Dj Lukas, alias Luca Tavaglione, sarà il 28 luglio in zona Foce a Lugano per un evento musicale gratuito.

Un dj in banca

È stato il primo ticinese, nel 1994, a salire su un carro della Street parade a Zurigo. Luca Tavaglione, alias dj Lukas e manager di banca, ci racconta la sua passione totale per la musica elettronica.

TESTO: ROCCO NOTARANGELO - FOTO: SANDRO MAHLER

Bancario e dj, due ruoli agli antipodi, una persona sola. Quella di Luca Tavaglione (Lugano, classe 1973), che negli anni 90 spopolava come dj Lukas ed oggi, in giacca e cravatta, è un manager di una grande banca. Dr. Jekyll e Mr. Hyde? «Sì, apparentemente» si schermisce il 45enne. «In realtà, la professione di bancario è l’altra faccia della mia personalità. Convive benissimo con la mia passione per la musica elettronica, che coltivo come dj e produttore nelle ore notturne e nel fine settimana. E mi permette di essere creativo nell’ambiente di lavoro e con la clientela».
Come è nato e si è sviluppato questo rapporto fusionale con musica? «Sin da adolescente ero innamorato della techno e dei suoi filoni, Hard Techno, Acid, Intelligent Trance… Passavo giornate nei negozi di dischi per cercare quelli più originali, esclusivi. E intanto smanettavo a fare il dj» racconta Luca. «Tutto ciò da autodidatta, ma con il dono di un formidabile orecchio e un istinto innato per ritmi e percussioni».
Il periodo d’oro della musica elettronica furono gli anni 90, esaltati dalla Street parade di Zurigo e dai grandi rave party. «Li frequentavo anch’io con gli amici; lì ho fatto il mio apprendistato, finché, nel 1994, a 21 anni, con l’incoscienza di quell’età, sono stato catapultato come dj Lukas, primo ticinese, sul carro della Street parade. Un’emozione indescrivibile in un delirio collettivo. Poi, ho messo dischi in vari Energy party alla Hallenstadion di Zurigo e in importanti club: al Trax di Zurigo al Rex di Parigi, al Cocoricò di Riccione». Come è oggi la Street parade, che si tiene l’11 agosto prossimo? «Secondo me, pur restando l’evento per eccellenza, con i più grandi dj del mondo, ha perso il carattere artigianale, spontaneo degli inizî. È diventata una macchina organizzativa perfetta, ma i mega rave successivi sono praticamente spariti».

Dj Lukas tra i suoi amati vinili.

Una casa discografica
Nel 2014, nonostante il lavoro, la musica e… la famiglia (due figli), Luca ha ottenuto anche il master in Cultural Management alla Supsi. «Sì, avevo bisogno di rigenerare la mia mente, tornare ad occuparmi del settore creativo e culturale, in particolare musicale. Il master mi ha fatto capire gli errori commessi in passato nella mia attività di dj e mi ha offerto una formazione più strutturata da applicare al mio hobby. E così, il primo passo, lo scorso anno, è stato la nascita della casa discografica SevenScalesRecords, con sede a Lugano. Lo scopo è mettere a disposizione la mia competenza manageriale e di dj-producer ai giovani artisti underground di musica elettronica che pullulano nella Svizzera italiana. Il primo risultato tangibile è la compilation Let’s Acid. Volume 1, lanciata nel giugno scorso su tutti i portali del mondo, a cui hanno collaborato artisti locali, nazionali e internazionali: dai ticinesi Andrea Patelli (alias Alogique) e Paolo Ossi (alias Paul Bones) al famoso producer bosniaco Forest People».

Credits: Music by Andrew Sommer, 2017;
Track Mein Stern from Mein Stern EP W&P by Luca Tavaglione, Andrea Patelli,
2017 Cover by FrattacArt, 2017 Video by Silvia Frigerio, 2017

Una volta c’erano i dischi che saltavano sui carri e ai rave. Oggi c’è il digitale. Quali cambiamenti ha introdottonell’arte del dj e nella musica elettronica? «Tantissimi. Io sono nato con il vinile, dj techno, con musica dura e dritta, ritmi più compressi e melodie spesso scure. E ho prodotto più di 100 titoli, su vinile, cd e cassette. Ogni tanto mi uscivano delle melodie, suoni diversi che non potevo pubblicare come dj Lukas, avrei spiazzato il mio pubblico. E mi sono inventato degli eteronimi: Raimond Ford, D-EX, Racket Knight…» ricorda con nostalgia. Ma quali vantaggi offre la musica digitale? «Di sicuro, i supporti tecnologici per riprodurla permettono uno standard qualitativo nettamente più elevato rispetto alla musica analogica. Se i Pink Floyd registrassero oggi The Wall uscirebbe un disco spaziale. Però, c’è anche il rischio di avere una musica un po’ omologata, clonata. Ai miei tempi, con le macchine analogiche eravamo costretti a creare un mood individuale, oggi con i virtual synth è tutto già pronto, omogeneizzato».

Rete3 e il laboratorio a Lugano
Luca Tavaglione è in servizio permanente come dj-producer ed esperto di musica elettronica. Per esempio, ai microfoni di Rete3 , una volta al mese conduce il programma “Push the tempo”, con il nome d’arte Artiglio, insieme con la collega Alevì. «Diamo spazio alle novità discografiche regionali, proponiamo alcuni mixati e un disco “storico” degli anni 90. Grazie all’ottimo riscontro, la trasmissione è passata da un’ora a un’ora e mezza» sottolinea con orgoglio Luca. E c’è di più. Due eventi nei prossimi giorni. Il 28 luglio, in zona Foce a Lugano, un laboratorio a cielo aperto, gratuito, con artisti dal vivo che si esibiscono con tastiere e strumenti elettronici. E il 3 agosto,“Push the tempo” di Rete3 sarà presente alla Rotonda del festival del film di Locarno. 

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