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Con un risultato netto, con più di un quarto delle preferenze, la Ticinese dell’anno 2009 è la sciatrice Lara Gut. Tra i lettori che hanno votato via SMS e in internet, è stato sorteggiato Stefano Zollinger di Davesco, che si aggiudica un buono d’acquisto Coop del valore di 500 franchi. |
In pillole Lara Gut È nata il 27 aprile 1991. Domicilio: Comano. Professione: sciatrice e studente. Ha iniziato a sciare a un anno e mezzo, d’estate nel giardino di casa e poi sulle piste di Airolo. Primo podio in Coppa del mondo: terza nella discesa libera il 2 febbraio 2008 a St. Moritz all’esordio in questa disciplina. Prima vittoria in Coppa del Mondo: il 20 dicembre 2008 in super G sempre a St. Moritz. Ai mondiali di sci alpino 2009 in Val d’Isère conquista due medaglie d’argento (supercombinata e discesa libera). L’incidente: il 29 settembre 2009 durante un allenamento a Saas Fee si lussa un’anca. È operata dopo una settimana; la riabilitazione procede spedita. Hobby: leggere e cucinare dolci. Autore: Carlos Luis Zafon. Il motto: Dont’ worry be happy. Miti: Che Guevara… per il suo «Hasta la victoria, siempre» e le sciatrici Maria Rienda Contreras e Renate Götschl. Nella sua borsa non manca mai: un libro, l’iPod e il burro cacao. |
Non è facile incontrare Lara all’ultimo minuto. Non perché lei non sia disponibile con i giornalisti. Anzi. Ma il tempo è quello che è. E per una star del circo Bianco («no, no non sono ancora una star», sottolinea lei. Lo è, pensiamo noi. Eccome. Ed ha solo 18 anni!) i granelli di sabbia della clessidra personale sembrano scorrere assai più velocemente, in totale discesa libera. L’unico momento libero «a metà» è durante una sessione di fisioterapia. Prendere o lasciare. Prendiamo.
E seduti a gambe incrociate, sul parquet di Villa Sassa a Lugano, accanto alla giovanissima campionessa che fa gli addominali ci apprestiamo a intervistarla e fotografarla. «Non ci sono problemi», dice Lara sorridente, «posso parlare tranquillamente. Sono abituata. Purtroppo fra un’ora devo partire per l’Italia dunque non esistono altre chance a breve termine». Ieri a Zurigo per una trasmissione televisiva, rientro durante la notte, stamattina fisioterapia-con-intervista, fra un’ora in viaggio, come riesce a far tutto senza crollare? «A dire il vero da quando sono infortunata ho molto più tempo libero. Ho persino fatto i biscotti di Natale!». Dunque le piace cucinare? «Sì, soprattutto i dolci. La mia specialità è il tiramisù con le pesche, una vecchia ricetta pubblicata nel lontano 1985 proprio da Cooperazione. Ho scoperto che anche il fare le pulizie mi rilassa perché non penso a nulla. Bè, intendiamoci, questo non vuol dire che mi offro come collaboratrice domestica», puntualizza la giovane sportiva con uno di quei bei sorrisi freschi e aperti che la caratterizzano. Nel frattempo Lara si alza dal materassimo, lega un elastico alla caviglia e procede con il rafforzamento muscolare, indispensabile per poter tornare presto sulle nevi, di cui ha senz’altro nostalgia.
«Certo, mi manca tutto: l’ambiente, l’alzarsi al mattino e parlare di sci, le borse in giro, l’odore del materiale nuovo. Però so che ci vuole il suo tempo. L’attesa non mi preoccupa. Sono giovane ho ancora molte possibilità. In gennaio si vedrà. Ascolterò i medici, se ci sarà la possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Vancouver in febbraio ci andrò al volo perché lo staff di Swissski mi ha garantito questa possibilità. Se non sarà possibile, Pazienza. Nessun patema d’animo. Ci saranno altre occasioni». Ha sempre sognato di entrare nel circo internazionale? «Da bambina volevo fare la sciatrice però a quel tempo non immaginavo tutto ciò che ci sta dietro. Interviste, partecipazioni televisive eccetera. Ho dovuto imparare velocemente». E le piace? «Agli inizi era divertente essere al centro dell’attenzione. Poi però ho scoperto che può essere molto faticoso e non sempre facile».
Lara studia appena può. Sta preparando materia per materia la maturità da privatista. «Non so ancora cosa farò “da grande”. Per ora voglio ottenere la maturità. Per me è una cosa nuova studiare da sola, perché quando andavo a scuola mi bastava seguire le lezioni per apprendere. Adesso invece devo fare tutto da sola. Comunque mi piace studiare e amo soprattutto leggere. Quando andavo a scuola mi svegliavo un’ora prima solo per poter leggere». Sport, studio, lettura. E il tempo per vivere come tutti i giovani. Shopping, uscite con gli amici. «Non sono shopping-dipendente. Mi piace ogni tanto gironzolare per i negozi ma detesto doverci andare per forza, perché devo assolutamente trovare qualcosa. Non dò peso peso al trucco (e comunque non ne ha bisogno. È già bella così, ndr). Spesso esco di corsa così come sono. Sto imparando un po’ dalle truccatrici che si occupano di me prima delle apparizioni in televisione». Uscite con gli amici? «Certo, mi piace ballare, andare al cinema ma non tocco alcol. Sono astemia semplicemente perché non amo il sapore di vino, birra eccetera. Oltretutto non capisco proprio perché molti giovani per divertirsi devono bere fino a ubricarsi e stare male il giorno dopo».
E sentimentalmente? «Ho un ragazzo ma… non voglio parlarne». L’uomo del mistero? «Sì», afferma mentre arrossisce leggermente e aggiunge, per soddisfare la sfacciata curiosità giornalistica, «comunque è sportivo anche lui, ma desidero mantenere un pò di privacy almeno in questo». Ascolta musica? «L’iPod è un compagno costante anche quando mi alleno mi piace ascoltare musica». Quale? «Un po’ di tutto. Anche la classica. Non prima di una gara però. In quei momenti ascolto cose più movimentate. Dance e musica elettronica». L’essere stata eletta «Ticinese dell’anno» dai lettori di Cooperazione le fa piacere? «Sì, molto, perché troppo spesso si dimenticata che sono ticinese. Prima di tutto è importante essere profeti in patria…». E per il 2010 che cosa si augura? «Tornare sana e in forma come prima del 29 settembre!».









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