Camera con vista sul Reno

Il racconto di una notte trascorsa in un trabucco convertito ad alloggio. Niente energia elettrica, niente acqua corrente, niente wi-fi, in una stanza di 14 metri quadrati. Un assaggio di “pop up” basilese.

TESTO: PAOLO D'ANGELO - FOTO: PINO COVINO
È la più nobile tra le città svizzere. Per le vie del centro si respira a pieni polmoni la storia di un centro cosmopolita, dinamico e dalle atmosfere mitteleuropee. Tanti giovani, una marea di biciclette (molto in voga quelle da carico o con rimorchio), e poi i tram, che ti portano ovunque, anche in Francia e Germania.La sua università,  fondata nel 1460, è la più antica della Svizzera. Di lì sono passati i grandi dell’Umanesimo. Uno su tutti: Erasmo da Rotterdam, i cui resti riposano nella cattedrale.


Sguardo su Basilea in una calda domenica di giugno. I bagnanti, il Reno e, sullo sfondo, la torre Roche, l'edificio più alto della Svizzera.

Una sorpresa romantica
È un caldo pomeriggio di inizio giugno. Lungo il Reno, le famiglie sono al passeggio e gruppi di giovani si godono il sole e si fanno un bagno rinfrescante. Arrivato all’ostello della gioventù, nel cuore del quartiere di St. Alban, chiamato con una certa enfasi “la Venezia di Basilea”, mi viene consegnata una tessera magnetica e una chiave. Avrò il privilegio di passare la notte nel primo “hotel pop up” di Basilea, una tipologia di albergo a tempo determinato, aperto da inizio giugno a fine agosto, e che appare in spazi inutilizzati non propriamente pensati per alloggi di vacanza. L’idea è arrivata dagli Stati Uniti e si è diffusa anche in Europa.
L’ubicazione del “pop up” basilese è da favola: sul Reno, con vista sulla cattedrale e sul grattacielo Roche. Niente elettricità, niente acqua corrente, niente wi-fi. L’hotel altro non è che un trabucco per la pesca, una palafitta ancorata sulla riva.


Questa stanza molto romantica appartiene all'antica corporazione dei pescatori di Basilea.

Salita la scaletta, apro la porta decorata con lo stemma del salmone, pescato sin dai tempi dei romani e poi,  in rilievo, il 1354, anno di fondazione della corporazione dei pescatori a cui appartiene la struttura, data in affitto all’ostello della gioventù di Basilea che – si spera – potrà costituire un’offerta originale a tutti coloro che vorranno trascorrere un’esperienza unica o fare una sorpresa alla persona amata.
Ecco il mio alloggio: una stanza di quattordici metri quadrati. È forte il profumo di nuovo delle pareti in legno. Accanto alle finestrelle ci sono un tavolino, due sedie, una lampada a batteria e una candela led. Più romantico di così.

Una bibita all’ostello
Lascio la valigia e faccio un giro in città. Con la Basel Card, inclusa nel prezzo (160 franchi a notte più tasse di soggiorno), i mezzi pubblici sono gratuiti e l’entrata ai musei e allo zoo sono a metà prezzo. La città è vivace e interessante. Nel tardo pomeriggio torno all’ostello della gioventù, dove si cena a prezzi modici. Dopo la bibita al bar, torno verso la “mia” capanna. È ormai l’imbrunire. Le luci gialle brillano sul fiume. Due ragazze siedono ancora vicino alla mia dépendence. Mi salutano e sorridono, guardando curiose verso le finestrelle illuminate della lampada a batteria. Mi corico, cercando il sonno, che trovo contemplando il fiume.

La notte e l’incontro
engo risvegliato poco dopo la mezzanotte da un tuono fragoroso. La pioggia rimbalza sul tetto per pochi minuti. La temperatura nella stanza si fa gradevole. Il fiume torna a cantarmi la sua ninna nanna. Alle 3 e mezza mi sveglio per andare in bagno. Ci si deve cambiare e uscire per raggiungere il gabinetto pubblico, a una cinquantina di metri di distanza. Mi sveglia la luce del sole. Sono le 6.30. Il primo sguardo va al grattacielo della Roche e a una lunga chiatta che scivola lenta. Come si faceva una volta, mi sciacquo il volto con l’acqua versata nella bacinella. Per la doccia e la colazione mi reco all’ostello. «Ho pensato a lei stanotte, quando c’è stato il temporale», mi dice divertito un impiegato.
Dopo la prima colazione, compresa nel prezzo, alle 9.00 arriva Isidora Rudolph, portavoce di Basilea Turismo e responsabile del progetto pop-up di Basilea. Andiamo al capannino. Mi racconta che, su richiesta, si può pescare con un pescatore professionista, maestro nel manipolare l’argano e le antenne del trabucco. Prezzo: 100 franchi per due ore. Poi tira fuori dall’armadietto il sacco galleggiante a forma di pesce per il bagno nel fiume. Un must per tutti coloro che vogliono sentirsi un po’ basilesi e godersi una città che, sicuramente, non delude i suoi visitatori. Mi affaccio per l’ultima volta dal capannino. C’è una coppia di ragazzi che corre e una donna in costume che prende il sole. A Basilea è un altro giorno.

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