La seconda occasione

Save the Dogs a Gudo: un piccolo paradiso per fido e micio. A dirigerlo è Claudia De Palma, volontaria che ha fatto sua la filosofia: adottare un cane per cambiare il suo destino. — AMELIA VALSECCHI JORIO

Claudia De Palma con i cani salvati dalla strada.

Sembra un albergo a cinque stelle il rifugio della delegazione svizzera di Save the Dogs. Claudia De Palma ha voluto che il suo piccolo e intimo rifugio privato, aperto quattro anni fa a Gudo, potesse accogliere al meglio quei cani salvati in Romania per permettergli un passaggio graduale dal canile dov’erano ospiti, alla nuova casa di chi li adotterà. Un concetto forse difficile da cogliere al volo, ma tanto semplice da comprendere se si osservano Fluffy, Michi, Neala, Mia ed Ely. Cinque meticci di taglia media e piccola in attesa di adozione e ospiti temporanei del rifugio. Serve tempo affinché i cani si adattino alla vita casalinga. Per un quattro zampe, subire un abbandono, essere accolto in un canile e poi prelevato per essere portato in una casa, sono tutti eventi traumatici. Perciò Claudia De Palma ha pensato di aggiungere un passaggio a questa catena, sposando la filosofia di Save the Dogs, creando un rifugio che le desse la possibilità di inserire gradatamente i cani nel loro nuovo ambiente famigliare. Un tassello molto importante che le permette, inoltre, di impartirgli le principali nozioni di base come camminare al guinzaglio, per esempio. Un valore aggiunto che richiede tempo, dedizione e una forte motivazione e che l’ha portata a ottenere i diplomi di Guardiana di animali AFC e istruttrice OPAN.
Come mai ha scelto di salvare proprio i cani della Romania? «I cani rumeni non sono selvatici, come spesso erroneamente si tende a pensare, ma provengono – per la maggiore – da abbandoni che possono incrementare in modo esponenziale il numero di randagi, con conseguenze facilmente deducibili. In Ticino, la situazione è sotto controllo, grazie soprattutto ai rifugi esistenti. Inoltre, i cani rumeni hanno due caratteristiche ne favoriscono la reintroduzione in un contesto famigliare: sono socializzati con gli altri cani e sono abituati a vivere a contatto con le persone». Gli occhi di Fluffy, Michi, Neale, Mia ed Ely la dicono lunga: hanno vissuto nei canili sin dalla nascita. Oppure, come il caso di Petronella, la cagnolina di Claudia, salvata dalla strada. È dunque l’ora che arrivi la loro seconda occasione. E che sia quella buona. Vogliamo cambiare il loro destino.

Il rifugio Save the Dogs gode di regolare permesso del veterinario cantonale per la gestione del rifugio e per l’importazione di cani e gatti dall’estero. I cani importati
dalla Romania, raggiungono la Svizzera con il passaporto e i controlli veterinari necessari. Prima di essere importati vengono selezionati per carattere, aspetto e salute. In seguito vengono sterilizzati, muniti di microchip, registrati ad AMICUS, testati per le principali malattie (giardia, Leihsmania, Ehlichia, Anaplasma e Filaria); vaccinati (antirabbica compresa), trattati contro i parassiti e i vermi. Maggiori informazioni scrivendo a: adozionesvizzera@savethedogs.eu o telefonando
al numero: 079 482 77 88.

Il Trade Control and Expert System (TRACES) è un sistema informatico veterinario per il commercio internazionale in Europa, nel quale la Svizzera è pienamente integrata. Per importare da Paesi terzi animali e prodotti di origine animale è necessario preparare alla frontiera una notifica TRACES. Maggiori informazioni si trovano al sito ufficiale.


Foto: Hsaskia Cereghetti
Data di pubblicazione: 04.12.2017

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