Sasha (da sin.), Nicolò, Francesco, Matteo (in piedi), Lorenzo, Tommaso, e il secondo Nicolò durante la gita sul lago.

Padri e figli maschi in campeggio

La singolare tradizione portata avanti da alcuni papà luganesi con i rispettivi ragazzi. Quattro giorni in tenda, a pochi chilometri da casa, in totale anarchia. Le donne? Non ammesse.

TESTO: PATRICK MANCINI - FOTO: SANDRO MAHLER

Vita da maschiacci, in totale anarchia. Padri e figli, al campeggio, a pochi chilometri da casa. Le femmine? Non ammesse. È la singolare tradizione portata avanti da alcuni papà del Luganese, Simone Rissone, 51 anni, Luca Pagnamenta (53), e Federico Guglielmone (46). Ogni estate si danno appuntamento a Tenero, in uno dei pochi camping a cinque stelle della Svizzera. «Sono stato io a fare da apripista – racconta Simone –. Sette anni fa volevo fare tirare il fiato a mia moglie per qualche giorno. E così ho preso i miei figli, Tommaso e Mathias, e sono venuto in campeggio».


Cellulare vietato
Nel frattempo, la voce si è sparsa tra gli amici. Luca, l’anno successivo, decide di aggregarsi. Poi, qualche tempo più tardi, è il turno di Federico. «Casualmente – evidenzia Luca – abbiamo tutti figli maschi. E quindi, a un certo punto, abbiamo deciso di mettere il veto alle donne. Simpaticamente e goliardicamente. È anche un modo per regalare alle nostre rispettive compagne qualche giorno di tregua. Loro apprezzano la nostra assenza da casa». L’allegra tribù quest’anno ha affittato l’area che dà direttamente sul lago. Con tanto di spiaggia in stile caraibico, dotata di ombrelloni di paglia e comode sdraio. Il resto è spartano. «Ognuno ha la sua tenda – indica Nicolò, 12 anni, figlio di Luca –. Quest’anno abbiamo invitato anche alcuni vicini di casa, siamo una decina di ragazzi. Si va a dormire quando si vuole e durante la giornata facciamo un sacco di cose divertentissime. Dal wakeboard al traino della banana. Mio papà guida la barca e ci porta a rimorchio a spasso per il lago. Poi ci sono le biciclettate, i tuffi in piscina, le partite a calcio, la lotta sulla zattera».
«Ci sentiamo un po’ come avventurieri – gli fa eco Tommaso, 14 anni –. E sapete che i nostri padri ci hanno pure vietato i telefonini? A me personalmente non pesa fare questa rinuncia». «Diamo ai ragazzi la piena fiducia – fa notare Federico –. Devono semplicemente rispettare alcune regole di base, come quella di restare all’interno del campeggio. Inoltre, abbiamo effettivamente deciso di sequestrare loro cellulari e tablet. È anche un modo per disintossicarli. Noi stessi, in questi quattro giorni, comunichiamo tramite ricetrasmittenti».

Lorenzo (da sin.), Simone Rissone, con i figli Mathias (di spalle) eTommaso (in primo piano).

Rapporti di vicinato
Un’esperienza unica nel suo genere. Completamente fuori dagli schemi. Gli altri ospiti del camping osservano con curiosità l’accampamento della tribù luganese. «Siamo i soli ticinesi del campeggio – ammette Simone –. E solo noi parliamo in italiano. I turisti vedono questi padri con figli solo maschi e si pongono un sacco di interrogativi. Rappresentiamo una specie di polo di attrazione. La gente viene e ci fa domande, cerca di capire cosa stiamo facendo».
«Siamo anche gli unici in tenda – ironizza Luca –. Qui di solito sono tutti in camper o in roulotte. Il livello del camping è alto, così come l’età media della clientela. La gente viene qui per rilassarsi. Non è abituata ai nostri schiamazzi. C’è stata una sera in cui siamo stati sgridati da un ospite svizzero tedesco perché parlavamo ad alta voce, mentre lui voleva riposare. Anche per questo, cerchiamo di mantenere un buon rapporto con i nostri vicini. Una bottiglia di vino, come dono preventivo, rappresenta una mossa strategica».
Simone mette poi l’accento su un altro aspetto singolare. «Siamo considerati turisti a tutti gli effetti. E quindi abbiamo tutti i relativi sconti legati ai trasporti pubblici. Il posto in riva al lago lo prenotiamo già con un anno d’anticipo. Ogni tanto, tra i nostri amici, c’è qualcuno che ci chiede se l’estate successiva si può aggiungere. A noi starebbe pure bene. Però poi tra il dire e il fare, c’è di mezzo un feeling che non deve essere rotto. Noi abbiamo le nostre abitudini. E ne siamo, per certi versi, gelosi».


Lorenzo e Francesco sfiniti per le troppe attività, prima del meritato pisolino pomeridiano.

Tramonti e grigliate
Dal passato dei tre papà riaffiorano aneddoti divertenti. «Come quella volta in cui siamo stati sorpresi in piena notte da un temporale – rievoca Simone –. La vicina urlava, spaventatissima perché le tende stavano volando via e lei pensava che i ragazzi fossero ancora dentro. Ci siamo messi tutti in macchina a dormire».
«Quando torniamo a casa – scherza Luca – le nostre mogli rimangono stupite, perché tanti dei vestiti di ricambio non sono stati indossati. Fa parte del gioco. In fondo anche noi adulti torniamo un po’ teenager e chiudiamo un occhio su questi dettagli. Si sa che i maschi sono più alla buona». Libertà assoluta. Con la grigliata in riva al lago come momento clou. Sul fuoco c’è di tutto: bratwurst, costine, picanha, verdure.


Federico Guglielmone prepara la merenda per tutti.

«Usiamo stoviglie di carta o di plastica – evidenzia il piccolo Nicolò –. Quando abbiamo finito di mangiare, le laviamo per riutilizzarle. Non si spreca niente in campeggio». «Guardando il tramonto – sussurra Luca –, si ha una sensazione paradisiaca. Pazzesco, se si pensa che siamo a pochi chilometri da casa nostra. E con questo tipo di vacanza, nonostante tutto, non spendiamo neanche tanto». Tutto ciò rende ancora più amaro il momento del rientro. «Certo, il giorno della partenza siamo tutti un po’ meno euforici. Ma ce ne andiamo con la certezza di ritrovarci, esattamente nello stesso posto, tra un anno», conclude Federico. ○

Torcia, coltello e spray non devono mancare:

  • La torcia: in tenda non esistono interruttori. E i cellulari illuminano fino a un certo punto. Una buona torcia vi assicura un’illuminazione quasi a giorno. E non scordatevi le batterie.  
  • Il coltello multifunzionale: è dotato di forbice, cavatappi, apriscatole, cacciavite e chi più ne ha, più ne metta. Strumento indispensabile.  
  • Spray e creme anti zanzare: non sottovalutate la voracità di questi insetti. Rischiano di rovinarvi il soggiorno. Sul mercato, esistono anche acchiappa zanzare elettronici.
  • Compressori: biciclette e gommoni vari hanno sempre bisogno di un buon rifornimento d’aria. Evitate le pompe manuali, troppo scomode e faticose.
  • Griglie: che vacanza in campeggio sarebbe senza una buona grigliata? Dotatevi di una griglia facile da usare e non ingombrante. Non dimenticatevi il materiale per pulirla.
  • Frigorifero: in estate c’è bisogno di bere molto. E soprattutto si ha voglia di bibite fresche. Il frigorifero è un imperativo. Se poi riuscite ad aggiungerci anche un moderno apparecchio produttore di ghiaccio, sarebbe il top.
  • Bicchieri e stoviglie: privilegiate materiale riutilizzabile più volte. In campeggio vanno evitati gli sprechi. Non dimenticate i sacchi per smaltire i rifiuti in maniera differenziata.
  • Giochi di società: fare campeggio equivale a fermare il tempo e a fare aggregazione. È l’occasione buona per rispolverare il classico gioco da tavola.
  • Fornello a gas: serve per preparare il caffè, per bollire l’acqua. Non deve mai mancare.
  • Comfort: d’accordo essere spartani, ma ogni persona presente dovrebbe avere diritto a una sedia personale. Non dimenticate il gazebo, per ripararvi dal sole o dalla pioggia.

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Pubblicazione:
lunedì 06.08.2018, ore 00:00


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