Zuleika Tipismana è una viaggiatrice appassionata e condivide le sue esperienze sul suo blog
www.ztipismana.wordpress.com.

«Non mi stanco mai d’imparare»

Da studentessa è vittima di un grave incidente. Dopo un periodo buio, riprende le redini del suo destino: la raggiante donna oggi viaggia e sul suo blog invita persone con disabilità alla scoperta, al viaggio e all’avventura.

Nel sangue di Zuleika Tipismana scorrono il Perù e la Colombia dei suoi genitori. Dalla vivacità con cui parla e ride si percepisce invece la vibrazione di New York, città dove è cresciuta. Da 15 anni invece, quando non è in giro per il mondo, vive a Lugano. Zuleika è una donna meravigliosa e, con quel sorriso che riesce a illuminare tutta la stanza, puoi starne certo,  lascerà un’impronta sul tuo cuore.
Oggi lavora alla Tasis (The American School in Switzerland, ndr) dove si occupa di coordinare le attività per gli ex allievi di tutto il mondo.
«Sono estremamente curiosa, non mi stanco mai di imparare nuove cose che mi piace condividere con gli amici e sul mio blog di viaggio – racconta –, ho partecipato a un corso di cucina vietnamita, pratico yoga regolarmente e a Natale sono stata in India per immergermi nel nella meditazione e nella danza. Ad agosto vado a Barcellona, ad ottobre andrò a Madrid e in inverno invece in Sud Africa». Ogni viaggio è una sfida personale superata e una gioia per Zuleika.
A vent’anni, studentessa di scienze della comunicazione alla Long Island University, arriva alla Franklin University di Lugano per 4 mesi di studio e vacanze. Ma, una svolta imprevista del destino cambia il corso della sua vita per sempre… «Quel lontano ottobre stavo per partire per un weekend spensierato ad Amsterdam, ma la sorte mi ha ricordato che ogni istante la direzione della tua vita può cambiare drasticamente». Correndo verso il treno, inciampa e in un tagliente istante si fa buio… tra il treno ed il binario Zuleika perde braccio e gamba sinistra.  «I primi cinque anni sono stati i più duri, la permanenza all’ospedale, curata ininterrottamente, è stata la parte più facile; solo uscendo ho realizzato l’impatto dell’accaduto».

Lo shock e la depressione
Inizia un profondo percorso di trasformazione personale in cui deve imparare ad accettarsi, fare pace con gli sguardi, con la curiosità delle persone e con l’incertezza del futuro.  «Invece di pensare al college e ai viaggi con gli amici, dovevo prendere decisioni importanti: dove
vivere e ricevere le cure mediche adeguate? Come tornare a camminare? Domande dense che mi annebbiavano la mente».
Lo shock si trasforma in depressione ed apatia. «Non volevo questa nuova vita e non sono uscita di casa per mesi, terrificata da come il mondo mi avrebbe vista, non camminavo e non mangiavo, passavo i giorni dormendo isolata dal mondo».
Ma poi qualcosa cambia, Zuleika scosta le tende dalla finestra lasciando entrare la luce… «Mentre stavo lì a compatirmi, il mondo andava avanti, stava a me scegliere se esserne parte o lasciarmi svanire nel nulla». La sua curiosità si risveglia e, lentamente, ritrova l’interesse per le cose, la vita, le persone… Da quest’apertura arrivano amicizie che
le danno la carica per rinascere.

Alla ricerca di un nuovo equilibrio
Cosa più di tutto l’ha aiutata a superare i momenti duri? «La musica, l’esercizio fisico e lo yoga per superare i dolori cronici, e soprattutto le risate con gli amici, che mi hanno accolta nella loro vita per chi ero, trattandomi come tutti gli altri: ciò di cui avevo più bisogno all’epoca era sentirmi normale, sentirmi di appartenere ancora alla vita».
Dopo due anni, Zuleika inizia a lavorare e scopre come abitare le sue giornate, trova un appartamento indipendente, un cane… e fa i primi viaggi. «Ho iniziato a sentirmi meglio rispetto alla persona che stavo diventando e ad avere fiducia nell’universo – spiega –, ho accettato le mie circostanze speciali e, invece di cercare di adattarmi, ho creato un mondo adatto a me, ho iniziato ad amarmi».

Una vita piena e consapevole
Quello che le dà più energia oggi è sorprendere se stessa. «Mai avrei pensato di poter tornare a danzare o di salire su un elefante; mi fa sentire bene anche fare cose semplici come legare i capelli con una mano, una cosa che può sembrare piccola ma che mi ricorda quotidianamente che posso fare tanto nonostante le limitazioni».
Ci sono ancora giornate difficili, momenti in cui torna il dolore della perdita. «Dicono che perdere gli arti è come perdere un bambino, non ti riprendi mai completamente, ma ho imparato ad accogliere quelle sensazioni. La tristezza, come la gioia, è parte della vita, solo quando siamo in grado di abbracciare anche quei momenti, stiamo onorando il cammino di chi siamo».  Zuleika ha imparato a vivere pienamente, consapevole che ogni respiro è prezioso e mai scontato. Attraverso la sua risata e la sua passione, oggi sento di aver imparato una lezione importantissima, vivere è: «Abbandonare il controllo su tutte le cose, avere fede nell’universo, sapere che qualunque evento accada, siamo
comunque destinati ad imparare qualcosa: questo è ciò che per me significa essere profondamente viva. È abbracciare il crudo e il brutto tanto quanto il poetico e il bello, perché entrambi hanno lo stesso valore. È attraversare la linea di fuoco, senza sapere cosa ti aspetta dall’altra parte. È essere terrificati, e attraversare comunque il fuoco.
È abbracciare la vita, godersi il viaggio e giocare con lei!». ○

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