L'Olimpiade dell'uomo delle nevi

Pepe Regazzi, capo allenatore della nazionale svizzera di snowboard freestyle, non punta solo sulla preparazione fisica dei suoi atleti. Ma anche su quella psichica. – KERI GONZATO

Nessuna formula magica. Sono stati passione, talento e dedizione a portare Pepe Regazzi ai vertici dello snowboard come capo allenatore della nazionale svizzera di snowboard freestyle. Se cerco di immaginare Pepe Regazzi dare un occhio al percorso della sua vita vedo un volto che sorride, soddisfatto. La faccia di uno che non è sceso a compromessi ed ha scelto di dedicarsi a ciò che ama. I traguardi raggiunti sono stati una conseguenza naturale. Lo incontro durante il countdown che porterà gli atleti dello snowboard alle olimpiadi invernali in Corea del Sud. Un colpo di fortuna mi permette di incontrare Pepe in uno dei rari passaggi invernali in Ticino... «Da novembre alla primavera seguo ragazze e ragazzi, in un intenso ping-pong tra vette svizzere e gare in giro per il mondo. Solo a fine stagione torno in Ticino per fermarmi, rigenerarmi e godere di natura e amici di una vita» racconta. I mesi invernali per il team di snowboarder sono un tour de force. «L’adrenalina è alta e bisogna rimanere centrati anche nei momenti più intensi – conferma Pepe –. Ogni aspetto dell’allenamento deve essere pensato e pianificato per mantenere un equilibrio perfetto: avere questa visione d’insieme ed essere sempre aperto a migliorare è il mio compito e la mia sfida».



L’inizio di una passione
Tutto è iniziato da un colpo di fulmine nel 1986. «Abitavo a Vira Gambarogno e l’istinto per l’avventura già mi muoveva – racconta –. Da lì nacque l’amicizia con Marco Nuss
baum, personaggio eccentrico che, forse prima di tutti in Ticino, andava in skate, praticava il wind surf e sci freeestyle». Il volto di Pepe si apre in un sorriso grande come una mezza luna quando ricorda il momento in cui “Nuss”, sul Monte Tamaro, scese con lo snowboard tracciando una linea unica e sinuosa nel bianco. «La totale armonia fra attrezzo, neve e natura mi fece innamorare dello snowboard». Una passione per la vita che porta Pepe a gareggiare nelle competizioni fino a livelli mondiali, successivamente ad insegnare a St.Moritz, formare i monitori per Gioventù &Sport Ticino e poi lavorare come esperto nell’insegnamento a livello svizzero. Il ritorno al mondo delle competizioni lo fa come allenatore di snowboard freestyle alla Fssi, ma il salto che lo porta a volare davvero in alto arriva quando lo contattano per diventare coach della nazionale svizzera di snowboard freestyle. «La sfida era di creare un sistema di allenamento a 360° all’avanguardia, che portasse la Svizzera ad essere davvero forte». Detto fatto, con un lavoro di squadra efficace, il team traccia un percorso che lo porta tra i top 5 al mondo nella disciplina, assieme a Canada, Stati Uniti, Norvegia e Giappone. Con gli sport da tavola si va oltre la disciplina, si parla dello stile di vita di una tribù che coinvolge skate, wakeboard, surf. «Una volta all’anno porto i “miei ragazzi” (non è solo un modo di dire, siamo davvero come una famiglia: si cucina, mangia e vive assieme) a fare surf, sia come allenamento ma anche come svago — io stesso pratico surf e, per diversi anni, ho co-gestito la Scuola di Wakeboard Cecco Torenas». Il legame di Pepe con il Ticino è forte. «Amo le nostre montagne, i fiumi e i laghi d’estate così come la socialità che ci differenzia dagli altri cantoni – spiega – sono orgoglioso della nostra tradizione culinaria ed è per questo mio legame, un po’ per caso e un po’ per gioco, assieme alla mia ex compagna, la fotografa Juliette Chrétien, sono nati due libri dedicati a prodotti e produttori ticinesi». Da qui parte la felice collaborazione con Coop e Fooby in cui Pepe presenta ricette e produttori a km zero. «Una bella occasione per valorizzare la cultura ticinese che ha tanto da offrire ma spesso se lo scorda» sottolinea.

Corpo, mente e cuore
Per tornare sulla neve, attualmente Pepe sta ampliando il raggio di azione... «A un certo punto ho realizzato che, oltre a tecnica, preparazione fisica, acrobatica, nutrizione e coaching classico, ciò che rende davvero un atleta vincente sono forza mentale e stato di consapevolezza». Da un anno, infatti, ha invitato a bordo della nazionale il coach Dirk DeSousa, esperto dell’influsso che psiche e mente hanno sulle performance sportive. «È un anno che lavoriamo intensamente con i nostri atleti, come pure in uno scambio diretto tra me e lui e i risultati sono tangibili. Lavorare sull’espansione della consapevolezza del proprio corpo-mente-cuore ha un impatto potente». Ed ora non ci resta che augurare a Pepe e alle e agli snowboarder della nazionale svizzera di spaccare in Corea... Siamo con voi!

Pubblicato il: 5.2.2018 / Foto: Luca Crivelli


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