Justin Timberlake: troppa carne al fuoco

In "Man Of The Woods" la star tenta di unire generi e stili diversi. Tutto è concentrato in 16 brani.— DIEGO PERUGINI

È un disco strano, interlocutorio, ambizioso. Dove Justin Timberlake, star milionaria e intrattenitore a 360° (è anche un affermato attore), cerca di unire generi e stili diversi, dalla tradizione rock "made in Usa" al moderno elettro-funk. Tutto concentrato nelle 16 canzoni di Man Of The Woods (Sony), album lussuoso e variegato, che non ha paura di osare e sperimentare. Siamo pur sempre nell’area del pop leggero, però Timberlake si butta e si prende più di un rischio. Bene il singolo futuristico Filthy, le sfumature country della title-track, il falsetto di Higher And Higher (alla Stevie Wonder), il duetto soul con Alicia Keys in Morning Light e la ballata rock di Say Something. Suoni e produzione sono da fuoriclasse, ma qualche brano poteva restare nel cassetto, dal lento sdolcinato Flannel alla simil-trap di Supplies e alla pasticciata Wave. Troppa carne al fuoco, insomma: un pizzico di sintesi in più non avrebbe guastato.

Torna al menu «MUSICA»
Vai alla sezione «TEMPOLIBERO»
Torna all'HOMEPAGE

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione



Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?