Anche nella produzione di cotone in Tanzania si evita l'utilizzo di sostanze nocive.

Lavoro pulito

La fabbricazione di tessili e pellame ricorre spesso all’impiego di sostanze chimiche nocive. Nel 2013 Coop ha aderito alla “campagna Detox” di Greenpeace per dichiarare guerra a tali sostanze.

TESTO: STEFAN FEHLMANN - FOTO: MAD

Chi di noi non ha mai gioito per la magliettina trendy appena acquistata, il nuovo paio di pantaloni estivi o le scarpe all’ultimo grido? Molti dei capi che indossiamo sono prodotti in paesi in via di sviluppo e non di rado con sostanze problematiche. «Sostanze chimiche quali metalli pesanti, formaldeide e idrocarburi aromatici trovano spesso impiego soprattutto nel finissaggio dei tessuti», dichiara Daniela Walker di Greenpeace Svizzera.


La 25enne è responsabile della campagna Detox lanciata da Greenpeace nel 2011 con l’obiettivo di eliminare le sostanze tossiche dalla filiera produttiva di tessuti e pellami.
Coop è stata sin dall’inizio la prima azienda svizzera ad aderirvi, spiega Anna Vetsch, 34 anni, responsabile di progetto per la sostenibilità Coop: «Da quando abbiamo sottoscritto il Greenpeace Detox Commitment siamo riusciti a cambiare molte cose».
Coop ha per esempio organizzato, per parecchi dei suoi fornitori in India e in Cina e in collaborazione con la specializzata Systain Consulting,  vari workshop sulla gestione delle sostanze chimiche. «La particolarità è che al termine degli workshop mandiamo i coach di Systain appositamente formati direttamente nelle fabbriche, affinché valutino coi responsabili in loco le possibilità di miglioramento e diano alle fabbriche alcune dritte ad hoc per gestire le sostanze chimiche», riferisce Anna Vetsch. Anche la lista dei negativi per tessili e pellami è un utile strumento per gli esperti. L’elenco riporta tutte le sostanze pericolose che entro il 2020 dovranno gradualmente scomparire dalla filiera di produzione Coop. Dalla fine del 2017 Coop è già riuscita a eliminare dalla filiera tessile tre gruppi chimici pericolosi e si trova a buon punto per i restanti. Lo conferma il rapporto interno di controllo di recente pubblicazione.

L’impegno di Coop
Questo ha permesso di ridurre al minimo i rischi ambientali in tutta la filiera produttiva, cosa di cui traggono vantaggio anche i lavoratori nelle aziende. Anche i consumatori in Svizzera hanno la certezza che il loro nuovo acquisto contenga meno sostanze nocive.
Nel suo ultimo rapporto «Destination Zero: seven years of Detoxing the clothing industry», anche Greenpeace ha confermato che Coop è in dirittura d’arrivo. Un risultato del quale l’organizzazione ambientalista si compiace, afferma Daniela Walker: «Con una linea coerente, Coop ha dimostrato che è possibile ridurre notevolmente l’utilizzo di sostanze tossiche nella produzione di tessili e di pellami».○

www.fattinonparole.ch

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