Scatto aereo del Labirinto della Masone.

Il labirinto più grande del mondo

A pochi chilometri da Parma, un'esperienza unica. A Fontanellato ci si può perdere tra le piante di bambù e in un originalissimo museo. 

TESTO: BARBARA BREVI – FOTO: GHIGO ROLI

«Costruirò un labirinto, e sarà il più grande al mondo». «Ma il labirinto più grande al mondo esiste già. È il deserto». Sono frasi di una conversazione di circa trent’anni fa tra il grande scrittore argentino Jorge Luis Borges e Franco Maria Ricci, illuminato editore emiliano, collezionista di opere d’arte, bibliofilo e designer che provocatoriamente accennò a un desiderio che coltivava sin dall’infanzia. Fin da bambino, Ricci era stato affascinato dai labirinti: quelli formati da specchi che vedeva alla giostre, e poi – in età adulta – quelli naturali nei suoi studi come geologo. E così, passeggiando nella campagna parmense, i due saggi dialogarono su questa suggestione, a cui tanti anni dopo Ricci riuscì a dar vita.


La corte centrale, con un’opera di Javier Marìn.

La realizzazione di un sogno
Oggi, a pochi chilometri da Fontanellato, in provincia di Parma, esiste il Labirinto della Masone, ed è davvero il più grande al mondo. Un luogo dove perdersi e ritrovarsi come in un gioco allegro e spensierato. Un luogo anche dove meditare sulla vita. Si tratta di un dedalo formato da bambù, una pianta che Ricci scelse dopo averla testata nelle sue case di Milano e di Fontanellato.


Uno dei viali con piante di bambù.

Scelta mirata, perché è un arbusto sempreverde, della famiglia delle graminacee, che non si ammala, che pulisce meravigliosamente l’aria divorando grandi quantità di anidride carbonica e rilasciando ossigeno e, soprattutto, che cresce rapidamente (può allungarsi anche di un metro ogni giorno). Quest’ultima fu una caratteristica decisiva per Ricci che, all’età in cui si va in pensione, desiderava arrivare a vedere compiuto il suo sogno, con le piante dell’altezza giusta per formare i verdi corridoi del suo labirinto.

Piantumò un’area di circa 8 ettari con 30mila piante di bambù di varie specie, da quella che cresce a zigzag a quella con particolari striature verdi o gialle a seconda del culmo. Il progetto si ampliò e, accanto al suo Labirinto, Ricci decise di creare qualcosa di molto più articolato, un insieme di edifici che potesse ospitare la sua collezione di opere d’arte e di libri preziosi. A quel punto coinvolse Pier Carlo Bontempi, un architetto emiliano, che ci racconta la sua esperienza: «Da un rapporto personale di grande amicizia con Franco Maria Ricci, si sviluppò qualcosa di particolare, quasi sul modello rinascimentale del dialogo tra il principe mecenate e il suo architetto. Forti di comuni vedute sull’architettura e una tenace affinità elettiva, facemmo una scommessa, quella di arricchire il paesaggio, di non impoverirlo con un’ulteriore edificazione. Facemmo riferimento alla grande tradizione architettonica italiana per proiettarci nel futuro. Il risultato è che il complesso del Labirinto ha una straordinaria capacità di seduzione». I primi schizzi risalgono al 2004. Il cantiere fu avviato nel 2010 e cinque anni dopo, il 29 maggio 2015, venne inaugurato il Labirinto con il Museo-Biblioteca e la Piramide che allude al labirinto come simbolo di fede.


Il Caffè del Labirinto.

Esposizioni uniche e bizzarre
Per il visitatore è un’esperienza unica, sia per la passeggiata nel dedalo di bambù, sia per la visita alla particolarissima collezione d’arte di Franco Maria Ricci, che giunge a incuriosire anche coloro che non sono appassionati di storia dell’arte. La raccolta comprende circa 500 opere, in un arco temporale che copre quattro secoli, dal 1500 al 1900. È un insieme interessante e bizzarro che non riproduce il modello dei musei pubblici, ma «che diventa – secondo Bontempi – un incontro indiretto con la geniale personalità di Franco Maria Ricci».


Particolare del ciclo di affreschi del Parmigianino.

L’effervescenza del collezionista non ha avuto freni, da una Jaguar E-Type a un busto del Bernini, dalle seducenti ballerine Art Déco in avorio, marmo, alabastro e argento a un corno di narvalo. La sale sono uno stupefacente susseguirsi di opere che Franco Maria Ricci ha selezionato nel tempo e che ora vengono accostate a quelle delle mostre temporanee che il Labirinto della Masone regolarmente ospita.

La Rocca Sanvitale
Anche a pochi chilometri dal Labirinto, nel paesino di Fontanellato, c’è qualcosa di veramente singolare. Prima di ripartire, vale la pena inforcare una delle biciclette messe a disposizione se si acquista un biglietto per la visita del Labirinto e raggiungere, attraverso la dolce e nebbiosa campagna parmense, la Rocca Sanvitale.



Veduta notturna della Rocca Sanvitale di Fontanellato.

La fortezza, circondata da un ampio fossato, venne ceduta nel 1948 dall’ultimo conte dei Sanvitale al Comune di Fontanellato che l’ha trasformata in un museo che racchiude due pezzi unici: la splendida saletta di Diana e Atteone affrescata dal Parmigianino nel 1523 e la sola camera ottica visitabile in Italia. Una magia che affascina tutti, grandi e bambini.

---------------

Informazioni utili per un weekend perfetto

Labirinto della Masone, strada Masone 121, Fontanellato (Parma), tel. 0039 0521 827081, www.labirintodifrancomariaricci.com
Il Bistrò del Labirinto, c/o il Labirinto della Masone, tel. 0039 0521 1855372, cellulare 0039 392 2218234. Un locale dove lo chef stellato Massimo Spigaroli propone
il meglio della gastronomia emiliana. A fianco anche un Caffè e una Bottega di prodotti tipici.
Tenuta Rivalazzo, via Rivalazzo 6, Noceto (Parma), tel. 0039 0521 621097, cellulare 0039 329 2153666, www.rivalazzo.com Un agriturismo, creato in una tenuta agricola di 75 ettari, che dista due chilometri dal Labirinto.

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione

Pubblicazione:
lunedì 12.03.2018, ore 16:00


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?