Itinerario del gusto

Nota per la sua biblioteca abbaziale, San Gallo vanta molteplici ricchezze. In particolare quando, tra un monumento e l’altro, si degusta una specialità locale. — JASMINA SLACANIN

TESTO: JASMINA SLACANIN - FOTO: ST.GALLEN-BODENSEE TOURISMUS / DAMIAN IMHOF, MARCUS GYGER, DANIEL M. FREI 

L’ottava città della Svizzera, situata tra il Lago di Costanza e i verdeggianti prati appenzellesi, svela il suo fascino grazie a varie visite guidate a tema. Una, in particolare, ha solleticato la nostra curiosità e il nostro appetito. Questo itinerario alla scoperta della città, intitolato «in giro per osterie», permette di familiarizzare sia con la storia che con le specialità del territorio.
La visita inizia dall’Ufficio del turismo con il suo impressionante banco d’accoglienza, rivestito da un tessuto realizzato tramite stampa 3D. Il riferimento è alla storia di San Gallo, conosciuta in tutto il mondo per il suo know-how in materia di ricami e lino.  
Ursula Dommann, la nostra guida, ci accompagna nei pressi di piazza Gallus, che porta il nome del monaco irlandese Gall che si insediò all’inizio del VII secolo nella città. Passiamo quindi davanti a un negozio che vende tutto l’anno decorazioni natalizie. Oltre ai tradizionali gingilli multicolorati per decorare l’abete, troviamo perfino le celebri salsicce di vitello grigliate. Più piccole rispetto alle dimensioni normali, ma comunque molto somiglianti. Oppure è il nostro stomaco che inizia a brontolare? Tempismo perfetto, dato che abbiamo appuntamento in uno dei numerosi ristoranti della città. «Si dice che a San Gallo ci siano talmente tanti ristoranti che si potrebbe cenare ogni sera dell’anno in un posto diverso», spiega Ursula Dommann.

A tavola
Ci sediamo a tavola allo «Schlössli», che significa castelletto. Si tratta di un edificio storico appartenuto a Laurenz Zollikofer, nipote di Vadian, il riformatore della città. Il proprietario del locale, Ambros Wirth, ci serve come antipasto una zuppa di colore violetto a base della «blu di San Gallo», una patata coltivata nella Svizzera orientale. «Questa è una grappa a base di blu di San Gallo», prosegue indicando con il dito alcuni bicchieri contenenti un’acquavite bluastra. «È la nostra vodka locale. Potete berne un po’ e versare il resto nella zuppa per esaltarne il gusto». Un eccellente consiglio che seguiamo senza esitazione. 


Prodotti popolari da mangiare in strada o ricette gastronomiche da assaporare nei ristoranti:
a San Gallo non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Questo luogo è ricco di aneddoti. Il proprietario ci rivela, in particolare, che la famiglia reale norvegese, venuta a cenare tra queste mura, ha dichiarato degustando questo famoso tubero: «Una patata blu per il sangue blu!».  
Il tempo passa troppo in fretta. Terminiamo il nostro antipasto per proseguire la visita e ammirare i sontuosi bovindi risalenti al Seicento e Settecento. Frutta e animali esotici sono i temi preferiti delle decorazioni scultoree. I colori, i materiali, le dimensioni e i motivi scelti servivano da vetrina per i proprietari delle case che esibivano in tal modo il proprio status sociale. «Spesso era una gara a superare il vicino di casa», aggiunge la nostra guida.
Spingiamo la porta del «Bierfalken», una popolare birreria in cui si danno appuntamento più generazioni per gustare la famosa salsiccia arrostita di San Gallo IGP, «senza senape»! Sì, sarebbe un sacrilegio, poiché la senape camufferebbe il sapore di questa specialità di carne a base di vitello e spezie. «E bisogna grigliarla senza inciderla, per impedire che gli aromi si disperdano», ci consiglia Ursula Dommann.
Per accompagnarla degnamente, ci concediamo qualche sorso di birra del birrificio locale «Schützengarten», che si contende il titolo di birrificio più antico della Svizzera insieme al «Locher» di Appenzello. Con la bella stagione, i sangallesi acquistano una salsiccia da asporto, da gustare al momento, abbinata soltanto a un «Bürli», un panino tondo di farina bigia. «Se mi servono un pane diverso, lo rifiuto», aggiunge la nostra guida sorridendo.

Salotto urbano artistico
Ammiriamo gli edifici in stile liberty, prima di giungere a una moderna piazza rossa, creata da Pipilotti Rist e dall’architetto Carlos Martinez. «L’artista ha ideato un salotto urbano per rivitalizzare questo luogo un po’ cupo», ci spiega Ursula Dommann.
La visita si conclude alla «Fonduebeizli» con una fondue al cioccolato, che in genere la clientela ordina dopo aver gustato quella al formaggio. Insomma, si può ben affermare che a San Gallo non si resta a bocca asciutta.

Gite con antipasto, primo e dolce

La visita guidata «In giro per osterie», in lingua italiana, è proposta à la carte (tre diversi ristoranti a scelta per un
antipasto, una portata principale e un dolce), dal lunedì al venerdì, a partire da 6 persone (fino a 25 persone). Per un itinerario di 2 ore il costo è 220 fr., di 3 ore 280 fr. e di 4 ore 350 fr. (forfait per gruppo, pasti esclusi).

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