare insieme), di lettura (una storia che prosegue ogni giorno); alle finestre (alcuni comuni lo organizzano, ad esempio Besazio: ogni giorno una famiglia illumina la propria finestra decorata e offre accoglienza ai bambini del paese con una storia e qualcosa di caldo da bere per gli adulti);...ho pensato che sarebbe bello pensare ad un calendario per sottrazione: ogni giorno si toglie qualcosa (un giorno si decide di regalare qualcosa che si ha in casa che non si usa più; un altro di non fare più qualcosa di inutile o dannoso, come fumare o fare troppe pulizie o altro;un giorno di mangiare meno,...) fino ad arrivare al Natale più leggeri, liberi, pronti ad accogliere la luce, con "la stalla" resa semplice e accogliente.

L'importante è avere qualcosa da attendere, una speranza, una luce lontana verso cui camminare, anche se a volte la nebbia e il buio che cala presto sul gelo la rendono quasi invisibile: ma da qualche parte è là, esiste. Un saluto speranzoso e infreddolito (come patisco il freddo, questi giorni!), claudia

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