Grazie ad un progetto di reintroduzione, il gipeto è tornato a sorvolare i nostri cieli.

Veleggiatore d'altura

TESTO: CAM - FOTO: SAMUEL MORISOLI, PRO NATURA

L’apertura alare del gipeto è di quasi tre metri. Scomparso dall’arco alpino, perché perseguitato nel 19esimo secolo, in quanto si riteneva fosse “l’avvoltoio degli agnelli”, oggi avvistarlo sui nostri cieli è possibile grazie a un progetto di reintroduzione. «Non ci sono prove certe di nidificazione in Ticino, ma lo scorso anno gli appassionati di ornitologia hanno avvistato gipeti giovani e adulti sul nostro territorio», dice Martina Spinelli di Pro Natura Ticino.

Le carcasse per cibarsi
In ragione di ciò, Pro Natura e Ficedula vi invitano a visitare la mostra “I gipeti – acrobati dell’aria” con pannelli informativi, fotografie e postazioni interattive presso il centro di Acquacalda, per capire e scoprire il rapace più grande delle nostre montagne, che si ciba di ossa, che non attacca l’uomo e gli animali. Sapevate che nidifica in gennaio, così allo sciogliersi della neve emergono le carcasse per cibare il proprio piccolo? Oltremodo intrigante è il fatto che nel suo territorio individua degli “spaccasassi” sui quali fa cadere le ossa per frantumarle e poi ingoiarle. La mostra dura tutta l’estate.

Mostra fotografica di Samuel Morisoli sugli animali di montagna: gipeto, ermellino e altri abitanti della regione, ristorante del Centro Pro natura Lucomagno.

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