Sciamano si nasce, non si diventa

Jorden Thinlay nasce in Tibet nel 1956. È ancora bambino quando mistici indiani trovano in lui capacità extrasensoriali. Dopo tanto tempo trascorso in diversi Paesi, quattro anni fa ha trovato in Brissago la sua oasi di pace.

TESTO: SYLVA NOVA - FOTO: MASSIMO PEDRAZZINI

Svuotiamo subito la tazza ricolma di perbenismi da salotto per poterla riempire con qualche accenno chiarificatore sullo sciamanismo, spesso identificato in riti tribali, maschere allucinate e sostanze psichedeliche.
Di tutt’altro spessore Jorden Thinlay, sciamano, guida spirituale e gran Maestro, che quattro anni fa ha scelto Brissago per trasferire dalla Germania il “Tibetan Health Center”, un polo ispirato alla tradizione tibetana. «Cercavo da tempo un luogo come questo, e non solo per la forte energia positiva che emana, perfino superiore a quella del rinomato Monte Verità, ad Ascona, ma anche per la temperatura mite del sud che un domani, a una certa età, è un toccasana».
Jorden Thinlay nasce in Tibet nel 1956 in un clima di grandi tensioni politiche: la Cina in quegli anni invade il Tibet causando decine di migliaia di morti tra civili e monaci, oltre un numero ingente di profughi che trovano rifugio in India insieme al Dalai Lama.

Jorden Thinlay: «Lo sciamanesimo è innanzitutto una scuola di vita».

Tra questi, anche il piccolo Jorden sfugge alle barbarie; crescendo, frequenta i mistici indiani, che individuano in lui capacità extrasensoriali fin da bambino. «Era naturale per me riconoscere in amici o parenti i loro problemi o il loro stato di salute. Credevo che tutti lo potessero fare».
Ritornato in Tibet, acquisisce sempre più consapevolezza delle sue facoltà e completa la formazione anche in vari monasteri d’India, Bali e Thailandia. Come il Dalai Lama – suo amico devoto e modello di comportamento – consacra la sua vita ai valori umani quali gentilezza, comprensione, spiritualità, solidarietà. Da decenni attinge al sapere tibetano per dare sostegno alle persone interessate, sostenuto dal suo potenziale energetico sciamanico. «È un dono dell’universo essere tra chi soffre con il mio amore e la capacità di abbracciare tutti gli esseri umani nel loro dolore».
Con la moglie Anita, di origine bavarese, ha trovato un connubio propositivo a beneficio di coloro che si rivolgono al “Tibetan Health Center”, un approccio di tipo occidentale-tradizionale parallelamente a quello tibetano; il Centro non offre solo una scelta alternativa, ma anche la possibilità di intraprendere un lavoro spirituale, di ricerca personale.
Effettivamente, se un tempo lo sciamano, grazie alle sue facoltà, guidava con successo la sua gente verso pascoli generosi, ora il viaggio viene effettuato nell’interiorità, verso se stessi.

Sciamani veri e sciamani di plastica
Ma chi è il vero sciamano, spogliato dalle credenze che lo dipingevano perfino come sacerdote del diavolo? «Lo sciamanismo è anzitutto una scuola di vita. E non si diventa sciamano per scelta, si deve ricevere una chiamata, un appello; non si può dire di no, sono leggi dell’universo. L’energia che lo sciamano emana deve essere buona, altrimenti si tratta di magia nera, pericolosa e difficile da neutralizzare. Ci sono anche scuole dove si insegna lo sciamanismo, si paga molto, ma non è questo lo sciamanismo, non si può imparare; sciamano si nasce. Poi ci sono i ciarlatani, personaggi strani, che credono di essere sciamani». Una categoria, quest’ultima, nata nel tentativo New Age di reinventare lo sciamanismo, ma che in realtà forgia i cosiddetti “sciamani di plastica”. Comunque, già ai tempi di Caterina la Grande, imperatrice di Russia, nell’opera teatrale di cui è autrice – “Lo sciamano siberiano” –  lo sciamano viene descritto come imbroglione. Non c’è epoca per la confusione.
Jorden Thinlay conduce vita salutare e la sua giornata inizia alle 4 del mattino con la meditazione, orario che ritiene il migliore per questa pratica. Saltuariamente tiene seminari all’estero, e in India si reca diverse volte all’anno con la moglie per portare aiuti che raccoglie tra amici. Parco di parole, preferisce «parlare poco, ma dare buoni esempi». La sua visione del mondo è sciamanica... «Nell’universo tutto scorre come deve scorrere, il karma è dritto, ha la sua strada». E le guerre, la povertà, l’inquinamento, i mutamenti atmosferici. L’essere umano ha pure una responsabilità. «Nella prospettiva universale è normale tutto ciò. Per quel che riguarda lo smog però, non sono tanto o solo le auto a inquinare, ma anche, se non sopratttutto i miliardi di animali che vivono in condizioni infami e vengono massacrati per nutrirci. Allevamenti e pratiche di questo tipo da parte dell’uomo contribuiscono al cambiamento climatico, oltre comunque alla tendenza naturale dell’inversione dei poli sulla Terra che è in corso». Non sarà domani che la bussola non punterà più verso Nord, ma in alcune aree al largo della costa argentina il fenomeno pare già misurabile. La bussola perde la bussola…

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