Eccola, la Re 460 nel suo viaggio inaugurale tra Bellinzona e Basilea. La motrice, nella sua nuova mise, si fa ammirare in tutta la sua bellezza. 

Una locomotiva speciale

Una Re 460 circola sulla rete ferroviaria svizzera con il logo di Pro Montagna. La sua nuova veste non passa inosservata. Una chiacchierata immaginaria con “miss rotaia” — YVONNE PINI-FERTSCH

Vinci un viaggio in cabina di guida

Re 460, quasi non la riconoscevo. Ha smesso il classico manto di colore rosso delle FFS per indossare un abito in puro stile Pro Montagna. Che cosa è successo?
Sono stata prescelta per essere l’ambasciatrice del marchio Coop Pro Montagna, cui ora faccio pubblicità sulla rete ferroviaria svizzera.

La sua mise corrisponde al suo modo di essere?
L’aspetto esteriore rispecchia l’intimità dell’animo. Si dice così, vero? Vale anche per me. Rappresento valori come l’autenticità, la concretezza, il legame con la natura, la serietà e l’affidabilità. Sono una virtuosa delle scalate più ripide e una navigata esperta di percorsi alpini: le regioni di montagna sono il pane per i miei denti. Pro Montagna ed io siamo fatti l’uno per l’altra.

Con questo look finirà per attirare tutti gli sguardi.
Cosa vuole che le dica, noi locomotive della famiglia Re 460 ci siamo abituate. Da quando sono entrata in produzione, all’inizio degli anni Novanta, non mi è mai capitato di passare inosservata. Molti ferroamatori trovano che io sia la più bella e la più innovativa tra tutte le locomotive.  

Il disegno del logo di Pro Montagna viene stampato digitalmente su una pellicola con una vernice speciale e poi incollato. Per l’incollatura su questa grande superficie esterna è richiesta grande abilità di esperti, che lavorano con precisione millimetrica.
 
Perché è tanto amata?
Di me si dice che sono un’icona del design. Sono stata progettata da una star come Sergio Pininfarina. Il designer d’auto italiano ha conquistato fama internazionale progettando elegantissime carrozzerie. Dalla sua matita sono nate, tra le altre, la Ferrari Testarossa e la Maserati Gran Turismo. Nei suoi progetti Pininfarina non dà importanza soltanto alla funzionalità, ma anche all’estetica.

Che cosa è particolarmente innovativo in lei?
Per quanto riguarda la mia produzione, degno di nota è il fatto che, per la prima volta nella storia, le cabine di comando e le carenature sono state costruite in vetroresina. Prima di allora, erano costruite principalmente in acciaio. Ciò ha permesso di sviluppare una nuova tipologia di design e una migliore aerodinamica.



Da quanto tempo percorre la rete ferroviaria?
Ho iniziato a prestare servizio alle FFS il 27 ottobre 1993 con il numero di esercizio Re 460 065-6 e il nome di battesimo Rotsee. Da allora ho percorso più di sei milioni di chilometri.

Ha sempre voluto fare la locomotiva?
Il trasporto pubblico mi ha sempre interessato. Ogni giorno migliaia di pendolari, turisti ed escursionisti utilizzano la ferrovia. I viaggiatori sono sempre felici quando li prelevo e li porto sicuri e puntuali alla meta. Sento di essere utile e di avere una grande responsabilità. E poi sono molto fiera di far parte della famiglia FFS: tra i grandi agglomerati della Svizzera non esiste nessun collegamento che sia più efficiente ed ecologico della ferrovia.

È considerata un simbolo di Ferrovia 2000, tanto che è conosciuta anche come Locomotiva 2000.
Sono l’unica locomotiva nella flotta delle FFS omologata per viaggiare a una velocità di 200 chilometri l’ora. Per questo ho avuto un ruolo fondamentale nell’introduzione di Ferrovia 2000. Grazie alla mia potenza è stato possibile percorrere la tratta Berna-Zurigo in meno di un‘ora.

Lei è una delle 119 locomotive del tipo Re 460…
…con le quali è coperto il 50 per cento del traffico ferroviario svizzero. Un chilometro su due del traffico passeggeri viene percorso con la Re 460. L’intera flotta percorre ogni giorno circa 104.000 chilometri.

È nelle Officine FFS di Bellinzona che la Re 460 065-6 viene trasformata. La motrice viene levigata per togliere ammaccature e gibolli, prima di essere vestita a nuovo. 


Si dice di lei che sia un concentrato di forza su rotaie. Può farci un esempio delle sue incredibili qualità?
Beh, sono capace senza problemi di trascinare un treno di 650 tonnellate alla velocità di 80 chilometri orari su tutte le tratte in salita con una pendenza fino al 27 per mille.

Nel giugno del 2016 è stata inaugurata la galleria di base del San Gottardo. Percorre anche lei questa linea?
No, attualmente sono soltanto una decina le Re 460 equipaggiate di sistemi tecnici di sicurezza che hanno accesso alla galleria di base. Per quanto mi riguarda, io percorro l’intera rete ferroviaria a lunga distanza.



Qual è la sua linea preferita?
Il tratto del Sempione, che unisce Ginevra a Briga e prosegue lungo il lago di Ginevra, è per me uno dei più belli. La veduta sul lago Lemano e sulle Alpi Vallesane è mozzafiato. Un altro paesaggio di notevole bellezza è rappresentato dai vigneti di Lavaux, che dal 2007 appartengono al Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Durante la corsa preferirei rilassarmi e godermi soltanto la vista del paesaggio che mi passa davanti.

Lei ha percorso anche la vecchia linea del San Gottardo. I viaggi in galleria non sono cosa per tutti. Lei come se la cava ?
Devo ammetterlo, durante il mio primo viaggio attraverso la galleria del San Gottardo ho avuto un po’ la tremarella, malgrado tutta l’istruzione ricevuta. Dopo 15 chilometri sono stata ben felice di rivedere la luce alla fine del tunnel. Oggi ci ho fatto l’abitudine.


Anche a lei è già capitato di dover affrontare una situazione di pericolo?
No! Finora, grazie al cielo, non mi è mai successo. Una volta ho avuto però un imprevisto con una mucca, che mi ha costretto a una brusca frenata. L’animale era fuggito da un pascolo e si era messo in mezzo ai binari. Grazie alla mia reazione sono riuscita a frenare in tempo. Nessuno è rimasto ferito, anche se l’annuncio „Mucca sui binari“ ha naturalmente scatenato l’ilarità dei pendolari.

Dopo più di 20 anni di servizio è ormai giunta alla metà del suo ciclo di vita. Ho sentito che la vogliono rimettere al passo coi tempi.
Sì! Le FFS equipaggeranno nei prossimi anni le RE 460 con una tecnologia di avanguardia. Così in futuro potrò fare il mio mestiere, consumando meno energia e nel pieno rispetto dell’ambiente e potrò percorrere la galleria di base del San Gottardo con l’intera flotta.

La locomotiva Pro Montagna viaggerà per un anno sulla rete ferroviaria svizzera.

Quando il capo di Coop e il CEO delle FFS si incontrano, allora c’è un motivo ben valido: proprio come è accaduto il 3 aprile alla stazione centrale di Basilea. Joos Sutter e Andreas Meyer, insieme a circa 40 invitati, si sono dati appuntamento sulla piattaforma per inaugurare la nuova locomotiva pubblicitaria. Con emozione hanno atteso la comparsa della protagonista principale. Poco dopo le 11 l’altoparlante ha annunciato il suo arrivo: «La locomotiva Coop Pro Montagna è in arrivo al binario 1». Tra gli applausi, la locomotiva di 84 tonnellate e con una potenza di 8300 CV ha fatto lentamente il suo ingresso in stazione. «Non è fantastica?» ha commentato entusiasta Joos Sutter ammirando il nuovo look della locomotiva. Sul frontale della RE 460 065-6 rivisitata spicca il logo Coop, mentre ai lati campeggia in bella evidenza il marchio Pro Montagna con lo slogan pubblicitario «Dalle  montagne. Dai coltivatori».

Il presidente della direzione generale di Coop, Joos Sutter, durante il concerto di corni delle Alpi a Basilea.

Da montanaro a sostenitore della ferrovia
Per il presidente della direzione generale di Coop e «montanaro dei Grigioni», come si è definito lui stesso, è stato un vero piacere poter inaugurare il veicolo: «Da un lato, vengo dalle montagne e Pro Montagna mi sta dunque molto a cuore; dall’altro, sto diventando un sostenitore sempre più convinto della ferrovia». Quando si tratta di affari, spiega, tra i mezzi di trasporto la ferrovia è la prima scelta. Coop punta sul traffico merci combinato e negli ultimi anni ha trasferito numerosi trasporti dalla strada alla rotaia, e continuerà in questa direzione.
Come ha spiegato Andreas Meyer, anche se non tutte le tratte montane sono servite, la montagna riveste un ruolo molto importante per le FFS. Il direttore delle FFS ha sottolineato lo stretto rapporto di collaborazione con Coop.
Quest’ultima prende spunto dai dieci anni di vita di Pro Montagna per utilizzare la locomotiva come piattaforma pubblicitaria, attraverso la quale si rende cosciente la popolazione del suo impegno per un’economia sostenibile. La locomotiva viaggerà per un anno, percorrerà circa 300mila km e verrà vista da milioni di persone: l’impatto pubblicitario è garantito.


Il Ceo di FFS, Andreas Meyer, chiaramente soddisfatto della nuova veste della Re 460.

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