Silvio Leoni legge il suo libro di aforismi «Mandala». (FOTO: Massimo Pedrazzini)

L'ipovedenza non lo frena, ecco il mecenate filosofo

La vita ricca e intensa di Silvio Leoni: i problemi alla vista, lo spirito imprenditoriale, la passione per la filosofia, gli aforismi e la filantropia. — ROCCO NOTARANGELO

A 87 anni, Silvio Leoni srotola la pellicola della sua vita con mitezza ed entusiasmo. È lui l’imprenditore-pioniere che negli anni Sessanta realizza il primo complesso commerciale nel Piano di Magadino, è ancora lui che a 70 anni si iscrive a filosofia alla Cattolica di Milano, ed è sempre lui il filantropo che fonda l’associazione Orizzonti filosofici e pubblica libri di aforismi. Silvio Leoni sembra l’incarnazione della saggezza. «No, no, la saggezza non esiste» si schermisce. «L’uomo per natura non può essere saggio, perché conoscere sé stessi e il mondo è una ricerca che non finisce mai». D’accordo, ma come definire questa coscienza del limite? E Leoni di limiti, soprattutto fisici, se ne intende. Infatti, è ipovedente dalla nascita. «A 12 anni avevo già subito sei operazioni agli occhi – ricorda – e fui costretto ad assentarmi per un anno dalla scuola. Un trauma. Ma la condizione di ipovedente mi ha aperto altre possibilità. Come la fortuna di conoscere la persona più importante della mia vita: Karl Rapp, un geniale ingegnere tedesco, direttore di una fabbrica meccanica, che parlava sette lingue. Arrivò a Locarno dopo la guerra e fece costruire un congegno per osservare le macchie solari. All’epoca avevo 17 anni e il mercoledì pomeriggio, mentre i miei compagni giocavano a calcio, io andavo da lui per imparare disegno tecnico. Ma l’ingegner Rapp amava intrattenermi anche su Socrate e Aristotele, e così piantò in me il seme della filosofia».

Liberale con vocazione sociale
Dopo la Commercio a Bellinzona, siamo nel 1947, Leoni si iscrive ad economia all’Università di San Gallo, dove ottiene la licenza nel 1950. Poi, trova un posto di lavoro a Zurigo in una grande azienda di macchine agricole e vi rimane per 12 anni. Nel 1963 ritorna in Ticino, a Locarno, per rilevare il piccolo garage del padre, con cui vive però conflitti e incomprensioni: «Era un ottimo venditore e un valente meccanico, io invece non volevo sporcarmi le mani!». Il 1964 è l’anno della svolta. Sui terreni incolti di Riazzino installa uno dei due centri di distribuzione Fiat, con 80 dipendenti e un’importazione di 8-10000 vetture all’anno. «Ero un imprenditore liberale con una vocazione sociale. La mia azienda era una grande famiglia. Ho introdotto, per esempio, un sistema di gratifiche per i miei venditori e meccanici; e soprattutto, la cassa pensione, nel 1965, venti anni prima che fosse obbligatoria». Archiviata l’attività professionale, a 70 anni Silvio Leoni dà una nuova svolta alla sua vita. Si iscrive alla facoltà di filosofia alla Cattolica di Milano e si laurea nel 1998 con una tesi su mente e cervello nel pensiero di John Carew Eccles (premio Nobel per la medicina nel 1963). Da giovane però la sua passione intellettuale era la psicologia. «Quando lavoravo a Zurigo volevo diventare psicoterapeuta. Frequentai l’Istituto C.G. Jung e per due anni ho avuto anche uno studio di consulenza. Poi, però, ho abbandonato tutto. Il lavoro di psicologo non faceva per me, avevo paura che qualche paziente potesse prendersi la vita». E così, la filosofia, scoperta da ragazzo con l’ingegner Rapp, è rinata con la pensione. «All’università ho apprezzato soprattutto Socrate, Platone, Aristotele, scoprendo che i loro dilemmi filosofici sono sempre attuali. Un mio aforisma recita: “dobbiamo cercare la verità nella speranza di non trovarla”».

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L’altruista è un egoista intelligente»

Dopo la laurea milanese, Silvio Leoni fonda a Riazzino nel 2004 l’associazione Orizzonti filosofici, che organizza una decina di conferenze-dibattiti all’anno*. Lo scopo: «portare la filosofia in piazza e stimolare la gente normale a ragionare sui veri problemi dell’esistenza e migliorare se stessi». L’imprenditore-filosofo Leoni è un mecenate riservato e munifico. Oltre a Orizzonti filosofici sostiene la Fondazione Sir John Eccles, il Centro diurno Germoglio a Locarno, la Fondazione Tropos di Zurigo e altre istituzioni. «Sono solo un piccolo mecenate» minimizza. «Penso, comunque, che l’avidità, soprattutto dei ricchi, sia il vizio più stupido. Il denaro deve avere una funzione sociale. La mia generosità, però, va alle persone e agli enti che promuovono il sapere e la ricerca scientifica. Io mi realizzo così». Non solo. Perché tra le sue attività creative c’è anche la scrittura di aforismi. Ha pubblicato una decina di libretti di fulminanti pensieri esistenziali. «Sono il prodotto del mio inconscio. Scaturiscono di notte. Mi sveglio e li scrivo. Due aforismi riusciti, che mi piace evocare per i lettori di Cooperazione, sono “L’altruista è un egoista intelligente” e “Chi non ama troppo non ama abbastanza”». Meditate gente, meditate!

*Prossima conferenza: «Comunicazione e politica» del Prof. Fabio Merlini, 2 febbraio, a Riazzino, tel. 091 850 53 40

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