«Gli haters? Ci rido sopra»

Piccole popstar crescono. In "Essere qui" Emma canta del suo lavoro interiore. Il video; la recensione. — DIEGO PERUGINI

L’italiana Emma continua il suo percorso alla ricerca di un’identità meglio a fuoco. In Essere qui (Universal) la cantante salentina racconta il felice momento personale e artistico, frutto di un lavoro interiore che l’ha portata ad abbracciare il mondo con ritrovata serenità. Lo si percepisce dal “mood” delle nuove canzoni, come il singolo L’isola, con le chitarre stile U2, il piglio incalzante e tanta elettronica, che ritroviamo anche in Sottovoce e Portami via da te. La voce è più misurata e meno “urlata”, i testi parlano d’amore nelle sue varie declinazioni, sensualità esplicita inclusa, come nella maliziosa Effetto domino. Mentre Malelingue, un po’ alla Nannini, parla di come difendersi da “haters” e cyberbullismo. Ma il meglio sta nel blues spoglio di Sorrido lo stesso, dove Emma si mette a nudo e descrive l’arduo cammino per raggiungere il sogno. Un’atmosfera scarna e vibrante, che ci piacerebbe ritrovare più spesso nei suoi dischi.

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