Da sinistra: Leonardo e Filippo, il mentore Giuseppe Genovesi, Nicolas, Alessandro Andreoli ed Eros.

Robot pazzeschi a Grancia

Il 9 giugno, al centro Lugano Sud, giovani inventori, con la passione per la robotica metteranno alla prova le macchine da loro costruite. Dietro le quinte di due squadre. 

TESTO: DAVIDE MARTINONI - FOTO: SANDRO MAHLER

È davvero impressionante, la padronanza con cui Filippo, 14 anni, allievo di 4ª media a Gordola, controlla il suo drone in volo. Il “moscone”, luccicante di Led, sembra in ricognizione sopra le teste di Eros e Leonardo, 12 anni, e Nicolas, 13, allievi delle Medie di Giubiasco. Dal cielo di Tesserete, dove il gruppo è riunito, la macchina ronzante veglia sull’impegno che questi ragazzi, unitamente al loro mentore Giuseppe Genovesi – informatico d’esperienza internazionale –, stanno mettendo in vista di un appuntamento per loro importantissimo: il “Robot Street Challenge 2018”, previsto il 9 giugno presso il centro Lugano sud, Grancia. Quel giorno, unitamente ad altre 17 squadre ticinesi fra “Senior” (10) e “Junior”, tutte sostenute da un ente o da un’azienda, porteranno all’attenzione del pubblico la loro personalissima conquista tecnologica: un robot, da loro stessi programmato (per le squadre “Senior” anche costruito), in grado di affrontare in autonomia – eventualmente con l’ausilio di un drone pilotato manualmente – un percorso ad ostacoli entro un limite di tempo. L’iniziativa, unica nel suo genere nella Svizzera italiana, è della Ated-ICT Ticino, l’associazione che da 47 anni rappresenta persone, aziende e organizzazioni interessate alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.


Da sinistra: Devin, Alberto, il mentore Vincenzo Bergui e Louis.

“Stanare” talenti
La sfida va a ben vedere molto oltre l’aspetto tecnologico. In ballo ci sono impegno fin dalle fasi di preparazione, inventiva, condivisione, capacità di lavorare in gruppo e di affrontare problemi inattesi. Ma anche visione manageriale, parsimonia nella gestione di un budget e il piglio giusto per propagandarsi sulla rete dei social, dove il proprio prodotto dev’essere “venduto” con la massima efficacia per raggranellare più voti Web possibile. Tutti aspetti ai quali, esattamente come Alessandro e i suoi simpatici “nerd”, sta lavorando Vincenzo Bergui, ingegnere informatico presso la Omnibus Engeneering Sa di Taverne, nonché mentore di un’altra squadra: la Senior (ma giovane anch’essa) costituita da Devin e Alberto (24 anni) e Louis (33), tutti studenti della Scuola superiore d’informatica di gestione (SSIG) di Bellinzona. A Vincenzo è stato affidato il compito di integrare nel progetto risorse tecniche e know-how: «Gli obiettivi fondamentali sono promuovere l’evoluzione tecnologica e “stanare” nuove leve per il settore a livello ticinese – dice Bergui –. Con il “Robot Street Challenge” si stimolano flessibilità di pensiero e specificità individuali». Nel caso della squadra Omnibus, Devin si destreggia bene nella programmazione, Louis nel montaggio del robot, e Alberto nelle operazioni di saldatura e nel reperimento delle componenti. «Ma tutti – aggiunge il mentore – sono multidisciplinari, concorrono alla campagna di comunicazione in rete e collaborano nel mantenimento del tetto di spesa che è stato dato». Budget che a Tesserete, per la squadra Junior, sostenuta dal Centro ottico Andreoli, è curato da Eros e Alessandro, i cui profili sono complementari a quelli di Nicolas – appassionato di codici – e Filippo, un mago ai comandi del suo drone. «Il lavoro con i ragazzi è basato su un approccio dinamico – spiega Giuseppe – e senza gerarchie. Al potere salgono immaginazione e intelligenza gestionale». Doti da dimostrare, ovviamente, anche in gara, dove gli otto ostacoli presenti sul tracciato metteranno le squadre di fronte a tranelli come un labirinto semplice e uno complesso, dei birilli, un trapezio per salita e discesa, un canestro, delle macerie e dei gradini. Ma i
ragazzi, quel giorno, dovranno stare a guardare perché in campo, senza possibilità d’aiuto alcuno, andranno i loro robot. Macchine, certamente, ma dotate di “anime” fatte di passione, perseveranza e voglia di stupire.


Parla Cristina Giotto, membro di comitato di Ated-ICT. 

Cristina Giotto, Ated-ICT Ticino è un’associazione “vecchia” con obiettivi modernissimi…

In effetti è nata nel ’71 per fornire servizi agli associati (oggi circa 500), favorire l’impiego delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e promuovere l’etica professionale fra gli operatori. Il primo obiettivo era rispondere ad un bisogno di formazione quando i primi specialisti in informatica provenivano dal mondo della matematica.

Quali le altre iniziative di particolare interesse, oltre al “Robot Street Challenge”?
Una delle nostre sezioni è dedicata alla sicurezza informatica (cyber security), e organizza corsi mirati alle aziende. Alle famiglie, invece, proponiamo “officinaFuturo”, evento inclusivo e multidisciplinare per conoscere la trasformazione digitale.

Ragazzi e donne sono i vostri target?
Con il progetto “nuovimestieri” vogliamo aiutare i giovanissimi nella ricerca di un lavoro – che ancora non c’è – mentre “Ated4kids” è la sezione che avvicina i ragazzi all’utilizzo consapevole e attivo della rete. “Women4digital” è la sezione che vuol dar voce alle numerose donne attive nel settore e ai loro progetti speciali. In arrivo ci sono anche “RoboticMinds” – la sezione legata alla robotica –, una collaborazione con Swiss Game Academy che porterà in Ticino corsi di programmazione di videogiochi, nonché (speriamo) la prima colonia tecnologica estiva, prevista nel 2019.

www.ated.ch