Da sinistra: Alice, Stefano e Davide durante una sfida alla Playstation.

I ragazzi del localino

I social network e i pregiudizi, davano per spacciati gli spazi giovanili. Ora sono tornati di moda. Stefano, Davide e Alice ci aprono le porte del loro monolocale, a Giubiasco.

TESTO: PATRICK MANCINI - FOTO: MELANIE TÜRKYILMAZ

«Siamo in otto a pagare. Cinquanta franchi al mese a testa. Abbiamo quattro chiavi in totale. Qui ognuno va e viene, a seconda delle proprie esigenze». Stefano Pellegrino, 19 anni, ci fa da Cicerone. È lui ad aprirci le porte del suo localino, spazio auto gestito preso in affitto con alcuni amici, nella zona industriale di Giubiasco. «La moda del localino – sottolinea Marco Baudino, esperto di politiche giovanili –, tanto in voga tra gli anni ’70 e ’90, sembrava essersi esaurita di fronte al boom dei social network e ai pregiudizi dei proprietari di immobili. Invece, da qualche anno, ci sono evidenti segnali di ripresa».

Genitori, non aprite quella porta
Un luogo in cui fare le prime esperienze, anche “trasgressive”. Un posto in cui i genitori non mettono il becco. Ma anche uno spazio in cui le regole sono ben precise. «Le abbiamo stabilite sin da subito – evidenzia il ventenne, Davide Frey, un altro dei ragazzi del localino –, da quando lo scorso mese di settembre abbiamo deciso di lanciarci in questa avventura. Anche perché poi ognuno di noi porta altri amici, le proprie ragazze… Si fa in fretta a creare casino. L’ordine e la pulizia sono imperativi. Di solito il momento da dedicare alle pulizie è la serata del lunedì».


Stefano nell'angolo dedicato alla musica.

Un gruppo di ragazzi del Bellinzonese. Quasi tutti studenti. Pochi metri quadrati, pieni di sogni. Il soffitto è tappezzato da bandiere. Si passa da quella spagnola a quella della Repubblica Ceca. «Ricordano un viaggio che abbiamo fatto tutti insieme qualche mese fa – dice Stefano –. Ognuno di noi ha portato qualcosa di sé stesso al localino. Abbiamo riciclato quasi tutto. I divani, il tavolo, il televisore». E c’è anche l’angolo della musica. Stefano, amante della techno, è il deejay della compagnia. «Mi piace comporre la musica che fa da sottofondo ai nostri momenti liberi». Sulla parete, un graffito, realizzato da Olly, uno dei ragazzi. «Anche la manutenzione spetta a noi – fa notare Davide –. Così come ci siamo occupati di pitturare le pareti». «Questi spazi – evidenzia Marco Baudino – sono fondamentali per la crescita dei ragazzi. Perché li mettono nella condizione di assumersi delle responsabilità. Anche nei confronti di eventuali vicini, che pretendono la quiete. È di fatto una scuola di vita».
Tra chi frequenta il localino di Giu
biasco, c’è Alice, una graziosa ragazza di vent’anni. «Ho conosciuto il localino grazie al mio ragazzo, Marco. È un posto famigliare, in cui possiamo passare anche qualche momento di intimità. Ci sono altre ragazze che vengono qui. Si socializza, ci si diverte. Ed è anche uno spazio in cui si può trovare il clima giusto per studiare, quando si è sotto esami. Diversi lo fanno. E c’è parecchio rispetto».

Dalla soffitta allo scantinato
Il resto è contraddistinto da lunghe partite alla playstation, da giochi di società, da infinite chiacchierate. «Spesso passiamo qui il pre serata – riprende Stefano –. Ma c’è sovente qualcuno anche in altri orari. Magari uno conosce una ragazza e la porta qui. È normale. Abbiamo pure le coperte per dormire».
Ragionamenti che non fanno una grinza per chi ha la mentalità aperta. Ma che ad alcuni potrebbero pure fare storcere il naso. «In diverse occasioni – sostiene Baudino – gli adulti di oggi si dimenticano di essere stati a loro volta giovani. È anche per questo che i ragazzi adesso fanno più fatica a trovare spazi del genere. I proprietari di immobili hanno paura di incappare in brutte sorprese. È difficile trovare monolocali liberi a costi modici. Ma consiglio ai giovani di non arrendersi alle prime difficoltà, di cercare nelle vecchie case, di puntare su mansarde, soffitte o scantinati in disuso. Sarà poi divertente, tutti insieme, renderli funzionali, ripitturandoli e arredandoli con fantasia».

Regole per gli spazi condivisi:

  • Stabilire un regolamento di base e condividerlo con le persone che (anche saltuariamente) frequentano il locale. Stabilire chi contribuisce alle spese e chi no.
  • Chiarire quali calzature sono tollerate. Se il pavimento è delicato, è opportuno chiedere ai frequentatori del locale di togliersi le scarpe.
  • Questione pulizia: chi sporca, pulisce. È una regola basilare su cui occorre essere intransigenti.
  • Per quanto riguarda le pulizie generali, non vanno fatte trascorrere più di due settimane tra una sessione e l’altra, altrimenti lo sporco e i rifiuti si accumulano.
  • Privilegiate la raccolta differenziata. Non solo per ragioni ecologiche. Così i rifiuti saranno più facili da smaltire.
  • Attenzione al fumo. Per ragioni di salute, ma non solo. Con il suo odore intenso, il fumo rischia di impregnare tutti i vostri mobili. Siate chiari su che tipo di disciplina volete attuare in merito. Se necessario, potete stabilire che all’interno del locale non si fuma. 
  • Il gabinetto va lasciato come lo si trova. Niente pipì sull’asse, tanto per fare un esempio. E, preferibilmente, la carta non va gettata nel water.
  • Qualsiasi oggetto che viene spostato, va rimesso al sul posto. Non lasciate che i vostri compagni (o peggio ancora, gli avventori casuali) creino disordine. Gli spazi di questo genere sono già piccoli di base. E ci si impiega un attimo a creare caos.
  • Se vi capita di portare il vostro partner (fisso o occasionale) nel localino per una notte di fuoco, abbiate rispetto di chi vi tornerà il giorno dopo. E, in ogni caso, usate sempre le adeguate protezioni.
  • Informatevi sulle abitudini dei vostri eventuali vicini. La cosa peggiore che possiate fare è recare loro disturbo. Va rispettata la quiete pubblica. E se ricevete critiche, privilegiate il dialogo, anziché lo scontro.

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Pubblicazione:
martedì 12.06.2018, ore 15:00


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