Il profumo dei soldi

A fine mese bisogna fare i conti con le fatture da pagare e i soldi a disposizione possono non bastare. Sapere gestire il proprio denaro è importante, ma ancora più importante è un altro capitale... 

In fondo non è così complicato. Per avere un po’ di denaro, basta andare a lavorare e mettere da parte un po’ di quanto si guadagna. Così ci si potrà permettere di soddisfare qualche desiderio personale. È vero, può sembrare tutto scontato, ma il rapporto con il denaro non è sempre dei più semplici.

Secondo l’Ufficio federale di statistica, in Svizzera il 10,5 % della popolazione vive in un’economia domestica su cui grava almeno un credito al consumo. Non c’è dunque da sorprendersi se sono in molti ad avere difficoltà finanziarie. Ma a gestire i soldi si può imparare. Melanie Römer, 24 anni, nel suo lavoro di pedagogista sociale ha potuto constatare quanto poco si parli di soldi con i bambini e con i ragazzi. Sua cugina Ramona, 36 anni, ha cercato invano un libro per insegnare ai bambini come si gestisce il denaro. Così Melanie e Ramona (nella foto sotto) hanno ideato Leo, un piccolo leopardo delle nevi che fa le sue prime esperienze con il denaro.



In quattro libricini, la cui edizione italiana sarà in vendita da marzo, vegono illustrati diversi aspetti del nostro rapporto con il denaro. 
Si parla di come si guadagnano i soldi, del denaro come strumento di scambio, di come risparmiare e fare beneficenza. La gestione del denaro è il pane quotidiano di Martin Spieler (nella foto sotto).



L'esperto finanziario indipendente 53enne cura delle rubriche dedicate al denaro su vari giornali e conduce trasmissioni televisive e radiofoniche. «In fondo il paradosso è che le monete e le banconote in sé hanno un valore intrinseco esiguo. È per convenzione che acquisiscono un valore». Spieler considera il denaro con sobria distanza. Per altri, invece, i soldi hanno una forza di attrazione irresistibile. «Molte persone sarebbero disposte a tutto per il denaro. È una cosa che mi dà sempre molto da pensare. Poiché, veramente, non ne vale la pena». Anche un sano distacco sembra far parte del giusto rapporto con il denaro, che deve essere preso sul serio – ma, se possibile, non troppo. In realtà dovremmo essere bravissimi a gestire
il denaro, visto che esiste da così tanto tempo. «Sono sempre esistiti i mezzi di scambio», osserva Martin Spieler. «Si è cominciato con il baratto, si scambiava ad esempio un pollo con della frutta. Il denaro permette lo scambio con beni e servizi. E questo è il suo vantaggio».



Monete metalliche e gioielli sono così diventati strumenti di scambio privilegiati. Attorno al 500 prima di Cristo, in alcune aree dell’Europa e in Asia vengono coniate le prime monete. Già allora c’erano corsi di cambio variabili e oscillazioni. La moneta cartacea viene introdotta in Cina nel secolo XI. E così come avviene oggi, l’eccesso di cartamoneta causò una forte inflazione. «Nel passato – spiega Spieler – c’erano moltissime valute diverse che rendevano la vita dei mercanti ancora più complicata. Ora ne abbiamo meno». Ma non per questo le complicazioni sono diminuite, anzi. «L’euro, ad esempio, è una valuta politica. Risponde in quanto tale a bisogni disparati. Alla lunga non può funzionare, perché le montagne di debiti continuano a crescere. Presto o tardi i nodi verranno al pettine». Evidentemente, a volte, anche i politici hanno problemi nella gestione dei soldi e dei debiti. 


Sarà abolito il denaro contante?
In ogni caso oggi in Europa la ridistribuzione della ricchezza funziona molto meglio rispetto al passato. Spieler ne è convinto: «Benché ci siano ancora grandi disparità, oggi molte più persone hanno l’opportunità di mettere da parte dei
risparmi, ad esempio per la vecchiaia. Tutti in futuro saremo chiamati a risparmiare di più, al di là degli sforzi già fatti per l’AVS e per la cassa pensione». Anche Ramona Römer si preoccupa della sua previdenza professionale. Grazie a Leo, il piccolo leopardo delle nevi, insegna a suo figlio di sei anni a risparmiare. «Come Leo, il mio bambino fa dei disegni con gli acquarelli. Quando riceviamo visite, può venderne uno. Il ricavato viene suddiviso», racconta sua madre. «Un terzo può essere speso dal bambino, un terzo viene risparmiato, un terzo viene dato in beneficenza». Anche secondo Spieler è così che bisogna fare: «Risparmiate anche piccoli importi, ma regolarmente, ogni mese».


Il salvadanaio potrebbe però aver fatto il suo tempo. Si parla sempre più spesso di abolire i contanti. «Può essere comodo», sostiene Martin Spieler. «In questo modo, però, ogni movimento potrà essere rilevato, rendendo così l’essere umano completamente «trasparente». Spieler crede che in Svizzera i contanti non scompariranno, perché da noi viene attribuita grande importanza alla sfera privata. Risparmiare, d’altra parte, può essere più facile, se possiamo tenere effettivamente in mano monete e banconote. È pertanto difficile dire che cosa sia meglio, il denaro contante o quello virtuale. Nel caso delle criptovalute come i bit
coin questa domanda non si pone. Esistono infatti solo in forma digitale. «Le transazioni con le criptovalute sono trasparenti, i partner sono però coperti dall’anonimato. Per le persone che hanno qualcosa da nascondere sono una benedizione. Mi sorprende che il legislatore non sia intervenuto già da tempo». Tra queste valute virtuali, soprattutto i bitcoin, hanno fatto passi da gigante. Negli ultimi cinque anni il loro valore è aumentato a dismisura, anche se ultimamente hanno subito un importante deprezzamento. È il momento di investire? Spieler lo sconsiglia vivamente. «La valuta non è coperta da nessun valore sostanziale, come ad esempio un’azione di Swisscom, dietro alla quale c’è un’azienda». Così il corso di una criptovaluta può salire vertiginosamente in poco tempo – ma anche, esattamente allo stesso modo, di nuovo precipitare. «È preferibile investire in cose che si capiscono e che hanno un valore reale».

I soldi da soli non sono tutto
Ma quale sarà il futuro del denaro? Martin Spieler crede che esisteranno diverse forme di moneta, una accanto all’altra: soldi elettronici, contanti, criptovalute. Oggi in Svizzera ci sono anche ambiti dove gli scambi funzionano senza denaro. Anche questo fa parte di un buon rapporto con i mezzi di pagamento: a volte bisogna anche essere in grado di rinunciarvi. Non per niente si dice: «I soldi non fanno la felicità». L’attore statunitense Danny Kaye diceva, invece: «Ci sono anche le azioni, l’oro e gli immobili». C’è però bisogno anche di qualcosa d’altro: rapporti umani stabili. Anche per Leo, il piccolo leopardo delle nevi, le relazioni tra le persone sono fondamentali. I suoi genitori e sua sorella maggiore lo aiutano a trovare risposte alle sue
domande e a centrare i suoi obiettivi. Tutto questo è molto importante anche per le due «mamme» di Leo. Melanie e Ramona Römer sono d’accordo: «Non deve essere solo una questione di soldi!» Il piccolo Leo nella sua storia ha molti amici. Può contare su di loro e anche lui sa farsi trovare al loro fianco nel momento del bisogno. Il valore di tutto questo non si può tradurre in denaro.

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Suggerimenti: pianificare per non avere brutte sorprese. L’associazione «Budget consigli Svizzera» dispensa consigli utili per gestire al meglio il denaro.

Perché spesso si finisce il mese con il conto ai minimi termini? E dove è finito tutto il denaro? Se non si pianifica il proprio bilancio è difficile rispondere a queste domande. Chi invece tiene regolarmente nota delle sue spese, conosce perfettamente le sue possibilità finanziarie. Ma da dove cominciare? Budget consigli Svizzera sa darvi i giusti suggerimenti. Sulla pagina internet della società di pubblica utilità sostenuta da Coop troverete moltissime informazioni sul tema. Gli esempi e la documentazione sono adattati a diverse situazioni. Ci sono così formulari per famiglie monoparentali, per studenti e anche per bambini e ragazzi. Un’app aiuta inoltre a tenere sottocchio le spese. Se a gennaio i soldi tendono a scarseggiare, la causa possono essere le spese per i regali. Secondo «Budget consigli Svizzera» questa voce è una delle più sottovalutate. Un altro motivo per le vacche magre di inizio anno sono le imposte. Chi le paga alla fine dell’anno è possibile che a gennaio rimanga in brache di tela. Anche per questo «Budget consigli Svizzera» ha previsto una scheda informativa. Spesso la regola del 10% del reddito per le tasse non è sufficiente. Molti devono calcolare dal 15 fino al 20 per cento. La migliore soluzione è pagare le imposte poco alla volta ogni mese. Molti alla fine dell’anno fanno conto sulla tredicesima. È però meglio fare un bilancio calcolando solo 12 mesi. Così resta una riserva. A proposito, sarebbe bene sempre avere da parte da due fino a quattro salari mensili.

www.budgetberatung.ch


TESTO: KATALIN VEREB

Foto: Christoph Kaminski; Origami: Mechthild Ackermann; Illustrazioni: Ruth Cortina

“Il franco in tasca” è la denominazione attribuita al piano cantonale 2014-2018 in risposta alla problematica del rischio indebitamento eccessivo, fenomeno che non risparmia neppure il Ticino. Nel nostro cantone sono quasi 24.000 le persone, ossia il 7,5% della popolazione, alle prese con il rischio di indebitamento eccessivo. In Svizzera, quasi il 40% delle persone vive in un’economia domestica con almeno un debito, in Ticino la quota sale a circa il 50%.(per ulteriori dati, vedi https://www.ilfrancointasca.ch/attualita/indebitamento-tra-forme-di-credito-e-arretrati-di-pagamento-l-ora-della-statistica-pubblica).

Numeri importanti, che hanno spinto le autorità cantonali, in particolare quattro dipartimenti (DECS, DFE, DSS, DI) su cinque, ad attuare un piano d’intervento che si fonda principalmente sulla prevenzione, a cominciare proprio dai più giovani, categoria alla quale risultano più congeniali i nuovi strumenti di pagamento digitali giunti negli ultimi anni sul mercato. Da qui, come spiega Chiara Bramani, esperta della Consultati SA, azienda che fa parte della direzione operativa del progetto „Il franco in tasca“, la necessità di trasmettere gli strumenti utili per un’educazione finanziaria rivolta ai giovani e ai giovanissimi. Oltre alla prevenzione rivolta soprattutto ai giovani, il franco in tasca si concentra anche sulla formazione e l’intervento, cercando di valorizzare sempre più i servizi offerti da tutta la rete delle associazioni e degli enti presenti sul territorio... “Il piano pilota si conclude a dicembre, ma - assicura già sin d’ora Bramani, le iniziative andranno avanti”. La lotta all’indebitamento eccessivo continuerà e la rete di aiuto sarà sempre presente e attiva sinergicamente. Ma cosa si intende per indebitamento eccessivo? La risposta è sul sito online de “Il franco in tasca”: “Una persona, famiglia o economia domestica è considerata sovraindebitata o a rischio indebitamento eccessivo quando le sue risorse, in particolare il reddito corrente, tolte le spese necessarie per il sostentamento, non bastano per onorare gli impegni finanziari scoperti entro un tempo determinabile. L’esistenza di scoperti bancari o arretrati di pagamento per un ammontare superiore ai due terzi del reddito disponibile totale mensile può essere considerata critica”.

A Chiara Bramani abbiamo posto alcune domande per capire l’importanza dell’educazione finanziaria, in particolare per i più giovani.

Perché è utile, oggi forse più che mai, l’educazione finanziaria per i bambini?
Le sollecitazioni al consumo sono molto più presenti rispetto al passato. Se pensiamo alle pubblicità, ad esempio su internet, sempre più mirate e sempre più personalizzate ci possiamo rendere conto di quanto siano sempre più raffinati i metodi per indurci al consumo.

Consumo che diventa sempre più facile…
Sì, e non si limita alla sola carta di credito e al commercio online. Oggi esistono sempre più mezzi di pagamento digitali. Lo smartphone è uno strumento che i ragazzi conoscono bene e utilizzano anche per effettuare i loro acquisti. E tutto ciò rende più difficile la gestione del proprio budget personale proprio perché si perde la percezione di quanto realmente si spende.

I più giovani tendono ad avere più le mani bucate rispetto al passato?
No, i ragazzi di oggi non sono né più né meno spendaccioni dei giovani delle generazioni passate. Il portafoglio però si è fatto virtuale. Una volta ci si accorgeva del borsellino vuoto. Oggi non più. Conosco il caso di diversi ragazzi di 17-18 anni che, in un mese, hanno speso oltre 400 franchi al distributore automatico usando il pagamento via SMS… e se ne sono accorti solo a fine mese!

C’è un approccio col denaro diverso tra bambini e bambine?
Da quanto abbiamo potuto constatare, soprattutto nelle scuole medie, non vi sono grandi differenze. Fondamentale è la famiglia di origine e l’esempio che si trasmette nell’educare al rapporto con il denaro. Ci sono genitori che discutono e pongono delle regole, altri invece no. Un esempio su tutti è il telefonino. Ci sono ragazzi che non sanno neppure quanto spendono, altri che hanno un budget limitato e altri che spendono pochissimo perché sensibilizzati dai loro genitori.

Il simbolo del maialino salvadanaio è ancora presente nell’infanzia di oggi? Nell’epoca delle criptovalute e del denaro virtuale esiste ancora il concetto di risparmio?
Sì, il concetto di risparmio esiste ancora, ma qui, come già detto, varia da persona a persona. Non ci dispiace l’idea di riproporre il concetto del porcellino salvadanaio. Noi non siamo contrari al progresso, ma così facendo, riproporremmo un oggetto fisico che ci aiuterebbe così a rendere meno virtuale questo aspetto della vita legato alla gestione del denaro.

Esiste l’identikit della persona più sensibile all’indebitamento?
No, perché tutti siamo in pericolo indebitamento eccessivo. In verità chi dispone di pochi mezzi finanziari a volte si rivela più attento rispetto a chi ha di più e quindi risulta meno a rischio. Ma se vogliamo categorizzare, i soggetti più a rischio sono coloro che si trovano in una situazione di passaggio: il neogenitore, il neopensionato, il neolavoratore, il neopensionato. Cambiano le entrate e le uscite e bisogna rendersene conto e adeguare i comportamenti di conseguenza.

Un consiglio a coloro che si trovano in situazione debitoria
Innanzitutto bisogna essere coscienti della propria situazione, trovare la forza di chiedere aiuto e avere la volontà di prendere in mano i propri conti. Sul sito del franco in tasca (www.ilfrancointasca.ch) ci sono molti riferimenti, ma sicuramente possiamo già qui ricordare il sito www.budgetconsigli.ch dove si possono trovare molti spunti e strumenti per la gestione del budget e il numero verde gratuito “Consulenza debiti” di Caritas Ticino, disponibile allo 0800 20 30 30 per fornire un primo livello di informazioni sui servizi presenti sul territorio, le procedure possibili, o semplici consigli per capire la propria situazione debitoria e poi poter decidere cosa fare.

TESTO: PAOLO D'ANGELO