Lungo il sentiero della pace

Una stele nascosta tra i boschi del Malcantone è un episodio bellico dimenticato. Da qui nasce la singolare idea di 29 ragazzi di quinta elementare. Un sentiero che stimola a migliorare il mondo, partendo dal quotidiano.

TESTO: PATRCK MANCINI - FOTO: SANDRO MAHLER

La guerra e la pace raccontate dai bambini. Lo spunto arriva da una stele sperduta tra i boschi del Malcantone. Sul marmo, una scritta in memoria di Charles Callaway, un soldato americano schiantatosi nel 1945 sulle colline tra Curio e Novaggio, mentre con un paracadute difettoso cercava di abbandonare il suo aereo militare danneggiato. Un episodio storico dimenticato, che torna alla luce a oltre 70 anni di distanza, grazie all’ impegno dei 29 ragazzi di quinta elementare dell’istituto scolastico del Medio Malcantone. «Siamo pronti per inaugurare il nostro “sentiero della pace”», dice Pablo, uno degli allievi. «È un percorso nel bosco – aggiunge Sofia –, in cui i visitatori riflettono su cosa possono fare, nel loro piccolo, per migliorare il mondo».

Allievi in classe durante i lavori, per ripristinare il “Sentiero della pace”.

Tre docenti, Brigitte Rabaglio, Franziska Antonioli e Maurizia Corsi, a fare da coordinatrici. Un progetto interdisciplinare sviluppato sull’arco di un intero anno scolastico. Un grande esempio di didattica applicata al campo e all’attualità. Già nel 2015, in occasione del settantesimo anniversario dell’episodio legato alla seconda guerra mondiale, i patriziati di Curio e di Novaggio avevano creato un sentiero. Per non dimenticare. Per mantenere viva la memoria. Un tracciato forse un po’ serioso e istituzionale, che gli allievi delle elementari malcantonesi hanno voluto vivacizzare. «Sono stati gli stessi ragazzi – spiega Brigitte Rabaglio – a fornire gli spunti per rendere più attrattivo il percorso già esistente».

I ragazzi dell'istituto scolastico del Medio Malcantone

Sei postazioni, mille riflessioni
Oggi il “sentiero della pace” si presenta come un itinerario in mezzo al bosco, composto da sei postazioni. A ogni tappa, il visitatore è invitato ad affrontare una specie di prova con sé stesso. «Ad esempio – illustra Martina –, c’è una postazione in cui si ha la possibilità di gridare in un megafono. E di buttare fuori il “brutto” che c’è in ognuno di noi». «In un’altra tappa – le fa eco Elia –, ci sono alcuni sassolini colorati di due colori diversi. Rappresentano le cose positive e le cose negative della nostra vita. Invitiamo il visitatore a metterli sui piatti di una bilancia. Si accorgerà che le cose belle che ha sono molte di più rispetto a quelle brutte».   
I ragazzi sono stati immersi nella preparazione del progetto per otto mesi. «Abbiamo avuto a che fare con grafici, falegnami, operai comunali – dice Charlotte – e abbiamo potuto scoprire come funzionano diversi mestieri». «Nel bosco – fa notare Warinda –, c’eravamo anche a sistemare e a pulire il sentiero con gli operai. Abbiamo “lavorato sodo” ed è stato divertentissimo».

Discussioni in classe
Un giorno, Luca, uno degli allievi, è arrivato in classe con suo nonno, il signor Fernando, testimone diretto di quella tragedia risalente al lontano 1945. «È stato un momento emozionante – evidenzia Franziska Antonioli –. Il signor Fernando, all’epoca, era un ragazzino. Ma è stato minuzioso nel descrivere come venne ritrovato il corpo del soldato e come la gente della regione visse quell’episodio».
Durante le discussioni in classe, i concetti di guerra, di violenza, di attentato sono emersi più volte. «È incredibile come i bambini riescano a percepire questi fenomeni – sostiene Rabaglio –. A tratti è stato sconvolgente ascoltare le loro interpretazioni. Il nostro progetto ha toccato più materie: dalla storia alla geografia, dalle scienze all’italiano. Ma è stato soprattutto un progetto educativo. A un certo punto, ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare noi di fronte a tutto ciò. Ed è emerso che tutti dobbiamo partire dalla quotidianità. È dalle semplici relazioni di tutti i giorni che si può costruire un futuro più sereno. Ed è anche questo il messaggio per i visitatori».

Canti, balli, discorsi ufficiali. L’inaugurazione del “sentiero della pace” è fissata per sabato 26 maggio alle 9.30 (in caso di maltempo: giovedì 31 maggio, festività del Corpus Domini). Ritrovo all’acquedotto di Novaggio-Curio, luogo della prima postazione. L’evento è riservato agli allievi e alle rispettive famiglie. Presenti le autorità scolastiche e comunali. In seguito il percorso sarà aperto al pubblico. I visitatori potranno raggiungere l’inizio del sentiero tramite una speciale segnaletica che riproduce il logo del progetto. Con i QR presenti nelle varie postazioni, ascoltate con il cellulare i racconti sulla pace scritti e letti dai bambini.