Uno scorcio suggestivo della foresta tropicale elvetica. (FOTO: Philipp Zinniker)

La foresta tropicale sbarca in Svizzera

Le grandi serre dei giardini botanici sono piccoli paradisi dove è bello soffermarsi, soprattutto quando fa freddo ed è grigio. Visita a un’oasi di pace nel cuore della capitale. — MARTIN ZIMMERLI

Fuori la neve appena caduta, dentro venticinque gradi di temperatura, un’umidità dell’aria elevata, sotto di noi un tetto di foglie verdi: lo scenario è di per sé surreale. Ma di fatto è reale: una sosta nella serra delle palme del Giardino botanico dell’Università di Berna (Boga) è un buon rimedio contro il grigiore invernale. Qui si trova sempre qualche fiore, persino in inverno. E anche frutti. Ma chi cammina trascinando i piedi, con lo sguardo fisso davanti a sé non riuscirà a vederli.



Incredibile biodiversità
Non è il caso di Adrian Möhl (nella foto sotto), collaboratore scientifico del Boga, che se ne sta seduto nella tribuna in alto immaginando, ad esempio, di percorrere il Rio delle Amazzoni in canoa. «Tutto è proiettato verso la luce – afferma Adrian Möhl –; nelle foreste pluviali le forme di vita si concentrano per lo più in alto». È qui che vive la maggior parte degli animali e delle piante. Come nella serra delle palme, anche nell’adiacente serra delle felci si utilizza il passaggio pedonale per tentare di separare le specie del nuovo mondo da quelle del vecchio. «Qui vivono i sauri in versione vegetale» ecco come Adrian Möhl ama definire le cicadi.



I visitatori però spesso sono attirati dalle piante carnivore, in particolar modo dalle nepente che possiedono strutture a forma di otre. Si tratta di foglie che assumono la forma di fauci tubolari, spesso dotate di un coperchio. Se gli insetti vi finiscono dentro non hanno più scampo in quanto le pareti di queste foglie sono rivestite di uno strato di cera estremamente scivoloso. Alcune piante carnivore, che però non sono presenti nel Boga, possono ingoiare anche topi e lucertole, quelle più grandi persino piccole scimmie.

Un rimedio contro l’inverno
Questi esempi dimostrano quanto sia spesso estrema la lotta per la conquista del cibo nella giungla. Il risultato sono piante estremamente specializzate, come la felce a corna d’alce, che sviluppa due tipi diversi di foglie: le une assomigliano a un cesto, mentre le altre sono a forma di corna d’alce, racchiudono le spore, crescono in altezza, si seccano e cadono nel cesto. Dopodiché questo materiale si decompone e serve da nutrimento per la pianta. Ci sarebbero ancora tante cose affascinanti da raccontare, ad esempio sulla terza grande serra che ospita le piante succulenti. O ancora sulle tre serre più piccole dedicate alle orchidee, alle piante della regione mediterranea e della steppa. Non ci saremmo mai aspettati di trovare una tale ricchezza nel giardino botanico nella stagione invernale. L’ideale è partecipare a una visita guidata, prima che la depressione invernale pren
da il sopravvento!

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