Ecco dove vivono i senzatetto

Nella ricca Svizzera vivono anche molte persone in povertà. Gite urbane guidate invitano a scoprire questo lato nascosto delle nostre città.

TESTO: RAFFAELA BRIGNONI – FOTO: PINO COVINO

«Nella nostra società può capitare a chiunque di cadere tra le maglie del sistema e ritrovarsi in strada» ci racconta Lilian Senn, 60 anni, senza fissa dimora da quattro anni e mezzo e, da qualche mese, prima donna a fare la guida per le strade di Basilea per Surprise, l’associazione senza scopo di lucro che sostiene i senza tetto e le persone nel bisogno. Le cifre sembrano darle ragione: secondo l’ufficio federale di statistica, nel 2016, circa 615mila persone in Svizzera vivevano in condizioni di povertà. Eppure questa è una realtà poco visibile. Oggi è il club di uomini cuochi hobbisti di Aesch (BL) che partecipa al tour. «Organizziamo sempre delle uscite. Abbiamo fatto degustazioni di birra, visitato la Kambly e molte altre cose, sempre in relazione al cibo. E in fondo anche la visita di oggi ruota in gran parte attorno a questo tema» ci spiega Felix 
Keller, presidente del club. La gita invita a scoprire la città dal punto di vista di un senza tetto e delle persone in colpite dalla povertà. Ma permette anche di discutere con una persona che vive questa situazione sulla propria pelle.


Lilian all’entrata della stazione, dove spesso si trovano i venditori di Surprise.

Lilian si racconta senza «abbellire né drammatizzare» come dice lei, la sua storia. Da un’infanzia difficile, fatta di abusi, fino a una giovinezza di donna realizzata: lavoro, marito e due figli; poi sopravviene il burnout, e Lilian perde tutto in un soffio. «Sono arrivata a Basilea nel 2013 con due valigie e uno zaino» e un fardello insostenibile sulle spalle. Una pastora evangelica si prende cura di lei e l’aiuta a riprendere il suo destino in mano. Lilian è decisa, sa raccontarsi bene, non fa una piega nemmeno quando parla degli episodi più dolorosi. «Ma se mi chiedete qualcosa a cui non mi va di rispondere, non vi rispondo» sorride. «Bene, siete pronti per iniziare il tour?».

Un tour contro i pregiudizi
Lilian ci fa conoscere mense sociali, e luoghi dove si può fare una doccia o il bucato, leggere un giornale, bere un caffè, fare piccoli lavoretti e ricevere un compenso. Ci racconta aneddoti della sua esperienza e di quella di chi conduce una vita simile alla sua. Apre le tasche della giacca e mostra varie tessere indispensabili nella vita di un senza tetto: dai buoni per una cena del valore di 3 franchi, alla tessera dell’associazione che fornisce un indirizzo postale (obbligatorio per legge) e la possibilità di accedere gratuitamente ai bagni pubblici della stazione, alla tessera per fare la spesa una volta a settimana. «Ho imparato quanto serve per vivere – confida Lilian. – Vivo alla giornata. Quando ho mangiato, un tetto sopra la testa e dei vestiti, sono felice». Di fronte alla stazione c’è l’Elisabethenpark. «Guardate un po’ come sono posizionate le panchine e provate a sdraiarvici» ci sfida Lilian. Le panchine sono composte di sedute singole scalate tra loro. Con la scusa di un arredo design, si è difatti provveduto a panchine “a prova di senza tetto”. «Ma anche quelle della stazione non scherzano» ironizza Lilian.


Sosta nel giardinetto di  Soup&Chill, una mensa sociale vicina alla stazione.

In effetti, chi riesce a starci seduto comodo è come minimo maestro di yoga. Felix è impressionato dal percorso di Lilian e ammira il suo talento di guida «Lo fa proprio bene!» esclama. «Prima i senza tetto mi disgustavano. Adesso invece so che hanno un cuore enorme. Quando vivi in strada, condividi tutto: è una cosa che non ha prezzo. Non avevo mai visto tanta umanità nella mia vita di prima – racconta serena Lilian –. Mi affascina vedere lo stupore dei visitatori, voglio mettere alla prova i loro preconcetti. Ne avevo anche io: giudichiamo spesso e crediamo di avere la soluzione per tutti, senza conoscere la loro storia. Ma nei miei tour faccio uso di ironia, perché non voglio che chi vi partecipa sia triste o provi pietà per me, e ancor meno voglio che si senta in colpa. Voglio solo toccare il cuore della gente e dare loro qualcosa». A giudicare dagli applausi a fine tour, la missione è riuscita.

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Osservare una città in modo diverso
Surprise organizza diversi tour sociali a Basilea, Berna e Zurigo. Ci sono gite pubbliche, che avvengono in giorni e orari fissi, ma c’è anche la possibilità annunciarsi come gruppo e i prezzi variano di conseguenza. I tour avvengono in tedesco. Per maggiori info: 

www.surprise.ngo

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