Transumanza: orgoglio contadino

Klöntal: la valle glaronese è uno dei luoghi elvetici in cui la discesa dagli alpeggi è ancora una grande festa. Reportage sulle tracce della famiglia Huser, agricoltori cultori della tradizione.

Sämi, 5 anni, marcia orgoglioso sulla strada. I suoi tradizionali lederhosen gialli (pantaloni in pelle)
e il suo fazzoletto rosso brillano nel sole autunnale, le figure in ottone spiccano sulle sue bretelle nere e ad ogni passo la catenella appesa al fianco destro dei suoi pantaloni manda un tintinnio. Lo seguono sua madre, Brigitte Huser, e la sua cuginetta Mirja. Entrambe portano il costume tradizionale glaronese con la gonna blu, il grembiule rosso, la camicietta bianca e il fichu, il fazzoletto triangolare che si annoda sul petto. Aiutandosi con un ramo di nocciolo Mirja impedisce che le capre con cui la famiglia sta camminando si fermino per mangiare le piante al ciglio della strada. Dietro di loro giungono infatti gli alpigiani con le vacche. Chiudono la carovana il contadino Marco Huser e il suo giovane aiutante Nino. Gli uomini portano il costume tradizionale del Toggenburgo, il bestiame è tirato a lucido. È l’imponente discesa dalla Klöntal, valle del canton Glarona: in una mattinata, cinque alpeggi scendono dal pascolo marciando uno dopo l’altro con la loro mandria lungo il lago di Klöntal.
Gli spettatori formano due ali di folla lungo la strada e accolgono gli alpigiani fra gli aplausi. I contadini sorridono fieri. Vestendo il costume tradizionale del Toggenburgo, molti uomini risultano esotici nella discesa dall’alpe glaronese. I contadini della zona tradizionalmente si presentano con una semplice camicia bianca da pastore. In compenso decorano abbondantemente le loro mucche con fiori sulle corna. «I glaronesi addobbano le mucche, i toggenburghesi le persone», osserva Marco Huser, che ha ereditato la tradizione toggenburghese dai nonni. Al di là delle differenze tra le varie tradizioni, la discesa dall’alpe è per tutti i contadini un giorno di grande festa, carico di emozioni.


Ventiquattr’ore prima…
I preparativi degli Huser sono cominciati il giorno prima, verso mezzogiorno, con il viaggio della famigliola per raggiungere l’alpe di Hinterschlatt, usata e curata dagli Huser ogni estate da cinque anni. Mamma Brigitte carica sulla teleferica per il trasporto di materiale il suo bagaglio, i costumi tradizionali e il cibo necessario. Prende il suo bastone e sale con i bambini per una mezz’ora verso Unterstafel, il corte più basso dell’alpe di Hinterschlatt, a 1387 metri. Ad aspettarli lassù ci sono suo marito Marco e l’aiutante Nino. Nel recinto di fronte alla cascina i maiali si godono l’aria aperta, mentre nella cantina Nino spazzola le forme per il formaggio. Poco dopo, per il capofamiglia è giunto il momento di andare a recuperare le capre con le quali l’indomani la famiglia scenderà a valle. «Ci vorrà un po’: sono salite fino su in cima, dove c’è ancora il sole», commenta.
Dopo cena, prima di coricarsi, i due uomini lustrano ancora gli ottoni delle loro bretelle con la cera liquida per trombe fino a farli risplendere. «È il nostro orgoglio di alpigiani», dice Marco Huser. «La sera prima della discesa dall’alpe ci si sente un po’ come un bambino prima di Natale. Si ripensa all’estate passata in montagna. È dall’inizio di giugno che siamo quassù con 18 mucche e 42 manze di vari contadini. Abbiamo prodotto quasi 2,5 tonnellate di formaggio: formaggio dell’alpe glaronese, formaggio da raclette, formaggio alla panna e Bloderkäse, una specialità del Toggenburgo. Delle guerre o degli scandali politici quassù non giunge quasi l’eco. I telefonini si connettono alla rete solo in un angolo della cucina». Sull’alpe si relativizza ciò che accade nel resto del mondo. Le preoccupazioni qui sono: “Chi falcia il rabarbaro selvatico che infesta i pascoli?”; “A chi tocca cucinare?”; “Piove troppo?”; “Abbiamo ancora abbastanza corrente?”. L’energia elettrica proviene da un impianto fotovoltaico e da un generatore. «Una volta la luce si è spenta mentre cenavamo e siamo rimasti lì, seduti al buio». Durante le vacanze estive ci sono sempre un paio di bambini in visita. «Per loro il massimo è non doversi lavare», racconta sorridendo il padre di famiglia.
Si è fatto tardi. Il gatto Ziebeli è rimasto sulla panca con i due contadini tutta la sera. «Quando diventa tutto affettuoso e non ti si stacca più di dosso, allora sai che sta per arrivare l’autunno». Alle dieci anche i due uomini si stendono con gli altri nel dormitorio. Tra poche ore suonerà la sveglia. Fatta eccezione per le miriadi di stelle lassù nel cielo, è buio pesto.

Le prime ore del grande giorno
Quando dalla valle giungono i primi rumori di campane in movimento è ancora molto presto. È il contadino Föhn dell’alpe vicino che si è già messo in marcia. Con i suoi animali resterà in viaggio per ben undici ore. Ai primi raggi di sole Nino è già al lavoro, fischiettando nella cantina del formaggio. Prima ha già fatto in tempo ad andare al pascolo ed a riportare le mucche in stalla.
Marco e Brigitte Huser le mungono e le spazzolano a fondo. «I glaronesi hanno l’abitudine di adornare le vacche, noi del Toggenburgo preferiamo invece pulirle», afferma Marco. Gli animali scalciano, sono nervosi. Sembrano rendersi conto che oggi è un giorno speciale.
Il sole illumina già le cime del massiccio del Glärnisch. Mirja scivola giù dalla scala del dormitorio. Anche Sämi è sveglio. Fino alla partenza possono guardare L’era glaciale sull’iPad. Un pizzico di tecnolgia in un mondo rimasto nel passato. Mirja deve solo ancora stare ferma un attimo: zia Brigitte le deve raccogliere i capelli in trecce.
Nino intanto ha preparato la colazione per gli alpigiani giunti apposta dal Toggenburgo e dall’Appenzello. Prima della discesa cantano assieme davanti al rifugio uno Zäuerli, il tipico jodeln appenzellese durante il quale si fanno suonare le belle campane per le vacche. Le capre giungono belando dalla stalla. Solo i maiali dormono ancora, accoccolati l’uno contro l’altro. Gli Huser verranno a riprenderli dopo la discesa dall’alpe, in modo da non affaticarli. A differenza di molti altri cantoni, in cui gli alpigiani devono lasciare l’alpe prima del giorno del digiuno federale, la terza domenica di settembre, i glaronesi possono attendere fino alla fine del mese. Marco e Nino hanno iniziato un mese fa a preparare l’alpe per l’inverno, smontando i recinti, pulendo tutto a fondo.


La meritata festa
La discesa dall’alpe è la festa finale. «Ce l’abbiamo fatta un’altra volta», dice Marco Huser mentre cammina in discesa. Ma alla gioia per il grande giorno si unisce anche un po’ di malinconia per l’estate all’alpe che se n‘è andata. Forse è per questo che le capre ieri sono scappate così in alto. Mentre anche loro lasciano l’alpe, gli animali trotterellano in tutte le direzioni. Solo quanto tutto l’alpeggio giunge in basso sulla mulattiera e si avvicina al lago di Klöntal, gli animali cominciano a spostarsi ordinatamente uno dietro all’altro, giusto in tempo per la sfilata tra la folla. E chissà quanti fra gli spettatori sono ignari dell’agitazione durante i preparativi e dei sentimenti misti che vivono i contadini: si godono gli animali tirati a lucido e gli alpigiani nei loro costumi. Contadini orgogliosi e stanchi; pronti per una nuova stagione.  


La visita all’alpeggio della famiglia Huser è stata fatta in occasione della transumanza della valle Klöntal del 2016. Quest’anno si ripeterà il 30 settembre. 

Sono 100 le discese dai pascoli e le feste dedicate agli alpigiani note a Svizzera turismo

Quest’anno, la discesa dagli alpeggi della valle Klöntal si terrà sabato 30 settembre a partire dalle ore 9. Lo stesso giorno, dalle 8:30, anche i contadini di Näfels (GL) scenderanno solennemente in valle. Nella Svizzera romanda, la stessa data si festeggia il ritorno dai pascoli a St.Cergue (VD). Ed è conosciutissima la variopinta transumanza di Charmey (FR), in agenda il 23 settembre. Intrattenimento come musica folcloristica e specialità locali non mancheranno in queste giornate dedicate al bestiame e ai loro pastori. In totale sono 100 le discese dagli alpeggi e le feste legate ad esse elencate da Svizzera turismo. Maggiori informazioni si trovano all'indirizzo: www.myswitzerland.com/alpigiani .

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